Gommone elettrico Arcistratega: 40 nodi, 100 miglia e 600 CV
Una piattaforma Python 33 che mette insieme potenza, autonomia, sistema energetico integrato e accessibilità
Una piattaforma Python 33 che mette insieme potenza, autonomia, sistema energetico integrato e accessibilità
Il gommone elettrico Arcistratega di AS Labruna è un RIB da 10 x 3,8 m con due fuoribordo elettrici da 300 CV ciascuno (600 CV totali), velocità massima 40 nodi e autonomia superiore a 100 miglia a 25 nodi. Sistema energetico ibrido battery/solare + fuel cell a metanolo, monitoraggio cloud notarizzato via blockchain e soluzioni di accesso per persone con disabilità motoria.
600 cavalli elettrici a bordo di un gommone lungo 10 metri: la cifra apre la scheda tecnica del gommone elettrico Arcistratega, sviluppato sulla piattaforma Python 33 e presentato da AS Labruna. È un avvio che cattura lo sguardo prima ancora di scendere sui dettagli costruttivi.
Il progetto si presenta con numeri netti: due fuoribordo elettrici da 300 CV ciascuno, 40 nodi di punta e un’autonomia dichiarata oltre le 100 miglia nautiche alla velocità di crociera di 25 nodi. Sono cifre che spostano l'attenzione dalla mera sperimentazione alla possibilità di impieghi concreti, dal day cruising a brevi traversate costiere.
Con i suoi 10 metri per 3,8 di larghezza la piattaforma conserva spazi utili per uso quotidiano e per la crociera breve. La coppia dei due motori elettrici si traduce in accelerazioni pronti e in un regime di crociera stabile intorno ai 25 nodi. Questo profilo permette di pianificare tratte con riferimenti certi sul consumo e sulla gestione delle batterie.
Il valore di punta a 40 nodi resta subordinato alle condizioni marine, ma la disponibilità di 600 CV elettrici interviene anche nella gestione dei carichi e nelle riprese di navigazione dopo manovre brusche. In termini pratici significa margine operativo: più capacità di raddrizzare la rotta, più riserva per tenere velocità in presenza di vento contrario o carichi imbarcati.
Nel comportamento a mare la distribuzione dei volumi e la struttura della carena giocano un ruolo decisivo. Arcistratega mantiene un equilibrio tra prestazioni e vivibilità: accelerazioni vivaci senza compromettere la tenuta e la stabilità alle velocità di crociera previste.
Il cuore del sistema è multi-sorgente: batterie ad alta capacità fanno la parte del leone nella propulsione, affiancate da pannelli solari a bordo e una fuel cell a metanolo pensata per la produzione elettrica notturna. La fuel cell eroga 2 kW in AC monofase, sufficiente per alimentare i servizi di bordo senza ricorrere a generatori termici tradizionali.
Comporre batterie, solare e fuel cell significa spostare il profilo operativo: si possono coprire più ore in rada in totale silenzio, riducendo l’impatto acustico e le emissioni locali. Nelle soste notturne la presenza della fuel cell impedisce il ricorso a soluzioni rumorose; durante il giorno i pannelli solari contribuiscono a prolungare l’autonomia complessiva.
La combinazione riduce anche il peso delle emergenze: la possibilità di gestire i consumi in modo predittivo e bilanciato trasforma l’autonomia teorica in un parametro utilizzabile nella pianificazione delle uscite, dalle escursioni di un giorno a spostamenti tra isole vicine.
La barca adotta il sistema proprietario Sea 4.0 per il monitoraggio in tempo reale dei parametri di funzionamento e degli impianti energetici. I dati vengono raccolti, archiviati in cloud e notarizzati attraverso tecnologia blockchain, generando un passaporto digitale che documenta lo storico di performance, manutenzioni e cicli di utilizzo.
Dietro a questa raccolta non c’è solo archivio: algoritmi di intelligenza artificiale elaborano i dati per attivare politiche di manutenzione predittiva. Il risultato è una gestione più efficiente degli interventi, minori tempi di fermo e una riduzione dei costi legati a guasti imprevisti. Per chi opera in charter o per chi considera il valore residuo dell’imbarcazione, avere uno storico verificabile è un elemento pratico tangibile.
Arcistratega è progettata con una vocazione inclusiva: la murata laterale abbattibile facilita l’imbarco con sedia a rotelle, una gruetta laterale agevola l’ingresso in acqua e il T‑Top integra sistemi di aggancio per supportare l’accesso assistito alla cabina. Questi dispositivi non sono retrofit, ma parti dell’architettura della barca.
L’approccio tecnico punta a eliminare barriere pratiche senza sacrificare sicurezza e distribuzione dei carichi. Gli ausili si armonizzano con le manovre e con la stabilità dell’unità, pensati per usare l’imbarcazione con la stessa naturalezza di chi sale a bordo senza necessità di attrezzature aggiuntive.
Per gli armatori che cercano soluzioni concrete, la presenza di sistemi integrati di accesso rende la piattaforma più versatile: dalla famiglia che include persone con mobilità ridotta agli operatori che intendono offrire servizi senza complicazioni logistiche.
Massimo Labruna, CEO di AS Labruna, parla di Arcistratega come «la sintesi di sostenibilità, autonomia reale, qualità d'uso e accessibilità». È una dichiarazione che indirizza il progetto verso orizzonti pratici: non più sola tecnologia in vetrina, ma un insieme di scelte ingegneristiche pensate per l’uso quotidiano.
Viene presentata come un’unità che mette insieme alte prestazioni, autonomia avanzata, zero emissioni operative, digitalizzazione notarizzata e soluzioni di accesso integrate. La combinazione apre scenari diversi rispetto alle barche elettriche viste finora, spostando la discussione sui limiti d’impiego e sui casi d’uso reali.
Il cerchio si richiude sui numeri iniziali: 600 cavalli elettrici e oltre 100 miglia di autonomia restano il metro con cui valutare questa piattaforma. La domanda implicita è se questi parametri riusciranno a cambiare le scelte di progetto e di uso nel tempo — o se saranno il primo di una serie di tentativi a segnare la direzione futura della nautica elettrica.
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