Wingfoil Racing World Cup: Gizzeria apre la Coppa del Mondo
Quasi 60 rider al via nel Golfo di Sant'Eufemia: quattro Long Distance inaugurali e vento termico tra 10 e 16 nodi
Quasi 60 rider al via nel Golfo di Sant'Eufemia: quattro Long Distance inaugurali e vento termico tra 10 e 16 nodi
La Wingfoil Racing World Cup è partita a Gizzeria con circa 60 atleti; quattro prove Long Distance completate sotto vento 10–16 nodi. In testa provvisoria il neozelandese Sean Herbert tra gli uomini e la francese Vaina Picot tra le donne. Le gare proseguono fino a domenica 12 con la cerimonia di premiazione alle 18.
Fra il rumore del foil che taglia l'acqua e il profilo delle montagne calabresi sullo sfondo, la Wingfoil Racing World Cup è partita a Gizzeria con vento termico tra i 10 e i 16 nodi e quattro prove di Long Distance. Circa 60 atleti hanno affrontato un campo di regata denso, dove le decisioni tecniche e le scelte di assetto si sono pagate subito in termini di posizioni e distacchi.
L'evento si svolge nello spazio dell'Hang Loose Beach, sotto l'organizzazione del Circolo Velico Hang Loose insieme a Hang Loose Italy e all'International Wing Sports Association (IWSA). La giornata inaugurale ha messo in luce lo spot locale: vento termico stabile nelle sue oscillazioni, correnti costiere che hanno imposto letture continue e un campo di regata che non ha mai consentito un rilassamento tattico.
Il programma ha offerto quattro prove Long Distance con formula Rabbit Start. Questo tipo di partenza favorisce chi individua subito la pressione migliore e sa anticipare le variazioni. Le manches lunghe hanno richiesto non solo velocità pura, ma anche gestione dell'energia, capacità di pompata aggressiva e continui microaggiustamenti sull'assetto del foil.
La giornata è iniziata con vento relativamente più leggero e si è poi rinforzata, costringendo molti rider a sostituire foil e a cambiare set-up in corsa. I passaggi tra la prima e la seconda boa si sono spesso risolti in sorpassi ravvicinati: poche decine di metri, rapide decisioni e scelte di traiettoria che hanno diviso chi ha mantenuto ritmo e chi è stato costretto a rimontare.
Al termine della prima giornata la classifica maschile vede in testa il neozelandese Sean Herbert, autore di una serie di manches solide e prive di errori strategici. Alle sue spalle si posizionano due italiani: Francesco Cappuzzo e Alessandro José Tomasi, che hanno mostrato compattezza e buone scelte di materiale nelle diverse fasi del vento.
Tra le donne guida provvisoriamente la francese Vaina Picot, seguita dall'italiana Maddalena Spanu e da Charlotte Baruzzi. Spanu, con tre secondi posti e una vittoria, ha gestito bene i cambi di pressione: ha scelto un foil più grande nelle fasi iniziali di vento leggero e ha saputo passare a profili più corti quando la pressione è aumentata.
La giornata ha offerto segnali positivi per diversi azzurri. Ernesto De Amicis ha pagato una partenza in ritardo e un problema tecnico alla wing nella prima prova, ma ha rimontato fino a girare la boa in seconda posizione nell'ultima manche. È stato un rientro che ha messo in mostra adattamento rapido e ottima condizione fisica.

La squadra italiana comprende atleti esperti e giovani emergenti: tutti hanno dovuto confrontarsi con scelte materiali decisive — dalle dimensioni e dal profilo del foil alle caratteristiche della wing — e con la gestione delle fasi di pompata continua, tipiche dei percorsi di lunga distanza.
Il Golfo di Sant'Eufemia mostra una conformazione costiera che genera gradienti di pressione e variazioni di direzione del vento. Questo ha costretto i rider a passare con rapidità da fasi di pianata sostenuta a momenti in cui la pompata è diventata l'unica soluzione per mantenere velocità e assetto. Le microregolazioni della wing e le correzioni di angolo del foil sono state continue.
Alcuni aspetti tecnici hanno fatto la differenza: l'uso di foil più grandi al mattino per garantire controllo con vento leggero, la progressione verso profili più piccoli con l'aumento della pressione per massimizzare la velocità, e una gestione attenta della pompata per limitare il dispendio energetico sui tratti lunghi. Anche la robustezza delle attrezzature si è rivelata cruciale durante le fasi più tirate.

Le regate continuano nei giorni successivi, con prove in calendario fino a domenica 12 e la premiazione fissata alle 18:00 dell'ultima giornata. Il vento termico del Golfo tende a dare continuità, ma non manca di oscillare: chi saprà leggere per tempo gli spostamenti di pressione potrà guadagnare vantaggi decisivi.
Nelle prossime giornate conteranno tanto la velocità quanto la gestione dell'energia fisica degli atleti, la rapidità nelle scelte di materiale e l'efficacia nelle sostituzioni in caso di problemi tecnici. Le classifiche restano aperte: ogni prova potrà cambiare equilibri e gerarchie, con ribaltamenti possibili fino all'ultimo bolentino.
La cornice calabrese ha offerto uno spettacolo di tecnica e ritmo: manches lunghe, passaggi ravvicinati e tattiche diverse che hanno messo in luce sia la maturità agonistica di chi è già navigato sia il potenziale di chi è ancora in crescita. La competizione, oltre a restituire risultati, sta tracciando indicazioni concrete sulle traiettorie tecniche degli atleti e sull'evoluzione dei materiali.
Domani si torna in acqua. Ancora regate, nuove scelte tecniche e la possibilità concreta di assistere a cambiamenti importanti nelle classifiche. Tra briefing, regolazioni e partenze, la Wingfoil Racing World Cup a Gizzeria proseguirà fornendo dettagli utili per chi segue lo sviluppo internazionale della disciplina e per chi osserva l'evoluzione delle soluzioni tecniche in gara.
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