Veleggiata del Solstizio 2026: riepilogo e risultati dal Lido
Scirocco fino a 15 nodi, vittorie per Castigamatti e Ali del Mare in una giornata di sport e convivialità
Scirocco fino a 15 nodi, vittorie per Castigamatti e Ali del Mare in una giornata di sport e convivialità
La sedicesima Veleggiata del Solstizio si è svolta sabato 20 giugno al largo del Lido di Venezia: partenza alle 13:00, vento di Scirocco in aumento fino a 15 nodi, vittorie di Castigamatti (Classe Bravo) e Ali del Mare (Classe Echo). La giornata si è chiusa con la premiazione e la cena sociale del Diporto Velico Veneziano.
Sette giorni dopo la prova resta impressa la sequenza delle vele contro il cielo del Lido: la Veleggiata del Solstizio 2026 ha mescolato regata amatoriale e spettacolo per chi osservava dalla battigia e dalle barche ancorate in laguna.
La sedicesima edizione, organizzata dal Diporto Velico Veneziano, è partita alle ore 13:00 di sabato 20 giugno con il segnale del Comitato di Regata. Il percorso, tracciato di fronte al Lido, ha sfruttato un tratto relativamente corto ma esposto: condizioni luminose, mare calmo e una tendenza del vento da sud-est che è andata gradualmente rafforzandosi nel corso del pomeriggio.
La tendenza generale è stata netta: Scirocco inizialmente moderato, poi in progressivo aumento fino a toccare i 15 nodi nelle ore centrali-pomeridiane. La progressione ha imposto scelte tecniche immediate: alcune barche hanno tenuto la randa piena per conservare spinta, altre hanno cercato stabilità arrotolando i fiocchi per limitare il rollio su una linea di mare che, pur non essendo lunga, chiedeva agilità nelle transizioni tra bolina larga e andature portanti.
Il campo di regata, collocato davanti alla costa, ha creato microvariazioni di vento vicino alle secche e ai bassi fondali: chi ha mantenuto la traiettoria più pulita sulle boline larghe ha guadagnato metri preziosi, mentre alcune virate mal cronometrate hanno costato posizioni nella fase finale.
La regata si è svolta su più classi. In Classe Bravo il primo posto è andato a Castigamatti, guidato da Alvise Dissera, che ha dominato con partenze aggressive e gestione attenta nelle andature di poppa. Sul podio insieme a Castigamatti sono saliti Lasse Maja di Gianfranco Marxohhi e Spiuma di Stefano Maffulli, rispettivamente seconda e terza piazza.
In Classe Echo ha prevalso Ali del Mare, timonato dall'armatore Alberto Belli, davanti a Morgana di Fabrizio Mandich e Sunshine di Walter Raiteri. Ali del Mare ha sfruttato le andature portanti del pomeriggio mantenendo traiettorie efficaci durante le virate e recuperando terreno nelle curve centrali del campo.
Il Comitato di Regata ha dato il via alle 13:00, optando per una finestra che favorisse sia la partecipazione sia la fase di vento più costante. Posizionamento delle boe, controllo dei tempi e comunicazioni radio hanno mantenuto l'ordine delle operazioni; la scelta di programmare la prova nel cuore della giornata ha ridotto i tempi di attesa per gli equipaggi e concentrato l'attività in mare su poche ore intense.
La sicurezza è stata garantita con presidi per il recupero e sorveglianza del campo: imbarcazioni di appoggio hanno monitorato eventuali necessità e facilitato il rientro al porto al termine della prova, permettendo a equipaggi e barche di tornare a terra in modo rapido e ordinato.
La giornata si è chiusa con la tradizionale premiazione e una cena all'aperto nel prato del Diporto Velico Veneziano. Il rito è semplice ma efficace: tavoli, piatti condivisi e il passaggio delle conversazioni dalla tattica in mare ai dettagli pratici della giornata. Si è parlato di settaggi di randa e scelte di fiocco, ma anche di aneddoti di manovra e di errori da evitare in vista delle prossime regate estive.
La premiazione ha sancito i risultati e riconosciuto l'impegno degli equipaggi: un breve saluto, la consegna dei riconoscimenti e poi lo spazio informale per scambi tecnici e battute tra soci e partecipanti.
Tre aspetti tecnici hanno fatto la differenza. Primo: la rapidità nell'adattare gli assetti alla progressione del vento. Nei primi tratti, chi ha scelto soluzioni conservative ha guadagnato stabilità; nella fase finale, con Scirocco a 15 nodi, hanno prevalso virate pulite e controllo della scotta. Secondo: la lettura del flusso d'aria vicino alla costa del Lido, dove il passaggio di correnti e la conformazione del litorale hanno provocato rinforzi locali. Terzo: la gestione delle andature portanti, con equipaggi che hanno saputo mantenere la velocità media riducendo gli angoli morti durante le boline larghe.
Gli equipaggi sul podio hanno tradotto queste scelte in risultati concreti: migliori angoli di avanzamento, maggiore velocità media e minor perdita di metri nelle virate di poppa. Per la flotta locale la regata è stata anche un banco di prova utile per testare set-up e rapporti di vele in vista della stagione estiva lungo il litorale veneto.
LaVeleggiata del Solstizio 2026 lascia alcuni spunti chiari per l'organizzazione: la gestione di una finestra meteo con vento in aumento richiede flessibilità nelle decisioni in mare, così come un coordinamento serrato delle imbarcazioni di supporto. Il Diporto Velico Veneziano ha già espresso l'intenzione di mantenere la formula della partenza in ore centrali e il tracciato davanti al Lido, scelte che favoriscono partecipazione e spettacolo.
Gli occhi sono già puntati sulla diciasettesima edizione: tempistiche e percorso sono i primi elementi che verranno valutati per replicare la buona affluenza e affinare la gestione tecnica e logistica dell'evento.
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