Trofeo Principato di Monaco — Naïf trionfa a Venezia
Venezia ospita regate d’epoca integrate con un programma operativo per la tutela della laguna
Venezia ospita regate d’epoca integrate con un programma operativo per la tutela della laguna
Naïf ha vinto l’Overall Aon Special Award nella tredicesima edizione del Trofeo Principato di Monaco - Le Vele d’Epoca in Laguna. Ventotto imbarcazioni storiche hanno regatato in Laguna, accompagnate da incontri tecnici e partnership con Fondazione Prince Albert II, CNR ISMAR, Venice Sustainability Foundation e Corila, con un programma pratico volto alla protezione del sistema lagunare.
Trofeo Principato di Monaco: Naïf ha conquistato l’Overall Aon Special Award nella tredicesima edizione del Trofeo Principato di Monaco - Le Vele d’Epoca in Laguna, chiusa a Venezia il 28 giugno 2026.
La vittoria di Naïf non è stata un’abitudine formale ma il risultato di una conduzione di regata precisa, calibrata sulle correnti e sugli spazi ristretti della laguna. Ventotto imbarcazioni storiche si sono date battaglia su rotte che hanno attraversato canali, campi di battaglia d’acqua e fronti urbani affacciati su San Marco, trasformando la città in una tribuna naturale per residenti e visitatori. L’evento ha intrecciato il gesto sportivo con un confronto operativo su come ridurre l’impatto delle attività nautiche sul fragile ecosistema lagunare.
Le due prove in programma hanno messo a confronto barche d’epoca e classici, oltre a sezioni dedicate agli Spirit of Tradition e alle derive IOR Legend. L’Overall Aon Special Award è andato a Naïf, già vincitrice nelle edizioni 2023 e 2024; la ripetizione del successo è frutto di una manutenzione dell’armamento e di scelte di conduzione che hanno dato vantaggi tangibili sulle rotte lagunari.
Le classifiche di categoria hanno restituito nomi noti e alcuni ritorni di barche storiche che mantengono viva la tradizione velica dell’Adriatico. Risultati principali:
Tra i riconoscimenti collaterali, Cormorant (1958) di Alessandro Dissera Bragadin ha ricevuto il Premio Salone Nautico di Venezia, segnalando l’interesse per scafi restaurati con criteri che ne preservano l’efficienza tecnica oltre al valore storico. Le premiazioni hanno alternato riconoscimenti tecnici e manufatti artigianali, consegnati negli spazi del CNR ISMAR all’Arsenale.
L’edizione 2026 è stata promossa da Anna Licia Balzan, Console Onorario del Principato di Monaco a Venezia, e organizzata dallo Yacht Club Venezia sotto la direzione sportiva del presidente Mirko Sguario. La regia ha affiancato alla tradizionale conduzione agonistica una serie di partnership scientifiche e istituzionali, con l’obiettivo dichiarato di tradurre alcuni impegni in pratiche applicabili già nelle prossime edizioni.

La collaborazione con la Fondazione Prince Albert II of Monaco-Italy, il CNR ISMAR, la Venice Sustainability Foundation e Corila si è concretizzata in una conferenza serale il 27 giugno, ospitata alla Palazzina Canonica in Riva Sette Martiri, sede del Gateway della Biodiversità e del CNR ISMAR. L’incontro ha messo a fuoco progetti e pratiche per la tutela del sistema lagunare, con riferimenti operativi per monitoraggi locali e buone pratiche di bordo.
La premiazione, oltre agli attestati sportivi, ha sottolineato il valore di coniugare competizione e conservazione: le opere artigianali in rovere inciso consegnate come premio sono state scelte per richiamare l’artigianato locale e la cultura materiale legata alle imbarcazioni storiche. I risultati conseguiti concorreranno al ranking della Coppa A.I.V.E. 2026, legando la manifestazione veneziana a una stagione di regate più ampia e competitiva nell’Adriatico.
La direzione dell’evento ha voluto associare il profilo estetico e storico della flotta a un messaggio operativo per la tutela del mare. Sponsor e partner tecnici hanno privilegiato fornitori con criteri di sostenibilità: l’abbigliamento ufficiale è stato prodotto in tessuto ottenuto da plastica riciclata e i premi hanno incluso riconoscimenti con materiali naturali e formulazioni vegane, elementi che richiamano scelte produttive meno impattanti.

La presenza di enti di ricerca in loco ha fornito agli armatori indicazioni pratiche su monitoraggi e procedure: controllo dei rifiuti a bordo, corretto stivaggio delle sostanze di stazza, e strategie di conduzione che limitino l’erosione dei fondali e l’alterazione degli habitat sensibili. Questi elementi non hanno rimanere parole su un programma; sono stati illustrati come step operativi che possono essere adottati subito dai partecipanti.
Gli organizzatori hanno esplicitato l’intento di creare sinergie durature tra il mondo della vela storica e la comunità scientifica, valorizzando gli armatori come interlocutori utili per programmi di salvaguardia: chi mantiene una barca storica investe direttamente nella qualità del mare e nella manutenzione territoriale, e questo interesse pratico può tradursi in collaborazioni sostenibili nel tempo.
La manifestazione ha dunque funzionato su due piani: da una parte la regata, con agonismo calibrato sulle specifiche delle classi; dall’altra la piattaforma per politiche e azioni applicabili in un territorio delicato come la laguna di Venezia. Restano da trasformare in progetti concreti le dichiarazioni e le proposte emerse: la sfida consiste nell’integrare i monitoraggi scientifici nelle future edizioni e nel codificare procedure operative accettabili per tutti i partecipanti, senza appesantire l’organizzazione sportiva.
L’edizione appena conclusa ha mostrato che la vela classica è patrimonio culturale e know-how tecnico; al tempo stesso ha indicato che la tradizione nautica può diventare veicolo di pratiche per la conservazione del mare. Il prossimo passo sarà verificare in gara e sul campo quanto queste tensioni si tradurranno in azioni misurabili che migliorino la gestione della laguna per le stagioni a venire.
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