Trofeo Mario Formenton: El Chico vince dopo 25 partecipazioni
Vento variabile, maestrale in ritardo e una giornata che premia la costanza: il J109 di Daniele Fogli conquista il Challenge
Vento variabile, maestrale in ritardo e una giornata che premia la costanza: il J109 di Daniele Fogli conquista il Challenge
El Chico, J109 armato da Daniele Fogli, vince il 34° Trofeo Mario Formenton alla sua 25ª partecipazione. Vento molto variabile ha segnato la giornata tra Porto Rafael e l’Arcipelago de La Maddalena; il maestrale è tornato solo nel pomeriggio. Premi di classe a Esté Mia, Why Not e Suspiria The Revenge; multiscafo in evidenza con Andrea Mura a bordo di Vento di Sardegna.
Vent’anni prima l’idea era semplice: una regata che unisse competizione e incontro, con passaggi obbligati tra le isole. Oggi il Trofeo Mario Formenton mantiene quella cifra mista di agonismo e socialità, e la 34ª edizione si è chiusa con la vittoria di El Chico, il J109 armato da Daniele Fogli. Il trofeo è arrivato dopo una giornata in cui il vento ha continuato a mettere alla prova scelte tattiche ed equilibrio degli equipaggi.
La mattina ha offerto raffiche disordinate e ampie zone di calma; il campo di regata, disposto tra Porto Rafael, La Maddalena e Barrettini, si è trasformato in un mosaico di pressioni differenti. Le micro-lame di vento e i salti di direzione hanno costretto gli equipaggi a letture continue: chi ha anticipato i banchi più stabili ha guadagnato metri, chi ha aspettato il rasserenarsi della pressione ha limitato i danni ma perso terreno.
Le differenze tra i settori di mare diventavano evidenti già nelle prime boline: alcuni equipaggi hanno cercato il largo, altri hanno attaccato la costa sperando in rinforzi locali. Questa alternanza di scelte ha reso fluida la classifica in tempo reale, con sorpassi e controsorpassi fino al pomeriggio.
La tela dietro la vittoria di El Chico è fatta di presenza e di scelte ripetute nel tempo. Alla venticinquesima partecipazione la barca di Fogli ha sfruttato velocità pura e un’avvio attento: transitata per prima a Barrettini in tempo reale, ha poi dovuto cedere la posizione a unità con rating più aggressivi. L’esito finale, però, è stato determinato dal rapporto tra prestazione in mare e il Rating ORC Light FIV Vele Bianche, dove la strategia di gestione del passo ha pagato.
Dietro El Chico si piazzano Red Red Wine (X43 di Umberto Carrara) e Biondina (Sun Odyssey 519 di Fabrizio Porta), a testimonianza di una battaglia che ha toccato tutte le fasce di imbarcazioni iscritte.
Nel gruppo ORC chi ha giocato meglio le carte di velocità pura è Esté Mia (Este 24, arm. Michelangelo Tardioli), vincitrice davanti a Why Not (Mylius 60 di Roberto Colombo) e a Suspiria The Revenge (Swan 42 di Antonino Venneri). Why Not è stata la prima in tempo reale, con uno scatto che ha messo in luce l’efficacia dello scafo nelle andature portanti; Suspiria The Revenge ha raccolto il premio riservato al primo Nautor Swan, un riconoscimento che guarda alla tradizione e alla capacità di coniugare classe e prestazione.
Queste classifiche raccontano due storie parallele: la velocità istantanea di alcune barche e la gestione del rating da parte degli equipaggi che hanno pensato più a creare continuità sulle lunghe fasi della regata che a inseguire singoli sprint.

La Veleggiata ha confermato il tratto inclusivo del Trofeo. Nei raggruppamenti metrici Vele Bianche i vincitori in tempo reale sono stati: New Molica (Scuola Vela) nel gruppo Alfa, El Chico nel Delta e Biondina nell’Eco. Nei raggruppamenti Crociera, Ligeia (Michele Scotto) ha primeggiato in Alfa, Saetta (Centro Velico Caprera) in Bravo e Guapa II (Lorenzo Osti) in Eco.
Nel calcolo del Rating FIV ORC Light (Crociera) il successo è andato a Vigne Surrau, con Ligeia subito dietro: un segnale che la regata ha saputo premiare sia le soluzioni di progetto sia l’abilità degli equipaggi nell’ottimizzare il rating nelle condizioni offerte dal campo.
Tra gli ospiti, la presenza di Andrea Mura a bordo del multiscafo Vento di Sardegna ha dato un tono diverso alla manifestazione. Mura, con alle spalle l’esperienza oceanica, ha portato contributi pratici e un’attenzione alla gestione della barca in condizioni mutevoli. A bordo è salito anche il più giovane tesserato FIV presente, Marvel Andrea Mura, di 6 anni, gesto che ha messo in luce l’aspetto intergenerazionale della regata.

Sul Blusail 24 Ligeia ha visto in gara Antonio Squizzato, campione del mondo 2.4mR Inclusive 2025 e Velista dell’Anno FIV 2025, ospite dell’armatore Michele Scotto. Un elemento che ha arricchito la rassegna di spunti tecnici e di racconto sulla pratica della vela inclusiva.
La manifestazione, curata da Geosail SSD e Yacht Club Punta Sardegna con il supporto tecnico dello Yacht Club Costa Smeralda e della Federazione Italiana Vela, ha mostrato come scelte di campo e tempistica delle partenze possano incidere tanto quanto le caratteristiche progettuali delle imbarcazioni. Le decisioni prese a bordo, l’attenzione alla gestione dei salti di vento e il saper interpretare la rotta hanno pesato in modo decisivo.
Il dettaglio tecnico che rimette in prospettiva l’intera giornata è il ritorno del maestrale: arrivato nel pomeriggio, ha rimescolato le posizioni e consentito il completamento di un percorso che toccava Porto Pollo, Spargi e il rientro a Porto Rafael. Quella brezza, attesa e ritardata, ha trasformato la regata da una serie di attese in una prova con ritmo definito, determinando l’esito di molte classifiche.
Tutte le classifiche e la gallery fotografica sono disponibili sui canali ufficiali del Trofeo.
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