The Ocean Race Atlantic: la flotta si ricompatta verso Lorient
Quattro barche in poche miglia, decide lo spostamento dell'alta pressione nelle ultime 100 miglia
Quattro barche in poche miglia, decide lo spostamento dell'alta pressione nelle ultime 100 miglia
A sette giorni dalla partenza da New York, i primi quattro IMOCA di The Ocean Race Atlantic navigano in formazione ravvicinata lungo il bordo nord dell'alta pressione. DMG MORI Global One guida per distanza, seguita da United by the Ocean, 11th Hour Racing e Team Malizia: poche miglia separano i leader e la regata potrebbe decidersi nelle ultime 100 miglia a causa del comportamento del sistema di alta pressione.
Il ponte è un nastro d'argento sotto l'alba. Scafo contro scafo, le luci di navigazione si riflettono sull'acqua piatta mentre la flotta di The Ocean Race Atlantic si ricompatta: quattro IMOCA in poche miglia, tutte puntate verso la costa nord-occidentale della Francia e l'arrivo a Lorient.
Nel settimo giorno di regata la fotografia è nitida: in testa, per distanza dal traguardo, c'è DMG MORI Global One (JPN) con Kojiro Shiraishi al timone; a breve distanza seguono United by the Ocean (FRA) di Paul Meilhat e 11th Hour Racing (USA) guidata da Francesca Clapcich. Queste tre barche sono separate da meno di 4 miglia nautiche in termini di distanza dal traguardo e il distacco in termini di posizione reale è ridotto a pochi minuti. Dietro, Team Malizia di Boris Herrmann ha limato diverse miglia nella notte ed è tornata a giocarsi il ruolo di contendente diretto.
La tenuta del gruppo è il risultato diretto della gestione del bordo settentrionale del grande sistema di alta pressione che ha condizionato la traversata. L'anticiclone aveva imposto venti deboli e persistenti nelle 48 ore precedenti; ora il gruppo di testa si è mantenuto sulla sua sommità, cercando il traverso ideale che permetta di accedere all'angolo nord-occidentale della Bretagna con il miglior angolo di avvicinamento possibile.
Lo scenario meteo impone scelte nette. Il navigatore di DMG MORI Global One, Nicolas Lunven, ha descritto l'alba dalla propria postazione: vento intorno ai 12 nodi, la barca al traverso e la sensazione che l'alta pressione si stia lentamente spostando verso sud-est. «Stiamo ancora guidando la flotta», ha detto, osservando il cielo. «Siamo entrati in una zona con vento più leggero; 11th Hour Racing e United by the Ocean sono un poco più veloci in questo momento, ma il finale promette condizioni di traverso e bel tempo».
Sull'altra barca di testa, 11th Hour Racing, il navigatore Will Harris valuta la situazione con concretezza: le probabilità che la regata si decida nelle ultime 100 miglia sono alte. L'elemento discriminante sarà la velocità e la traiettoria con cui l'alta pressione si sposterà e come il fronte ad essa associato influenzerà il vento locale vicino alle coste francesi. «Tutto si deciderà nell'avvicinamento finale a Lorient», ha detto Harris, sottolineando che la regata potrebbe restare aperta fino agli ultimi minuti.
La cronaca tecnica della notte registra anche interventi a bordo che hanno avuto effetti diretti sulle prestazioni. Team Malizia ha sfruttato i venti più leggeri per eseguire una riparazione sull'assetto foil: dopo aver individuato un danno all'estremità interna del foil di sinistra, l'equipaggio, su indicazione dello shore team, ha inserito tamponi che hanno aumentato il rake. Lo skipper Boris Herrmann ha riferito un incremento del rake di 1,6 gradi, con conseguente rialzo della prua, assetto più stabile e qualche nodo di velocità in più, sufficienti per riaccendere la contestazione tra i leader.

Il lavoro a bordo è stato un esercizio di velocità e calma: riparazioni fatte con guanti bagnati e lampade frontali, misurazioni al centesimo di grado e prove di assetto a piccoli incrementi. Quando una modifica ai foil restituisce una frazione di nodo, la differenza si vede nelle ore successive. Team Malizia ha sfruttato proprio questo effetto, mentre altri equipaggi hanno scelto di risparmiare chilometri tenendo una rotta meno diretta ma più veloce sul lungo periodo.
Più indietro nella classifica generale, la scelta di attraversare la sacca di alta pressione ha creato opportunità tattiche per gli inseguitori. Embrace the Challenge (SUI) e MSIG Europe (NZL), che occupano rispettivamente la quinta e la sesta posizione con distacchi di 280 e 344 miglia nautiche, stanno beneficiando di una rotta più diretta verso Lorient. Il lavoro svolto a bordo di Embrace the Challenge sulla randa dopo una riparazione ha ridotto l'incertezza e aperto la possibilità di recuperare terreno: rotta più lunga ma con vento che nelle prossime ore dovrebbe rinforzare e girare verso sud, trasformando la loro deviazione in vantaggio di distanza.
La competizione si è articolata anche nella Super Sprint di martedì, prova breve e intensa dove Embrace the Challenge e MSIG Europe hanno sfruttato condizioni favorevoli per conquistare le prime posizioni, con Team Malizia a consolidare la leadership nella classifica Sprint. Sono sequenze che contano: manovre veloci, partenze aggressive, passaggi sulla scia giusta. Non è solo potenza, ma tempismo e gestione del rischio.
Il computo delle miglia rimanenti parla chiaro: meno di 1.000 miglia nautiche separano la flotta da Lorient nella prima edizione della transatlantica da New York alla costa francese. Nelle ultime centinaia di miglia onde e vento locale possono ancora ribaltare la classifica. Le barche si avvicinano alla Bretagna con assetti differenti, regolazioni dei foil aggiornate e un margine di scelta ridotto: ogni manovra conta, ogni bordo può tradursi in minuti sul traguardo.

La cronologia delle prossime ore è semplice e decisiva: mantenere velocità e direzione lungo il bordo nord dell'alta pressione fino al momento in cui il sistema meteorologico cederà terreno e permetterà di girare verso Lorient con vento più stabile. Chi troverà il timing migliore per il passaggio fuori dall'anticiclone potrà trasformare un piccolo vantaggio in una vittoria di tappa. La tattica sul bordo di alta pressione è una partita di attese misurate e di scelte accumulate: un bordo guadagnato oggi può essere pagato domani, o viceversa.
La regata, pensata anche come vetrina per la tutela degli oceani e con equipaggi misti a bordo, mantiene aperti i conti fino alla fine. I prossimi aggiornamenti meteo e la capacità di convertire le riparazioni tecniche in vantaggi sulle miglia saranno i fattori che decideranno chi avrà la meglio al traguardo francese. La flotta sta già preparando i passaggi finali: ridurre il rischio di danneggiamento dei foil, scegliere l'angolo d'ingresso nella baia e gestire gli ultimi turni di guardia.
Appuntamento alle ultime 100 miglia: tutte le regole della tattica oceanica saranno messe alla prova su un campo ridotto dove il vento, l'assetto e la capacità di leggere il fronte meteorologico diranno chi entrerà per primo nella baia di Lorient. La consegna del podio è ancora in sospeso; la data certa è l'arrivo, fissato per i prossimi giorni, quando le miglia residuate saranno finalmente contate e attribuite.
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