The Ocean Race Atlantic 2026: partenza con mare formato
Sei IMOCA da New York a Lorient, start posticipato per vento debole, poi 17–18 nodi e velocità fino a 18 nodi; debutto della Super Sprint series
Sei IMOCA da New York a Lorient, start posticipato per vento debole, poi 17–18 nodi e velocità fino a 18 nodi; debutto della Super Sprint series
La prima edizione di The Ocean Race Atlantic 2026 è partita da una linea virtuale a 150 miglia nautiche da New York con mare formato e vento da NE 17–18 nodi. Sei team IMOCA, equipaggi misti, affrontano una transatlantica di 3.000 miglia verso Lorient; Team Malizia ha tagliato per primo la linea. Debuttano il Daily OnBoard Live Show e la Super Sprint series, con Team Malizia leader provvisorio della classifica sprint.
The Ocean Race Atlantic 2026 è partita oggi da una linea virtuale posizionata a circa 150 miglia nautiche al largo di New York: una contraddizione in apparenza — una partenza da una linea che non c'è — che ha imposto un avvio controllato e poi rapido, come se la flotta avesse dovuto trattare il via come un impulso da dosare e non come un comando secco.
La spiegazione pratica sta nella sequenza operativa: trasferimento notturno a velocità ridotta per uscire dalla zona di protezione dei mammiferi marini, attesa dei rinforzi di vento e poi il via ufficiale, posticipato alle 10:00 EDT (14:00 UTC / 16:00 CEST). I venti leggeri che avevano accompagnato la flotta nella notte hanno costretto gli equipaggi a una gestione paziente; quando la pressione è salita e il vento da nord-est ha toccato i 17–18 nodi, gli IMOCA da 60 piedi si sono trasformati, scivolando verso sud-est con punte tra 15 e 18 nodi.
La flotta riunisce: United by the Ocean (FRA) con Paul Meilhat e Mariana Lobato; Team Malizia (GER) con Boris Herrmann; 11th Hour Racing (USA) con Francesca Clapcich; Embrace the Challenge (SUI) con Oliver Heer; DMG MORI GLOBAL (JPN) con Kojiro Shiraishi; e MSIG Europe (NZL) con Conrad Colman. Ogni barca naviga con equipaggi misti: due uomini, due donne e un onboard reporter che racconta la vita a bordo e contribuisce alle scelte comunicative della squadra.
Al momento del via è stato Team Malizia a tagliare per primo la linea, seguito a brevissima distanza: tra la prima e l'ultima imbarcazione l'intervallo è stato di appena 30 secondi. Nelle prime ore le barche hanno già mostrato quella capacità di trasformare una brezza tesa in progressi reali: angoli di bolina larghi verso sud-est, gestione del passo di crociera e turni di guardia calibrati per mantenere ritmo e attenzione.
Ci sono almeno quattro elementi da tenere sotto osservazione nelle prossime ore e giorni, ciascuno con peso concreto sulla classifica finale della traversata di circa 3.000 miglia verso Lorient.
Primo: la compattezza iniziale della flotta. Quando le barche restano vicine, anche micro-differenze in manovra o nelle scelte tattiche diventano decisive. Sara Stone, a bordo di United by the Ocean, ha ricordato come i piccoli vantaggi, accumulati per tappe, possano trasformarsi in decine di miglia. Non è retorica: si parla di angoli di bolina, di come e quando aprire lo spinnaker, e di sfruttare raffiche locali che, a queste velocità, pagano subito.
Secondo: la depressione in formazione a nord della rotta. Il fronte in movimento verso est è il banco di prova tattico: agganciare il nucleo della perturbazione significa correre su long runs in foiling, altrimenti si resta a rimorchio con velocità inferiori. Gli skipper e i navigatori discutono sulla scelta tra spingersi più a nord, dove il vento promette, o tenere una traiettoria più diretta verso Lorient, con il rischio di perdere il burst di velocità che può decidere una traversata.
Terzo: le caratteristiche dei nuovi scafi. Da porto e primi commenti emerge che Team Malizia naviga con uno scafo aggiornato che in certe condizioni pare avere un passo diverso rispetto agli avversari; le parole di Francesca Clapcich confermano impressioni di performance differenziate. In pratica, una diversa curva di potenza del foil o un comportamento più stabile sulle onde possono tradursi in vantaggi misurabili su tratte di ore o giorni, specialmente quando la flotta si allunga.
Quarto: comunicazione e intrattenimento. Questa edizione lancia il Daily OnBoard Live Show, ogni giorno alle 17:00 CEST, e la Super Sprint series, con manche di 20 minuti che misurano la distanza percorsa indipendentemente dalla direzione. La prima sprint ha visto Team Malizia davanti a DMG MORI GLOBAL ed Embrace the Challenge. Queste prove brevi richiedono scelte aggressive e mettono pressione: cercare risultati immediati nelle sprint può spingere gli equipaggi a correre rischi in fasi ancora delicate della traversata.
Il modello mediatico è pensato per mantenere il pubblico vicino alla gara: dirette quotidiane, collegamenti con la flotta tramite il sito ufficiale e canali partner consentono di seguire svolte tattiche, manovre e i momenti duri a bordo. La gestione delle informazioni diventa così un fattore strategico: decidere cosa comunicare e quando può influenzare sponsor, pubblico e persino la pressione sulle scelte di rotta.
Sul piano tecnico, la prima giornata ha messo in luce la necessità di calibrare foil e trim delle vele su condizioni miste: onde corte intorno al metro e vento teso impongono compromessi tra massima velocità e controllo. I turni di guardia sono stati impostati con intervalli brevi per permettere agli equipaggi di intervenire rapidamente sulle regolazioni dinamiche, pronti a sfruttare fasi di scorching speed senza pagare eccessivamente in fatica umana.
La regata mantiene anche una vocazione di vetrina per la sostenibilità: equipaggi misti e campagne sulla salute degli oceani sono integrate nel format. Lorient, destinazione finale, sarà il luogo per analizzare dati, raffinare setup e confrontare le soluzioni tecniche adottate in mare.
Nelle prossime giornate la classifica non cambierà solo per sorpassi; cambierà per come ogni team saprà leggere la depressione a nord, calibrare rischi di rotta e tenere sotto controllo assetti e logistica umana. Trasformare guadagni di poche miglia in vantaggi difendibili fino all'arrivo è l'abilità che farà la differenza.
Un dettaglio tecnico che merita attenzione finale: il setup delle ancore di poppa usate per la gestione delle trasmissioni video. Non si tratta solo di broadcasting. In oceano aperto la stabilità elettrica, la gestione termica dei componenti e l'affidabilità delle connessioni condizionano le scelte di carico e la distribuzione dei pesi. Quel dettaglio, fino a ora relegato ai manuali tecnici, ritorna in gioco perché ogni watt sprecato o ogni surriscaldamento non gestito si traduce in scelte operative diverse a bordo — e, su una regata dove contano centinaia di watt e poche miglia, può incidere sul ritmo operativo di una barca.
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