Switch Cup Guess Jeans: Dongo attende Bruni e Overbeck
Quarta tappa sul Lario prima degli Switch Globals: in acqua la flotta 8.5 con atleti di SailGP e Coppa America
Quarta tappa sul Lario prima degli Switch Globals: in acqua la flotta 8.5 con atleti di SailGP e Coppa America
La Switch Cup Guess Jeans fa tappa a Dongo dal 10 al 12 luglio con la flotta 8.5 in vista degli Switch Globals (8–11 ottobre). Al via il leader Magnus Overbeck, reduce da due vittorie, e Francesco “Checco” Bruni di Luna Rossa. Il circuito ha visto finora 25 equipaggi per tappa e dieci nazioni coinvolte; la classe Switch One Design resta un monotipo foiling dove il timoniere fa la differenza.
È già ottobre nella testa di molti: gli Switch Globals (8–11 ottobre) sono l’appuntamento che segna la stagione. Ma la realtà immediata è diversa: la Switch Cup Guess Jeans approda a Dongo sul Lago di Como dal 10 al 12 luglio e mette in fila tre giorni di regate che peseranno sulle scelte tecniche in vista del Mondiale.
In acqua scenderà la flotta degli 8.5, la taglia maggiore dello Switch One Design, e con essa alcuni nomi familiari ai campi internazionali. C’è il danese Magnus Overbeck, al comando della classifica generale dopo due vittorie consecutive, e Francesco “Checco” Bruni, timoniere di Luna Rossa. Due stili diversi, la stessa voglia di sfruttare ogni prova per testare assetti, foil e settaggi in condizioni reali.
La stagione è partita a Caprera con la vittoria di Matteo Paulon (SUI 1013), seguito da Massimiliano Antoniazzi (ITA 1036) e da Francesco Bruni (ITA 1174). Overbeck aveva dominato le prime quattro prove di quella tappa prima di dover ritirarsi nel finale: un episodio che ha lasciato più rimpianti che certezze, e che ha dato però il via a una reazione immediata.
Campione del Garda ha visto la prima affermazione di Overbeck; a Torbole il danese ha replicato. Dopo tre tappe e 28 prove con scarto la classifica cumulativa vede Overbeck in testa con 45 punti, davanti a Federico Bergamasco (54) e a Paul Hameeteman (87). I numeri raccontano una stagione combattuta: poche brevissime rotte tra primo e secondo e una costanza che fa la differenza.
Bergamasco ha costruito il suo rendimento sulla regolarità: quarto a Caprera, poi due secondi posti. Non è una vittoria a singhiozzo; è una successione di piazzamenti che lo rende un outsider per la lotta al titolo agli Switch Globals. Quella regolarità, in una classe monotipo foiling, pesa più del puro potenziale velocistico della barca.
La lista degli iscritti conferma la natura ibrida del circuito: atleti che praticano professionismo accanto a velisti emergenti. Oltre a Overbeck, membro del ROCKWOOL Denmark SailGP Team, gareggiano elementi legati a progetti SailGP e America’s Cup. Tra i nomi in campo ci sono Mattia Cesana e Jana Germani del Red Bull Italy SailGP Team; tra i legati a Luna Rossa, Massimiliano Antoniazzi, Vittorio Bissaro, Umberto Molineris e Maria Vittoria Marchesini.

La convivenza di maxi-expertise e di atleti in crescita fa delle regate uno specchio utile: le manovre si susseguono rapide, le scelte dei foil vengono sperimentate punto per punto e ogni prova diventa un laboratorio tattico. A Dongo conterà la capacità di leggere il vento locale, sfruttare la finestra di velocità e gestire gli incroci stretti.
La 7.5 non è presente a Dongo per gli impegni olimpici di alcune atlete, ma il segmento continua la sua espansione. Antonia Schultheis (MLT 1034) ha vinto a Caprera e Torbole; a Campione il successo è andato a Alessandra Dubbini (ITA 1011), già atleta olimpica a Parigi 2024 nel 470 misto.
La crescita numerica è il dato più interessante: si è passati da tre equipaggi a Caprera a sei a Torbole. È un allargamento che produce maggiore profondità tecnica e più confronto nelle fasi di qualificazione e in flotta. Anche i primi approcci alla 6.5 fanno parte di questo movimento, dando una scala di progressione naturale per i giovani velisti.
Lo Switch One Design è un monotipo foiling a timoniere singolo e basa il suo progetto sulla modularità del piano velico: lo stesso scafo può montare tre taglie — 6.5, 7.5 e 8.5. Questo approccio permette a timonieri di peso ed esperienza diversi di competere sullo stesso mezzo, minimizzando il peso come variabile decisiva e spostando l’attenzione sulla tecnica di governo e sulla capacità di mantenere il foil in assetto.

La condizione di monotipo livella gli strumenti; ciò che resta realmente distintivo è la lettura della regata, la gestione della finestra di velocità e la velocità nelle manovre. È un format che ha facilitato l’espansione internazionale e il passaggio di giovani verso i circuiti professionistici: diversi atleti hanno usato lo Switch come palestra per SailGP e Coppa America.
La scalabilità didattica è un’altra componente pratica: iniziare su una 6.5 e salire progressivamente alle taglie superiori senza cambiare scafo riduce costi, tempi di apprendimento e frizioni tecniche. Per squadre e federazioni è un modello che semplifica il percorso formativo.
Il confronto a Dongo metterà in luce anche dettagli altrimenti invisibili: settaggi dell’ala del foil, angoli di incidenza ottimali nelle diverse brezze del Lario, e il modo in cui ogni timoniere interpreta la finestra di velocità. Piccoli aggiustamenti che, sommandosi, decidono una prova.

La tappa di Dongo è l’ultima verifica internazionale prima degli Switch Globals (8–11 ottobre), che assegneranno i titoli 8.5, 7.5 e Master. A seguire arriveranno i Switch Youth Globals, riservati alle categorie Under 25, Under 23, Under 19 e Under 17; la stagione italiana si chiuderà a novembre con il Campionato Italiano di Cagliari.
Per molti team le indicazioni raccolte a Dongo serviranno per calibrare strategie, assetti e scelte personali in vista del Mondiale. La presenza di atleti con esperienza in SailGP e America’s Cup renderà i campi di gara tecnicamente esigenti: non una passerella, ma un banco di prova dove la sensibilità al foil e la rapidità nelle decisioni faranno la differenza.
La tre giorni lariana si presenta come verifica definitiva per chi punta al titolo e come opportunità per chi cerca conferme prima della spedizione iridata. I riflettori sono su Overbeck e su Bruni, ma la profondità della flotta lascia intendere che la lotta ai vertici possa restare aperta fino all’ultima prova. Quel che seguirà a ottobre dipenderà anche dalle scelte tecniche e dagli aggiustamenti testati nei prossimi giorni sul Lario.
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