Subacquea inclusiva Albenga: 18ª Grande Festa il 27-28 giugno
Due giorni di immersioni, posa targa in braille e iniziative per persone con disabilità nel mare della Gallinara
Due giorni di immersioni, posa targa in braille e iniziative per persone con disabilità nel mare della Gallinara
Sabato 27 e domenica 28 giugno 2026 ad Albenga si svolge la 18ª edizione della «Grande Festa della Subacquea - Nessuno Escluso». L'evento, organizzato da HSA con il Centro Subacqueo Idea Blu e il supporto del Nucleo Subacqueo Carabinieri Genova, propone immersioni inclusive, la posa in immersione di una targa in braille ai piedi del Cristo Redentore (17 m) e attività rivolte a persone con disabilità intellettive e visive.
27 e 28 giugno 2026. Due giornate consecutive di immersioni e iniziative nel mare dell'isola Gallinara ad Albenga per la 18ª edizione della Grande Festa della Subacquea - Nessuno Escluso. L'appuntamento propone un programma pensato attorno alla subacquea inclusiva: attività in acqua, momenti formativi e la posa di una targa in braille ai piedi della statua del Cristo Redentore a 17 metri di profondità. Le giornate sono studiate per mettere in primo piano l'accesso alla pratica subacquea da parte di persone con diverse abilità, in una cornice operativa e sicura.
HSA coordina l'evento insieme al Centro Subacqueo Idea Blu di Albenga, con il supporto operativo del Nucleo Subacqueo Carabinieri Genova. Le attività prendono il via alle 9.00 nel piazzale del diving: è lì che si raccolgono partecipanti, volontari e attrezzature, e da dove partono le imbarcazioni verso la baia dell'isola Gallinara. Le guide e gli istruttori HSA affiancano in acqua i subacquei con differenti abilità, gestendo la progressione delle immersioni e adattando le procedure alle necessità individuali.
Non si tratta di un semplice raduno: è una macchina organizzativa che mette in fila operazioni logistiche, protocollo didattico e sicurezza. Alla base c'è un metodo operativo consolidato, fatto di turni, check-list e ruoli definiti che permettono a chi partecipa di concentrarsi sull'esperienza e non sulle complessità tecniche.
Il gesto più atteso è la posa in immersione della targa in braille ai piedi del Cristo Redentore, a 17 metri. A compiere l'operazione saranno i subacquei non vedenti Maurizio Lo Bortalo e Andrea Sanlazzaro, assistiti dalle guide HSA. La targa racconta la storia della statua sommersa e descrive l'ambiente circostante: è pensata per essere letta con le mani, un percorso tattile che entra nella geografia del fondale e nella memoria di chi la tocca.
Quel momento ha una forza pratica oltre che simbolica: mette in scena la possibilità che luoghi e racconti del mare siano fruiti con sensi diversi. La posa è anche occasione per osservare sul campo l'organizzazione delle operazioni subacquee dedicate a persone con disabilità visiva, dalla preparazione dell'attrezzatura alla comunicazione sott'acqua.
La manifestazione poggia su una rete operativa che coinvolge gruppi locali e volontariato subacqueo: tra i partecipanti figurano team come Onda Sub Torino, Sub Novara Laghi, Passione d'Amare Ronco Scrivia e il Scuba Diving Club NRDC Nato Solbiate Olona. Il diving gestisce i battelli, le aree di imbarco e le procedure di varo; gli istruttori certificati HSA applicano protocolli didattici e operativi specifici per immersioni inclusive.
Il lavoro dietro le quinte include pianificazione sanitaria, punti di primo intervento e coordinamento tra mezzi nautici e terra: tutti gli elementi necessari per far sì che ogni immersione si svolga con ordine e secondo standard. La sinergia tra partner tecnici, associazioni e forze dell'ordine locali regola i passaggi critici e mantiene il ritmo dell'evento.

La Festa è aperta a tutti e dedica particolare attenzione a persone con disabilità intellettive; tra i partecipanti sono presenti i ragazzi dell'associazione Non Uno Meno di Albenga. L'immersione è proposta come esperienza che favorisce autonomia e fiducia: in acqua la sensazione di leggerezza cambia il rapporto con il corpo, il movimento diventa più libero e gli stimoli sensoriali si amplificano.
Per molti partecipanti l'acqua genera condizioni inedite: l'assenza di gravità relativa riduce le barriere motorie, mentre l'ambiente marino introduce elementi visivi, sonori e tattili che stimolano nuove reazioni. Questi aspetti sono considerati parte integrante del percorso, non un'aggiunta emotiva: si lavora sul corpo, sulla relazione e sulla routine operativa per renderli sostenibili nel tempo.
HSA adotta un approccio formativo con radici storiche: un sistema didattico internazionale sviluppato dall'associazione dagli anni Ottanta che guida i percorsi verso il brevetto subacqueo per persone con disabilità. Il modello combina sessioni pratiche in acqua e moduli teorici, ormai supportati da strumenti digitali che facilitano l'accesso alle lezioni a distanza anche per chi ha disabilità visive.
La formazione non è un insieme di nozioni astratte: è un percorso che disciplina la progressione in immersione, dall'uso dell'attrezzatura alla lettura dell'ambiente, e che mette al centro l'adattamento delle tecniche alle necessità individuali. Le risorse digitali ampliano la portata dei corsi, consentendo di mantenere il ritmo formativo anche fuori dall'evento.
Oltre alle immersioni e alla posa della targa, il calendario contempla momenti conviviali: il pranzo collettivo, la cerimonia di consegna dei riconoscimenti e delle certificazioni. Queste pause non sono meri intervalli sociali, ma spazi dove si consolidano reti tra volontari, associazioni e familiari; nascono scambi pratici, si confrontano protocolli e si mettono a punto soluzioni operative per le prossime iniziative.

Le relazioni costruite sul campo diventano spesso la spina dorsale di progetti futuri: si stringono collaborazioni, si trovano sponsor tecnici e si definiscono percorsi di continuità per chi vuole proseguire l'attività subacquea anche dopo la Festa.
La Festa di Albenga si inserisce in una storia ventennale di iniziative promosse da HSA in Liguria: itinerari subacquei in braille, immersioni con enti militari e progetti locali che hanno interessato le principali aree costiere. Oltre 800 subacquei con disabilità hanno ottenuto il brevetto HSA International grazie alla rete di interventi e ai partner tecnici coinvolti nei singoli progetti.
Questo dato racconta il risultato di decenni di lavoro pratico: dalla standardizzazione delle procedure alla formazione continua degli istruttori, fino all'implementazione di strumenti di supporto che hanno reso ripetibile l'esperienza in diversi contesti territoriali.
Il coordinamento del diving e la continuità delle attività durante l'anno restano elementi chiave per mantenere viva la pratica della subacquea accessibile nelle comunità costiere. I responsabili del Centro Sub Idea Blu, Luca e Sara Balbi, registrano un aumento delle immersioni dedicate ai subacquei con disabilità anche al di fuori della Festa, segnale della crescita della domanda e della capacità del territorio di sostenere percorsi strutturati.

La rete locale continua a testare protocolli e strumenti, affinando procedure operative e offrendo più occasioni per trasformare un'esperienza episodica in una pratica abituale per chi lo desidera.
Gianfranco Lenti, ideatore della Festa diciotto anni fa, ricorda l'obiettivo originario: dimostrare che la subacquea è praticabile da tutti e che l'immersione può favorire integrazione concreta. La posa della targa in braille concretizza quel messaggio: rende il fondale e la memoria sommersa accessibili anche a chi vive il mare con sensi diversi.
La 18ª edizione si svolge grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e imprese locali, con patrocinio e partner tecnici che forniscono materiali e competenze. Sul campo coniugano sicurezza, didattica e partecipazione sociale, soprattutto nelle operazioni più delicate dove ogni passaggio deve essere sincronizzato e riconosciuto.
27 e 28 giugno 2026. Le attività si chiudono tornando al punto di partenza: la posa della targa in braille e le immersioni nelle stesse acque che, negli anni, hanno tracciato una continuità praticabile. Un confronto rapido con l'archivio delle edizioni precedenti evidenzia la crescita in termini di numeri e diffusione territoriale: da evento locale la Festa è diventata parte di un programma che, da trenta anni, porta persone con disabilità in immersione nel Mediterraneo.
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