RS21 Cup: Act 4 a Malcesine, Kindako difende la leadership
Trenta equipaggi, Pèler e Ora pronti a decidere la stagione: in corsa per il tricolore la flotta Open e i Corinthian
Trenta equipaggi, Pèler e Ora pronti a decidere la stagione: in corsa per il tricolore la flotta Open e i Corinthian
Dal 17 al 19 luglio la RS21 Cup torna a Malcesine per l'Act 4: circa 30 team affronteranno Pèler e Ora. In testa alla classifica Open c'è "Kindako" di Stefano Visintin; tra i Corinthian guida "Magique et Terrible" di Malika Bellomi. La stagione rimane incerta dopo tre Act con tre vincitori differenti; l'ultimo atto nazionale è fissato a Scarlino il 24-27 settembre.
Fra pochi giorni, dal 17 al 19 luglio, il Garda tornerà a parlare delle RS21: l'Act 4 approda a Malcesine e mette in acqua la sfida diretta tra raffiche di Pèler e raffiche di Ora. La RS21 Cup arriva al teatro naturale del Monte Baldo con una classifica ancora aperta e la promessa di regate rapide, dove ogni scelta conta.
Il campo di regata predisposto dalla Fraglia della Vela Malcesine accoglierà circa trenta equipaggi provenienti da undici nazioni. Questa tappa è la penultima del circuito nazionale: chi raccoglierà punti solidi qui arriverà a Scarlino con margini diversi, chi sprecherà energie rischierà di vedersi raddrizzare la stagione nell'atto conclusivo del 24-27 settembre.
In testa alla classifica Open, dopo 20 prove e tre Act, c'è Kindako di Stefano Visintin (YC Torri del Benaco) con 63 punti. A seguire Viva di Alessandro Molla (100 punti) e Freccia Blu di Andrea Musone (128 punti). Numeri che raccontano una stagione combattuta: tre vittorie diverse nelle prime tre tappe hanno spinto la flotta a una continua ricerca del ritmo giusto tra bolina e poppa.
Il vantaggio di Kindako è concreto ma non invalicabile. In RS21 basta un errore in partenza, una penalità o una scelta tattica forzata per vedere scivolare posizioni che sembravano salde. Sul Garda le rotazioni locali e le raffiche impongono letture continue: cambiare lato al momento giusto può valere più di una boa guadagnata, mentre una virata fuori tempo si paga subito.
Le prove sul campo alternano brevi boline a lunghe poppe plananti: la gestione della velocità in planata e la rapidità nelle manovre sono tanto decisive quanto la capacità di leggere i gradienti termici che il lago crea nel pomeriggio. Non è solo questione di potenza: l'equilibrio tra trim delle vele, peso a poppa e sincronizzazione dell'equipaggio fa spesso la differenza nelle fasi più veloci.
La top ten Open dopo tre Act: 1. Kindako (63 punti); 2. Viva (100); 3. Freccia Blu (128); 4. Frida Racing (137); 5. Tenzor Team (142); 6. Magique et Terrible (146); 7. T‑Rex (153); 8. Bogatyrs (168); 9. Ciclone (174); 10. Mela (181).
Tra i dati curiosi della classifica spicca la presenza di un Corinthian al sesto posto assoluto: Magique et Terrible, guidato da Malika Bellomi (CV Arco di Trento), ha trovato ritmo e continuità. Una squadra tutta al femminile che ha saputo trasformare regate solide in punti concreti, scalando posizioni anche contro team più esperti.
Il movimento Corinthian non è una comparsa nella RS21: Spirit of Nerina (Roberto Caresani) e ITA 332 (Alessio Maciaccia) seguono sul podio amatoriale, e la dinamica tra Corinthian e Open ha portato in acqua una competizione meno netta tra professionisti e dilettanti. Spesso gli amatoriali puntano su strategie più conservative per limitare gli errori, ma sanno anche attaccare quando le condizioni aprono finestre favorevoli.

Vantaggi tattici sul Garda: lettura delle linee di vento termico, scelta del lato di partenza, gestione delle rotazioni locali.
Rischi: banchi di raffiche e banchine di vento indotte dall'orografia che possono capovolgere la classifica in poche boe.
Fattore umano: continuità dell'equipaggio e rapidità nelle manovre di cambio vele quando la barca plana.

Il programma dell'Act 4 prevede più prove nella finestra dei tre giorni, con l'intento di sfruttare ogni fase di vento stabile. La Fraglia della Vela orienterà il campo per massimizzare il confronto tattico: bolina corta e poppa che può allungare le distanze, o scelte opposte che rimescolano le carte. Ogni giornata potrà produrre classi diverse di risultati.
Per chi ambisce al titolo nazionale, Malcesine è una tappa di peso: prestazioni solide qui significano arrivare a Scarlino con margini di manovra; errori pagano doppi. La finale di Scarlino (24-27 settembre) avrà valore doppio: oltre alla vittoria dell'Act finale si metterà in palio lo scudetto tricolore, e questo cambia il modo in cui i team gestiranno rischi e calcoli di classifica.
La stagione ha già mostrato tre vincitori diversi e una flotta internazionale che alterna interpretazioni del campo. Malcesine promette scenari altrettanto incerti: chi difende una posizione dovrà evitare rischi inutili, chi cerca il salto dovrà saper leggere ogni finestra di vento e non sbagliare le partenze, dove si decidono spesso le regate più importanti.
Sul filo tra bolina e planata, la capacità di leggere il Garda, la coesione dell'equipaggio e la scelta tattica in ogni prova determineranno le gerarchie. Dopo l'Act 4 resterà l'ultimo confronto a fine settembre che assegnerà i titoli; per ora, la tabella di marcia è chiara: tre giorni a Malcesine per mettere tutto in gioco e guardare a Scarlino con conteggi e calcoli precisi.
Immagine di riferimento: regate serrate tra bolina e poppa, equipaggi che cambiano vele in planata e partenze affollate davanti alla linea di partenza di Malcesine.
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