J/70 Middle East Cup: otto tappe da Ras Al Khaimah
La serie parte a Ras Al Khaimah e porta in acqua tecnologia di tracciamento Vakaros, boe elettriche e una flotta internazionale di campioni e talenti
La serie parte a Ras Al Khaimah e porta in acqua tecnologia di tracciamento Vakaros, boe elettriche e una flotta internazionale di campioni e talenti
Parte a Ras Al Khaimah la J/70 Middle East Cup 2026/2027: otto Act tra Emirati e Arabia Saudita, monitoraggio Vakaros per le regate e team internazionali guidati da timonieri affermati e giovani promesse.
J/70 Middle East Cup: otto tappe, partenza da Ras Al Khaimah e la classe J/70 che per la prima volta si presenta come serie internazionale stabile nel Golfo Arabico. Non è una scommessa estemporanea: l'evento apre un calendario che copre la stagione da settembre 2026 ad aprile 2027, con Act distribuiti tra Emirati e Arabia Saudita.
Il lancio avverrà questo weekend al RYC Marina di Ras Al Khaimah. Dietro la regia c'è il network Tenzor Sailing Club, con il supporto della Sailing and Rowing Federation UAE. Otto Act: una struttura pensata per ospitare sia equipaggi professionisti sia squadre amatoriali competitive, senza trasformare la regata in un circuito esclusivamente elitario.
La J/70 è popolare: oltre 1.600 imbarcazioni nel mondo, scafi da 6,9 metri progettati per manovrabilità e regate ravvicinate. Questo formato abbassa le barriere economiche rispetto a classi maggiori e rende più semplice mettere a confronto tattica e gestione dell'imbarcazione nelle condizioni tipiche del Golfo.
Il parco iscritti si mescola: dal Tenzor Team con Andrei Pushkin al timone, al Litmus7 Racing Team dall'India guidato da Abhimanyu Panwar. Ci sono squadre nazionali già strutturate — UAE Men Team di Sultan Alowais e UAE Women Team con Dhuha Albeshr — e formazioni indipendenti come il Special Tack Force di Dmitry Berezin. Volti noti e nomi emergenti si confrontano sullo stesso campo di regata.
Albeshr e Alowais portano due approcci diversi ma complementari. Dhuha arriva con esperienza su F50 e un profilo tecnico da istruttore World Sailing Level 3: la sua presenza segna un cambiamento nei modelli di partecipazione femminile nella regione. Sultan rappresenta invece un percorso più orientato allo sviluppo olimpico, con l'orizzonte delle Olimpiadi 2032 come riferimento per la programmazione. Entrambi, però, operano sullo stesso terreno pratico: regatare quotidianamente in condizioni locali costanti e ripetibili.
Dietro le quinte l'organizzazione ha spinto per una gestione più strutturata. La direzione sportiva è affidata a Davide Casetti, già presidente della RS21 Italian Class, chiamato a trasferire pratiche consolidate in contesti internazionali. Il dossier tecnico non è soltanto uno schema di date: introduce tecnologie mirate al funzionamento della manifestazione sul campo.
Una delle novità visibili è il sistema di tracciamento Vakaros di RaceSense. Vakaros registra le posizioni in tempo reale, rileva automaticamente il passaggio sulla linea di partenza e gestisce i tempi di regata con precisione. Il risultato pratico: meno discussioni sulla partenza e tempi di gestione delle proteste più veloci e documentati. Accanto al tracciamento, boe a controllo elettrico mantengono la posizione nominale delle marker buoy anche con correnti variabili, riducendo gli interventi a mare per il riallineamento e evitando ritardi nelle prove.
Dal punto di vista agonistico la serie diventa un banco di prova per tattiche adatte ai venti del Golfo: venti termici stabili, mare corto e gradienti di vento che cambiano durante la giornata. Per molti equipaggi europei e asiatici si tratta di misurare trim e scelte di rotta in condizioni diverse da quelle atlantiche o mediterranee. Per i team locali è l'occasione di confrontare programmi di crescita giovanile con standard applicati in contesti internazionali.

Non tutte le giornate saranno uguali: alcune prove si disputeranno con venti leggeri e lunghi periodi di equilibrio, altre con raffiche che impongono scelte istantanee. Questa variabilità alimenta il confronto tra tattica e tecnica: chi interpreta meglio i gradienti e la gestione della scia spesso prende il largo. È un esercizio di approfondimento continuo per timonieri e equipaggi, dove l'esperienza si misura anche nella rapidità di adattamento.
Il calendario distribuito su più Paesi punta a creare una circuitazione ripetibile; non è solo un effetto di immagine. Un circuito che attraversa Emirati e Arabia Saudita può attrarre sponsor, charter e federazioni che cercano eventi con logistica replicabile e visibilità estesa. La tecnologia di misurazione e controllo inserita nel format aiuta a rispondere a esigenze di trasparenza e certificazione dei risultati richieste da partner organizzativi e finanziatori.
Al porto di Ras Al Khaimah la flotta J/70 è già pronta: verifiche di classe completate, briefing tecnici svolti. Nei prossimi giorni le regate segnaleranno rapidamente il livello competitivo degli equipaggi e forniranno indicazioni sulle strategie vincenti in questo teatro velico. Ci saranno sorprese, perché un circuito nuovo tende a generare risultati inattesi: team meno noti possono stupire, mentre nomi affermati dovranno adattarsi alla specificità locale.
La veste narrativa della J/70 Middle East Cup si sviluppa su due linee che convivono e si intrecciano. Da un lato, c'è la costruzione organizzativa e tecnologica — elementi concreti che mirano a stabilizzare la serie. Dall'altro, si apre uno spazio per la competizione: atleti, tecnici e club che testano programmi di allenamento e strategie su un terreno diverso. L'apertura a Ras Al Khaimah richiama la prima immagine del pezzo: la flotta in porto, pronte le barche, timonieri che sistemano lastre e vele, e il campo di regata che attende il primo segnale di partenza.
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