Italiano Assoluto d'Altura 2026: Gaeta, prime due regate
Condizioni stabili, 10-14 nodi e mare piatto: Selene Alifax e Sarchiapone Fuoriserie guidano le classifiche dopo la prima giornata
Condizioni stabili, 10-14 nodi e mare piatto: Selene Alifax e Sarchiapone Fuoriserie guidano le classifiche dopo la prima giornata
A Gaeta si sono disputate le prime due prove del Campionato Italiano Assoluto di Vela d'Altura Edison Next 2026. Vento da 10-14 nodi e mare piatto hanno permesso regate ravvicinate. Nei risultati provvisori guidano Selene Alifax (Gruppo 1) e Sarchiapone Fuoriserie (Gruppo 2). La manifestazione prosegue con altre giornate di regata secondo il calendario della Federazione.
Italiano Assoluto d'Altura Edison Next 2026 è partito a Gaeta con due prove condotte in condizioni nitide: vento tra i 10 e i 14 nodi e mare piatto hanno trasformato ogni bordo in una sfida di precisione, dove il margine tra vincere e scivolare indietro si misura in decimi di nodi e centimetri di scotta.
La flotta è stata divisa in due gruppi in base alle dimensioni degli scafi; entrambi hanno portato a termine due manche nella giornata inaugurale allo Yacht Club Gaeta E.V.S., seguendo il programma tecnico previsto. Le classifiche provvisorie vedono al comando Selene Alifax nel Gruppo 1 e Sarchiapone Fuoriserie nel Gruppo 2, con margini ridotti e più possibilità di ribaltamento nelle prove successive.
La prima partenza è scattata con un vento da nord-est sui 10–12 nodi; nella seconda prova il rinforzo a 14 nodi ha alzato il ritmo, ma non la complessità del campo di regata. L'assenza di onde significative ha spostato l'ago della bilancia verso tattica, assetto e gestione dell'equipaggio: ogni micro-regolazione contava.
In bolina e in lasco gli equipaggi hanno lavorato con cura su vang, randa e timing delle scotte. La scelta del set di deriva e il posizionamento degli uomini a bordo hanno fatto la differenza nelle transizioni tra le boe. Le partenze sono state pulite: poche false partenze e buona disciplina di gruppo hanno mantenuto il regolare svolgimento delle prove, con sfilacciamenti minimi nelle fasi di congestione.
Il campo ha messo in evidenza chi legge il vento e chi invece si affida alla pura potenza. Sui bordi di lasco i piani velici più ampi hanno dato vantaggi tangibili; in bolina, restare vicino alla velocità di polena è stato l'unico modo per conquistare posizioni. Selene Alifax ha mostrato una gestione delle vele particolarmente lucida, modulando vang e randa con pochi passaggi e manovre rapide. Il lavoro di squadra sulle scelte di bordo ha prodotto guadagni costanti lungo il percorso costiero predisposto dagli organizzatori.
Nel Gruppo 2, Sarchiapone Fuoriserie ha capitalizzato su virate rapide e una sintonia evidente tra timoniere e tattico. Le seconde e terze posizioni sono state contese da equipaggi che hanno alternato approcci prudenti a scatti aggressivi attorno alle boe; ogni cambio di andatura ha inciso sulla gerarchia in classifica di pochi minuti.
Il Campionato segue il calendario federale: altre giornate di regata sono previste nelle settimane seguenti. Il formato a gruppi, tarato sulle dimensioni degli scafi, mantiene i confronti omogenei e limita penalizzazioni eccessive, premiando strategia e affiatamento più che pura velocità di punta.
La classifica rimane compressa. I leader hanno margini risicati e gli scarti progressivi previsti dal regolamento possono rimodellare rapidamente la graduatoria man mano che si accumulano prove valide. Ogni scarto servirà a ridurre l'impatto di una singola giornata storta, ma al contempo amplifica il valore della continuità: non basta vincere una prova, bisogna farlo con costanza.
Fuori dall'acqua la routine è frenetica: controlli su sartie, verifiche sulle attrezzature di coperta e riparazioni veloci fanno parte della giornata tipo. Un minuto perso in banchina può tradursi in metri persi in partenza; per questo la gestione del tempo tra una prova e l'altra è tanto cruciale quanto le scelte in mare.

Dal punto di vista tecnico, la prima giornata ha favorito scafi con buona penetrazione in bolina e stabilità quando hanno planato. Le regolazioni di deriva e gli angoli di sbandamento sono stati calibrati per massimizzare il vantaggio sui bordi lunghi; alcuni equipaggi hanno adottato avvolgibili più larghi in lasco per accelerare nelle linee di poppa, mentre altri hanno sperimentato assetti ibridi per rimanere competitivi nelle oscillazioni di vento.
La presenza in flotta di atleti con esperienza offshore si è tradotta in una gestione delle manovre più fluida e in una capacità di preservare le componenti soggette a usura. Comunicazione a bordo, rotazione dei ruoli e controllo della fatica hanno inciso sulla resa complessiva: dove il ritmo è stato sostenuto, la scorrevolezza delle manovre ha pagato dividendi.
La direzione di regata ha lavorato con efficienza: segnali chiari e tempi di partenza rispettati hanno limitato interventi straordinari. Le condizioni meteo favorevoli hanno reso rare le necessità di sospendere o posticipare, lasciando la competizione sul piano puramente agonistico.
Chi ha mostrato stabilità in questa prima tornata non è automaticamente avvantaggiato per il titolo finale: la variabilità intrinseca al calendario e la regola degli scarti mantengono la lotta viva. Mantenere concentrazione e cura tecnica tra le prove sarà il fattore che separerà gli inseguitori dai veri contendenti.
Alla chiusura della giornata restano impressi dettagli concreti: l'aria salmastra, il fruscio controllato delle scotte che scorrono nelle cuffie dei winch, il lieve sfrigolio della vela sotto tensione. Il tatto della cima ruvida, il pizzicore salato sulle labbra e il breve affanno dopo una virata ben eseguita restituiscono la misura di quanto ogni gesto conti. Sono questi piccoli elementi — rumori, odori, sensazioni della pelle sotto il vento — che definiscono la memoria di una regata tanto quanto una classifica.
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