Giornata Mondiale del Rifugiato: Io Sono Benvenuto a Genova e Torino
Ingressi gratuiti, Welcome Wall, musica, teatro e la Biblioteca Vivente per una serata condivisa il 20 giugno
Ingressi gratuiti, Welcome Wall, musica, teatro e la Biblioteca Vivente per una serata condivisa il 20 giugno
Il 20 giugno il Galata Museo del Mare di Genova e il Museo Egizio di Torino aprono gratuitamente le porte dalle 19 alle 23 per l'iniziativa «Io sono Benvenuto». Sul palco cori, band, spettacoli teatrali, laboratori e la «Biblioteca Vivente». Presenze istituzionali e associazioni attive sui corridoi umanitari, soccorso in mare e dialogo interculturale. Sponsor: Basko – Gruppo Sogegross.
19.00–23.00: è la finestra serale durante la quale il Galata Museo del Mare di Genova e il Museo Egizio di Torino aprono gratuitamente le porte al pubblico per «Io sono Benvenuto», in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato. Quattro ore intense pensate come un laboratorio di relazioni: performance, dialoghi, laboratori e spazi dove la pratica dell'accoglienza diventa visibile e partecipata.
Il progetto è nato nel 2017 al Museo Egizio e, dal 2025, è stato esteso al Galata. Torna per il secondo anno con il sostegno di Basko, proponendo un format che intreccia arti performative e incontri pubblici per tradurre il concetto di ospitalità in azioni concrete e quotidiane. La collaborazione fra i due istituti crea ponti geografici e disciplinari: archeologia, storia dell'emigrazione, pratiche di salvataggio e racconti contemporanei si confrontano nello stesso spazio-tempo.
Il tema dell'edizione 2026 è il viaggio. Non un tema astratto, ma un tessuto fatto di rotte, oggetti, documenti, volti: mappe impresse, fotografie, oggetti di viaggio che conservano tracce di passaggi. Le mostre e gli interventi artistici privilegiano narrazioni che raccontano percorsi di fuga e di ricerca di sicurezza, mettendo in relazione memoria storica e presente. Qui il viaggio diventa esperienza tattile e sonora, oltre che narrativa.
Trasformare il museo in spazio aperto alla comunità è un obiettivo esplicito. A Genova, la proposta serale si collega al Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana (MEI), visitabile gratuitamente negli orari diurni: un accostamento che mette in dialogo migrazione storica e contemporanea, mostrando continuità e discontinuità nei modi di spostarsi.
La serata al Galata Museo del Mare si snoda tra musica, teatro e arti performative. Sei gruppi corali e musicali si alternano sul palco — BePop, InSuperAbile Band, Sizohamba Gospel Choir, I Giovani Canterini di Sant’Olcese, Perfect Life Choir e Bossa Figgeu — e la Scuola di Teatro e Cinema Zuccherarte porta in scena due spettacoli. Accanto alle esibizioni, i servizi educativi della Fondazione MEI organizzano laboratori che invitano a sperimentare pratiche vocali, scenografiche e narrative, pensati per coinvolgere tutte le età.
Al Museo Egizio il programma privilegia il confronto diretto. La Biblioteca Vivente mette a disposizione testimoni che raccontano percorsi personali: incontri faccia a faccia che puntano sull'ascolto e sulla relazione piuttosto che su monologhi. Volontari dell'Associazione Mosaico e di Porta delle Culture affiancano i visitatori, mentre EMERGENCY propone un percorso immersivo sul lavoro di ricerca e soccorso in mare, fatto di materiali, testimonianze e installazioni che restituiscono la concretezza dell'intervento umanitario.
La Biblioteca Vivente è il cuore partecipativo dell'iniziativa: persone reali diventano letture umane, disponibili a dialoghi brevi ma profondi che sfidano stereotipi e aprono spazi di empatia. Il progetto è promosso dalla Rete Migranti del Celivo in collaborazione con l'Associazione Semi Foresti, con il sostegno finanziario dell'Otto per Mille della Chiesa Valdese.
Il Welcome Wall raccoglie messaggi di benvenuto e diventa materiale collettivo. A Genova si tratta di una parete fisica dove lasciare tracce tangibili; a Torino la forma è digitale, ma con la stessa intenzione: costruire un mosaico visivo di parole, disegni e pensieri che raccontano esigenze e aspirazioni. Visitatori e partecipanti possono così aggiungere segni che rimangono oltre la serata.
La riproposizione dell'evento congiunto mette in luce la rete di relazioni attivate fra musei e terzo settore. La presenza di associazioni e fondazioni, tra cui la Fondazione Promotori Musei del Mare, rafforza la funzione civile dei luoghi culturali: non più soltanto custodi di oggetti, ma piattaforme attive di inclusione. Basko sostiene il progetto con il programma aziendale Basko For Next Gen, integrando patrocinio e azioni concrete sul territorio.

I direttori dei due musei sottolineano il carattere pubblico dell'iniziativa: i musei sono presentati come hub dove ricerca, conservazione e dialogo si intrecciano, capaci di connettere patrimoni storici con istanze contemporanee di accoglienza e partecipazione civica.
Tra gli allestimenti spicca una mostra fotografica sui Corridoi Umanitari a cura della Comunità di Sant’Egidio. L'esposizione documenta percorsi concreti di accoglienza e illustra strumenti organizzativi che facilitano accessi sicuri per persone in fuga. Al Museo Egizio, il tema del viaggio si intreccia anche con riferimenti letterari: l'edizione guarda alle «Avventure di Sinhue» come a un richiamo alla lunga tradizione narrativa del museo e alla riflessione sui percorsi di spostamento nella storia.
La compresenza di linguaggi — dal teatro alla musica, dalla fotografia alle installazioni immersive — costruisce un dispositivo multistrato: il tema del viaggio viene esplorato sul piano cognitivo, emotivo e operativo, con strumenti che parlano a pubblici diversi e invitano a pratiche di condivisione.
La programmazione e i servizi collaterali rimarcano la vocazione dei due istituti a essere spazi aperti e inclusivi: non solo depositari di reperti ma nodi di una rete territoriale che lavora con comunità migranti e nuove generazioni, portando nel museo esigenze e competenze della città.
La serata del 20 giugno non si limita a un atto simbolico: traduce la mobilità forzata in occasioni concrete di incontro e apprendimento. Offre strumenti di conoscenza, produce dialoghi e crea situazioni dove l'accoglienza diventa pratica condivisa. Sono scelte che spostano la discussione dalle parole ai fatti, dal museo alla città.
La finestra oraria con cui si è aperto l'articolo — 19.00–23.00 — chiude idealmente la proposta: quattro ore per vedere una mostra, ascoltare una storia, partecipare a un laboratorio, lasciare un messaggio. Quattro ore che trasformano il museo in luogo vivo e partecipato, dove la cultura si misura con la pratica sociale e la parola «benvenuto» diventa gesto quotidiano.
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