CentoMiglia del Garda 2026: Banda Larga e Sub Vento Libertas in flotta
Pre-iscrizioni aumentano la complessità tecnica e il valore sociale della regata del 5-6 settembre a Gargnano
Pre-iscrizioni aumentano la complessità tecnica e il valore sociale della regata del 5-6 settembre a Gargnano
La 76ª CentoMiglia del Garda del 5–6 settembre amplia la flotta con l'Ultimate 30 Banda Larga, l'Este 35 del progetto sociale Sub Vento Libertas e l'argento olimpico Evert Bastet sull'Asso 99 del principe Luitpold. Equipaggi variegati, mix di esperienze olimpiche, America's Cup e sport estremi tratteggiano una competizione dove tecnica, tattica e aspetti umani si incontrano.
CentoMiglia del Garda: la notizia più concreta è che un 9,14 metri disegnato da Bruce Farr, un classico da 35 piedi legato a un progetto sociale e un Asso 99 con un medagliato olimpico confermano una flotta capace di sorprendere. Sono pre‑iscrizioni che spostano l'asse della regata verso sfide più complesse, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello umano.
Il Circolo Vela Gargnano mette in acqua, il 5 e 6 settembre, una palette di scafi che intreccia progettazione d'avanguardia e storie di formazione. Al centro c'è Banda Larga, un Ultimate 30 firmato da Bruce Farr e costruito nel 1992 da Dal Ferro. L'imbarcazione, lunga 9,14 metri, è stata riportata alle regate dopo un refitting seguito da Claudio Maletto: pelle leggera, grande piano velico, sette o otto persone a bordo con sei al trapezio quando le condizioni lo richiedono. La fotografia è quella di uno scafo nato per spingere il limite della velocità in configurazioni dinamiche e istintive.
Portare un mezzo del genere sul Garda significa però misurarsi con un teatro che non perdona semplificazioni. Le raffiche, i salti di vento fra le montagne e i microflussi termici trasformano ogni scelta in un controsenso possibile: vento che aumenta all'improvviso, barre di pressione che richiedono aggiustamenti rapidi dell'assetto, bordate lunghe in cui la gestione della chiglia e la prontezza dell'equipaggio diventano determinanti. La sfida tecnica di Banda Larga si legge proprio in questo contrasto: scafo progettato per sfruttare ogni grammo di potenza, equipaggio chiamato a leggere un ambiente che muta repentinamente.
Sul versante umano la voce più netta arriva da Sub Vento Libertas, una Este 35 inserita nel progetto Doppiavela Solidale. L'iniziativa vede protagonisti poliziotti skipper insieme a giovani che attraversano momenti difficili della loro esistenza. L'Este 35 è parte del progetto dal 2016, grazie all'ASD Polizia di Stato di Peschiera del Garda e al sostegno della Fondazione Cariverona: la barca non è soltanto un mezzo di regata, ma un vero banco di pratica in cui responsabilità e ruoli si imparano a bordo, tra manovre, turni e complicità quotidiana.
Il nome stesso, Sub Vento Libertas — sotto il vento, libertà — riassume la tensione del progetto: la vela usata come strumento di reinserimento e crescita personale. Partecipare alla CentoMiglia significa confrontarsi con ritmi di gara lunghi, con turni di veglia e con condizioni in cui il fattore umano pesa quanto quello tecnico. Per chi sale su quell'Este 35 la prova non è solo tattica, è anche sociale: la regata diventa una palestra di responsabilità e reciprocità che si misura sul campo, con boe e cronometri.
Accanto a queste due presenze si staglia la figura di Evert Bastet, atteso sull'Asso 99 del principe Luitpold Prinz von Bayern. Argento olimpico nei Flying Dutchman a Los Angeles 1984 e campione del mondo nel 1980, Bastet porta con sé decenni di esperienza che guardano alla competizione con un'antica consapevolezza tecnica. La storia legata all'Asso 99 ha radici profonde: il principe Luitpold ha sostenuto la campagna olimpica canadese e, nel corso degli anni, entrambi hanno condiviso il Garda e le sue regate, inclusa la partecipazione alla 39ª CentoMiglia.
L'Asso 99, barca che comanda rispetto alla stabilità e alla performance nelle lunghe traversate di lago, avrà a bordo anche nomi che escono dalle categorie tradizionali della vela agonistica. Tra gli annunciati c'è Max Rauffer, ex discesista della nazionale tedesca e vincitore in Coppa del Mondo nel 2004. La sua presenza sottolinea come atleti provenienti da sport diversi possano trasferire abilità — gestione della velocità, consapevolezza del rischio, disciplina mentale — utili anche in regata d'altura su acque interne.
La lista delle pre‑iscrizioni mostra poi figure professionali che connettono la vela alla grande cantieristica e alla ricerca tecnologica: persone come Stefano Beltrando, tecnico dei materiali compositi e oggi Quality Control Manager di Luna Rossa Prada Pirelli, evidenziano come il know‑how della vela moderna passi dal banco di lavoro al campo di regata. Questa commistione di competenze — progettisti, specialisti tecnici, olimpionici, sportivi di vertice e progetti sociali — produce un terreno di confronto molto ricco.

Dal punto di vista organizzativo la manifestazione è promossa dal Circolo Vela Gargnano su delega della Federazione Italiana Vela, con il contributo del Comune di Gargnano e il sostegno di partner come Fineco, Cantieri del Pardo e Lago di Garda Lombardia. L'apparato logistico che regge una regata di questa portata non è visibile negli elenchi, ma si misura nella gestione delle banchine, nella sicurezza in acqua e nella regia tattica che separa una prova ben riuscita da una confusione generale.
Le condizioni meteorologiche attese e il profilo del percorso richiederanno ai team un mix di attenzione: settaggi di vele precisi, monitoraggio costante della pressione, scelte tempestive sulle bordate lunghe e rapidità nelle manovre. Chi saprà coniugare conoscenza locale, disciplina di equipaggio e adattabilità delle soluzioni tecniche avrà un vantaggio netto; ma le regate di lago restano imprevedibili, e la varietà degli scafi in flotta assicura che la classifica sia il risultato di molte variabili messe insieme.
La CentoMiglia si appresta dunque a diventare, nei primi giorni di settembre, un laboratorio di racconti e risultati: storie di refitting che ritornano in regata, progetti sociali che si mettono alla prova, atleti che portano esperienze non convenzionali. Restano da chiudere gli ultimi dettagli della lista di partenza; quel che si sa già è che Gargnano sarà teatro di confronti anche inattesi.
Resta la domanda sottesa a questo impianto: come si misceleranno in acqua barche progettate per la massima velocità, equipaggi ricchi di esperienza olimpica e gruppi nati per finalità sociali? La risposta arriverà tra le boe, ma intanto la CentoMiglia ha già messo in movimento narrazioni diverse che promettono di incidere sulla stagione a venire.
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