Campionati Italiani Giovanili in Doppio: Manfredonia apre con 22 regate
Vento 9–13 nodi, 219 equipaggi e cinque ore di mare: le tre ragioni tecniche dietro una prima giornata perfetta
Vento 9–13 nodi, 219 equipaggi e cinque ore di mare: le tre ragioni tecniche dietro una prima giornata perfetta
La prima giornata dei Campionati Italiani Giovanili in Doppio a Manfredonia ha portato a termine 22 regate con vento tra 9 e 13 nodi. In acqua 219 equipaggi (438 giovani). Massimo programma per 29er, Nacra 15, Hobie Dragoon e HC16; prime classifiche con nomi già noti dalle scene europee e mondiali.
Campionati Italiani Giovanili in Doppio a Manfredonia: vento 9–13 nodi e 22 regate completate nella prima giornata. Il dato è semplice e descrive la dimensione agonistica dell’apertura: 219 equipaggi, 438 atleti, cinque ore effettive di regata per ciascuna flotta.
Il campo di regata ha lavorato con una risacca definita e una brezza termica stabile che ha permesso ai Comitati di Regata di sfruttare al massimo il programma. I numeri parlano chiaro: quattro prove per 29er, Nacra 15, Hobie Dragoon e Hobie Cat 16, tre prove per RS Feva e 420. Il calendario tecnico è stato rispettato al limite superiore, condizione non banale per eventi giovanili con flotte così estese.
La componente termica da sud-est ha garantito intensità tra 9 e 13 nodi, sufficiente a mantenere gli scafi in assetto senza richiedere riduzioni di percorso o start annullati. In queste finestre di vento emergono differenze nette: i 29er e i Nacra 15 hanno potuto sfruttare planate regolari, mentre le derive come 420 e RS Feva hanno trovato uno spettro di pressione che premia precisione nelle bordate e lettura delle onde. Non è stata una giornata di raffiche imprevedibili: la regolarità ha accelerato il ritmo delle prove e limitato le pause tecniche che spesso allungano la durata dei meeting giovanili.
Per gli allenatori la stabilità del vento ha significato poter provare assetti e tattiche in condizioni ripetibili: prova dopo prova si è visto come piccoli aggiustamenti al vang e al foil trim abbiano restituito guadagni in velocità soprattutto nelle sezioni di poppa. Questo ha dato alla regata un sapore quasi da test dinamico, non solo da confronto agonistico.
I quattro campi di regata disposti davanti a Manfredonia hanno tenuto separate classi con profili di velocità differenti, evitando che le transizioni tra flotte influenzassero tempi e sicurezza. I percorsi, volutamente brevi e tecnici, hanno creato una densità tattica elevata: boe ravvicinate, rotte a carosello e continui cambi di angolo hanno messo alla prova la capacità di scelta rapida degli equipaggi.
Il risultato è stato duplice. Da un lato, maggior numero di prove completate e un calendario che non ha dovuto rinunciare a nulla. Dall’altro, intensità emotiva alta per i giovani velisti: partenze ripetute, aggressività tattica e frequenti “mini-sprint” tra boe hanno reso la giornata ricca di spunti tecnici, utili per chi osserva la crescita degli equipaggi oltre che per la classifica.
L’uscita dagli scivoli è iniziata intorno alle 12 e il rientro verso le 17: cinque ore in mare gestite con turni di recupero e aree di riposo ben organizzate al FIVillage. La sequenza logistica ha funzionato: supporti a terra per la riparazione rapida, punti di ristoro programmati e team di volontari capaci di smaltire il grande flusso di ragazzi e attrezzature.
Non va sottovalutata la capacità del FIVillage di trasformarsi in base alle esigenze della giornata: aree ombreggiate, briefing puntuali e una centrale risultati che ha mantenuto aggiornate famiglie e tecnici. Questa rete ha permesso agli atleti di sostenere quattro prove al massimo senza cali evidenti, elemento che racconta anche di preparazione fisica e rigore degli staff di riferimento.
Nel 420 la leadership provvisoria di Nicolas Margaria ed Edoardo Cavero nasce da partenze aggressive e letture delle correnti locali efficaci in bolina. Hanno saputo sfruttare le fasi di vento più stabile per accumulare punti, mantenendo un ritmo che lascia poco margine agli inseguitori. La classifica resta corta: i triestini Matteo Mioni e Samuel Barbiero sono vicini, rendendo la lotta per il podio un appuntamento da seguire giorno per giorno.

La 29er ha visto il dominio netto di Emilia Salvatore e Pietro Rizzi, con quattro primi su quattro. Il set-up vela orientato alla massimizzazione della velocità in poppa e una gestione delle manovre estremamente pulita hanno fatto la differenza nelle fasi decisive delle regate. La loro costanza sviluppa una narrativa tecnica: barca in assetto rapido e timoniere capace di leggere gli spazi stretti tra le boe.
Nel Nacra 15 il confronto tra Alessandro Vargiu/Noa Lisci e Mattia Di Martino/Nina Cittar mette in luce equilibrio tra accelerazione in bolina e controllo in poppa. L’attenzione al trimming del foiling pack è stata determinante: chi gestisce meglio la transizione tra le andature guadagna decimi preziosi nelle fasi di accelerazione.
Le classifiche aggiornate e il materiale tecnico sono consultabili sulla piattaforma della giuria; il sito ufficiale dell’evento ospita bandi, orari e report quotidiani. Il campo tornerà operativo nelle prossime giornate con la possibilità di ulteriori prove, e il livello delle flotte lascia immaginare una fase finale intensa e combattuta.
Codice tecnico di riferimento per gli aggiornamenti: RRS 2024–2028.
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