Argentario Sailing Week 2026: vincitori e bilancio
Torben Grael su SCUD e Mauro Pelaschier su LEONORE guidano le classi; la Nave Palinuro saluta Porto Santo Stefano e cinquanta yacht d'epoca chiudono la settimana di regate
Torben Grael su SCUD e Mauro Pelaschier su LEONORE guidano le classi; la Nave Palinuro saluta Porto Santo Stefano e cinquanta yacht d'epoca chiudono la settimana di regate
La XXV Argentario Sailing Week – Miramis Trophy si è conclusa a Porto Santo Stefano con cinquanta imbarcazioni d'epoca da dieci nazioni. Tra i principali risultati: SCUD (Gaff Vintage) e LEONORE (Marconi Vintage) sugli scudi; HALLOWE’EN primo nelle Big Boats; CRIVIZZA conquista il quarto titolo consecutivo nella classe Classic. La settimana ha visto la presenza della Nave Palinuro e percorsi tecnici su triangolo olimpico con vento da 10 a 15 nodi.
Argentario Sailing Week 2026 si è chiusa domenica 28 giugno a Porto Santo Stefano con una giornata che ha messo insieme agonismo, memoria navale e piccole cerimonie dal sapore marinaro: la partenza della Nave Palinuro e il passaggio delle cinquanta imbarcazioni d'epoca hanno creato un finale che molti spettatori ricorderanno per la forza delle immagini e per il ritmo delle vele al vento.
La regata conclusiva si è svolta su un triangolo olimpico pensato per mettere in luce le capacità di scafi costruiti tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento. Il percorso comprendeva un lato di bolina di tre miglia, due lati di lasco, un secondo lato di bolina e una bolina di poppa; la distanza totale per chi ha effettuato l'intero circuito è stata di circa 14 miglia, mentre le classi Cruiser hanno corso un anello ridotto di circa 8 miglia. Le partenze sono state date alle 12:15, con vento da 270–280 gradi in progressivo aumento dai 10 ai 15 nodi: condizioni che hanno premiato precise regolazioni di lasco e una navigazione attenta alle raffiche locali.
La classifica finale riflette scelte tecniche chiare e una marineria di livello. Nella Gaff Vintage l'ha spuntata SCUD, varata sulle scelte progettuali tradizionali e condotta in regata da Torben Grael; nella Marconi Vintage la vittoria è andata a LEONORE, con Mauro Pelaschier al timone, barca che ha saputo sfruttare al meglio gli angoli di vento sul lato di bolina. Tra le Big Boats il primo posto è stato conquistato da HALLOWE’EN, che quest'anno ha celebrato il centenario, mentre nella classe Classic CRIVIZZA ha ottenuto il quarto successo consecutivo, confermando continuità di condotta e cura dell'imbarcazione.
Altri risultati degni di nota: STAR SAPPHIRE ha prevalso nella classe Cruiser, OJALÀ ha primeggiato nei Classic IOR, MATCHLESS ha vinto negli Swan Classic e FLIGHT OF DURGAN si è imposto nella categoria Spirit of Tradition. Il Corsaro II della Marina Militare ha ricevuto il Trofeo Voscià - Giancarlo Lodigiani, SCUD ha conquistato il Miramis Trophy e JILL il The Sixters Trophy, riconoscimenti che hanno segnato altrettante storie di bordo e di programma agonistico.
La voce delle tre salve di commiato della Nave Palinuro ha fatto da colonna sonora al defilamento delle imbarcazioni d'epoca: il veliero scuola della Marina Militare è rimasto ormeggiato al molo Garibaldi dal 24 al 28 giugno e ha aperto le murate ai visitatori, accogliendo oltre 3.500 persone nei giorni dedicati alle visite. Il passaggio in mare, con gli equipaggi schierati in coperta, ha assunto valore rituale, un omaggio esplicito alla tradizione nautica e alla formazione marinaresca.
Alla cerimonia hanno partecipato anche le altre unità della Marina Militare iscritte alla manifestazione — Corsaro II, Penelope, Chaplin e Artica II — tutte impegnate in assetto di saluto al momento della partenza della Palinuro. Il Commodoro dello Yacht Club Santo Stefano è salito a bordo prima della partenza per lo scambio ufficiale di saluti e per ribadire il desiderio di mantenere un rapporto operativo più stretto con la nave scuola.

Cinquanta yacht in acqua provenienti da dieci nazioni e tre continenti: numeri che raccontano una manifestazione con respiro internazionale. I partecipanti, tra armatori, equipaggi e ospiti, hanno superato il migliaio di presenze, e i 50 scafi presenti in mare sono stati calcolati come l'equivalente di 3.478 anni complessivi di storia della vela e dell'architettura navale, una sommatoria che mette insieme epoche e linguaggi progettuali diversi, dal varo di Cariad (1896) fino ai tre centenari celebrati in questa edizione: HALLOWE’EN, MARGARET e MARILEE.
La manifestazione si è sviluppata su quattro giornate di regate: i controlli di stazza e le operazioni di registrazione sono iniziate mercoledì 24 giugno, con un villaggio regate affollato di operatori, tecnici e appassionati. Le quattro manches valide per la classifica generale sono state completate grazie alla regolarità delle prove e alla stabilità meteo; la cerimonia di premiazione, svolta domenica pomeriggio, ha chiuso il programma ufficiale offrendo spazio anche alle storie di restauro e alle occasionali esposizioni tecniche sul lungomare.

Dal punto di vista tecnico il campo impostato con triangolo olimpico ha richiesto ai team un lavoro preciso sulle vele e sulle regolazioni di bordo: le prove hanno messo alla prova le capacità di bolina, la gestione di lasco e poppa e l'abilità nel leggere le piccole variazioni di vento vicino alla costa. Per gli scafi d'epoca ogni manovra è stata una combinazione di memoria progettuale e interventi contemporanei sulle drizze, sui paterazzi e sugli angoli d'albero, elementi che hanno reso visibile il confronto tra soluzioni di epoche diverse.
Il title sponsor Miramis, presente per la prima volta come main partner, ha sostenuto l'evento con iniziative di promozione territoriale e attività rivolte al pubblico del villaggio; l'organizzazione ha inoltre potuto contare sull'appoggio di sponsor tecnici che hanno supportato logistica e comunicazione, consentendo una regia complessiva fluida delle giornate di regata.
Accanto all'aspetto agonistico, i restauri filologici e le storie di bordo hanno attratto numerosi amatori: le informazioni tecniche sui piani velici originali, l'uso di legni tradizionali e il ritorno a configurazioni d'epoca hanno offerto agli spettatori un quadro concreto dell'evoluzione progettuale delle imbarcazioni classiche e dei criteri di conservazione adottati dagli armatori.

L'edizione numero venticinque lascia segnali chiari per il futuro: il rapporto instaurato con la Marina Militare, la partecipazione internazionale e l'attenzione al restauro costituiranno la base per il prossimo appuntamento. L'ultima immagine della manifestazione — sartie tese al vento e la prua di HALLOWE’EN, cent'anni dopo il varo, che taglia il mare con la stessa linea progettuale che ne ha segnato la carriera — restituisce una sensazione precisa: la storia continua a navigare insieme alla competizione.
Fonte: https://www.racingrulesofsailing.org/documents/13705/event
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