Stazione galleggiante pulizia scafi: Anahid al Salone 2026
Al Salone Nautico di Venezia 2026 Geico presenta Anahid, una piattaforma galleggiante che unisce AI, robotica e LED UVC per pulire e sterilizzare gli scafi senza uscita dal mare.
Al Salone Nautico di Venezia 2026 Geico presenta Anahid, una piattaforma galleggiante che unisce AI, robotica e LED UVC per pulire e sterilizzare gli scafi senza uscita dal mare.
Geico presenta ad Expo Venezia 2026 il prototipo di Anahid, la prima stazione galleggiante per la pulizia subacquea degli scafi. Il sistema integra LED UVC, telecamere intelligenti e algoritmi AI per monitorare e sterilizzare le superfici sommerse senza mettere in secco le imbarcazioni. Progetto sviluppato in partnership con Greensailor nell'ambito del Clarum SEAS Project, con l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale del biofouling.
Dieci anni fa la manutenzione subacquea significava gru, bacini e giorni di fermo in cantiere. Oggi, al Salone Nautico di Venezia 2026, una stazione galleggiante pulizia scafi è esposta come prototipo operativo: un tassello di tecnologia che prova a capovolgere procedure consolidate e tempi di inattività.
Si chiama Anahid. La piattaforma combina intelligenza artificiale, robotica e sorgenti LED UVC per eseguire cicli di pulizia e sterilizzazione delle superfici sommerse senza portare le barche in secco. Il prototipo è visibile nell'area Mare Laguna del Salone, presentato da Quinn, e segna l'ingresso di Geico nel mercato nautico e offshore, con un approccio mutuato dall'automazione industriale.
Anahid agisce per strati di operazione: mappa, valuta, interviene. Telecamere ad alta definizione scandagliano la carena, algoritmi di visione identificano il grado e la tipologia del biofouling, quindi attuatori robotici eseguono interventi mirati mentre sorgenti LED UVC trattano le aree più critiche. È un processo continuo, non un intervento unico: il monitoraggio genera mappe di copertura e percentuali di rimozione che entrano nei report diagnostici per la manutenzione preventiva.
La descrizione tecnica suona affollata, ma il vantaggio pratico è semplice: meno sollevamenti, meno tempi morti, meno interventi chimici invasivi. Il sistema restituisce dati operativi che permettono di pianificare interventi con maggiore precisione, riducendo costi e interruzioni alle attività nautiche.
Non è un caso che Geico approcci la nautica con strumenti nati nell'automotive. Con sede a Cinisello Balsamo e oltre sessant'anni di esperienza nella progettazione di impianti automatizzati, l'azienda trae dal suo bagaglio competenze su controllo di processo, trattamento delle superfici e automazione industriale. Quel know‑how è stato riadattato per operare in un ambiente che presenta vincoli molto diversi rispetto a una linea di verniciatura.
Il progetto è sviluppato in partnership con Greensailor nell'ambito del Clarum SEAS Project — Save Energy, Anchor Sustainability — che combina automazione e vernici antivegetative ecocompatibili. Le vernici impiegate sono del tipo «foul release», prive di solventi, rame e biocidi, diluibili solo con acqua potabile: scelte tecniche che orientano l'intero sistema verso la minimizzazione dell'impatto sul fragile ecosistema lagunare.
La prima fase sperimentale si è svolta con il supporto logistico del cantiere navale della principale azienda di trasporto nella Laguna di Venezia. Tra il concept del 2025 e il prototipo esposto oggi c'è la trasformazione concreta di un'ipotesi in una macchina che può lavorare in acqua aperta.
Due dati aiutano a comprendere l'interesse industriale: l'Italia concentra il 60% degli ordini globali nel segmento superyacht e il 90% della produzione è destinata all'export. Al tempo stesso il mercato delle vernici speciali, citato nel progetto, valeva oltre 200 miliardi di dollari nel 2023 con proiezioni di crescita rilevanti verso il 2032. Sono cifre che spiegano perché un'azienda con capacità produttive e finanziarie decida di entrare in questo settore.
Geico impiega 140 persone nel suo headquarter di Cinisello Balsamo e nel 2023 ha registrato ordini per 500 milioni di euro nel settore auto. Quel capitale tecnologico e produttivo è ora orientato a rispondere a richieste di ingegnerizzazione, ripetibilità e controllo di processo in ambiente marino, con l'obiettivo di ridurre emissioni e l'impatto dei trattamenti tradizionali.
La combinazione tra LED UVC e vernici «foul release» punta a contenere il biofouling limitando l'uso di sostanze tossiche. Si lavora sul principio della prevenzione e del controllo continuo: carene meno incrostate significano meno consumo di carburante e minori emissioni operative per l'imbarcazione.
Il management di Geico, guidato da Daryush Arabnia, definisce il prototipo un elemento di diversificazione industriale: tecnologia sviluppata nell'automotive per affrontare sfide concrete della nautica—sostenibilità, efficienza operativa e tutela ambientale sono i criteri con cui il progetto è stato costruito.
Sul piano operativo restano aperti aspetti normativi e tecnici: parametri di omologazione, protocolli di sicurezza per interventi in mare e la scalabilità dalla singola stazione a reti distribuite nei porti e nelle lagune. Quelle fasi richiederanno test ripetuti, validazioni tecniche e la standardizzazione delle procedure prima di trasformare il prototipo in un servizio commerciale.
Al Salone di Venezia Anahid è più di un banco prova: è l'avvio di un percorso che incrocia politica industriale, tutela ambientale e domanda di mercato. Materiali meno impattanti, processi automatizzati e controllo continuo sono i tre livelli su cui si gioca la sfida.
Quel che succederà nei prossimi mesi dipenderà dalle campagne di prova in laguna, dalla reazione degli armatori e dai primi contratti pilota che fisseranno tempi e condizioni operative. La roadmap del progetto indica prove operative estese, validazioni tecniche e iter di certificazione come passaggi obbligati per rendere il sistema replicabile su scala commerciale.
Alla chiusura del Salone resta una domanda pratica: la manutenzione subacquea potrà essere erogata come servizio locale mantenendo standard di sicurezza, efficacia e tutela ambientale adeguati al mercato degli yacht e del diporto professionale? La risposta arriverà dalle prossime campagne di test e dai contratti pilota che metteranno in campo tempistiche e condizioni d'uso.
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