Qube 30: il nuovo dissalatore Schenker pensato per barche fino a 40 piedi
Compatto, orizzontale e a basso consumo: il Qube 30 debutta al 66° Salone Nautico di Genova per ottimizzare gli spazi e l'autonomia idrica delle imbarcazioni medio‑piccole.
Compatto, orizzontale e a basso consumo: il Qube 30 debutta al 66° Salone Nautico di Genova per ottimizzare gli spazi e l'autonomia idrica delle imbarcazioni medio‑piccole.
Schenker Watermakers presenta al Salone di Genova il nuovo Qube 30, dissalatore da 30 l/h progettato per imbarcazioni intorno ai 40 piedi. Design orizzontale e volumetria ottimizzata per gavoni ridotti, consumo di 110 W e alimentazione diretta a 12/24 V dalle batterie di servizio: la gamma QUBE si estende al segmento delle barche medio‑piccole con un'attenzione particolare a compattezza, efficienza energetica e semplicità d'installazione.
Qube 30 arriva al 66° Salone Nautico Internazionale di Genova: 30 litri all'ora in un involucro pensato per spazi ristretti. È il primo dato che racconta la novità di Schenker Watermakers, pensata per barche medio‑piccole dove ogni centimetro e ogni watt contano.
Il nuovo modello amplia la famiglia QUBE, lanciata un anno fa con le versioni da 65 e 100 l/h, e trasferisce alla volumetria ridotta i principi di compattezza e design essenziale già visti nella gamma ZEN. Qui la progettazione punta a un profilo sviluppato soprattutto in orizzontale, così da trovare posto anche nei gavoni più contenuti mantenendo accessibilità e facilità di manutenzione.
Il layout del Qube 30 privilegia lo sviluppo orizzontale: scelta pratica per chi ha a disposizione spazi longitudinali ma non vani alti. Le linee riprendono i concetti della gamma ZEN — componentistica nascosta e forme essenziali — reinterpretandoli per adattarsi alle geometrie di barche fino a circa 40 piedi.
Ridurre l'ingombro verticale non è una mera questione estetica. Facilita l'installazione sotto prendisole, a poppa o lungo la murata, zone dove spesso si concentrano gli apparati tecnici. Posizionandolo in piano, è possibile avvicinarlo ai serbatoi d'acqua e alle batterie, accorciando tubazioni e cablaggi e rendendo più rapidi sia i collegamenti sia eventuali interventi in cantiere.
Al centro del progetto c'è un sistema di recupero dell'energia studiato per contenere i consumi: la potenza dichiarata di esercizio è di 110 watt. Questo valore rende il dissalatore compatibile con l'alimentazione diretta dalle batterie di servizio a 12 o 24 V, evitando l'uso di inverter o generatori dedicati nelle configurazioni più semplici.
Il profilo energetico lo avvicina a equipaggi ridotti — il produttore indica come target barche intorno ai 40 piedi con 3‑4 persone a bordo — e a crociere dove l'autonomia elettrica è un tema centrale. Il sistema di recupero contribuisce a una produzione di acqua dolce efficiente rispetto alla potenza assorbita, alleggerendo la gestione complessiva del pacco batterie.
Alimentare il dissalatore direttamente dalle batterie semplifica l'integrazione elettrica: diminuiscono cablaggi complessi e componenti ausiliari. In cantiere l'installazione può essere più modulare e rapida rispetto ad impianti che richiedono alimentazioni dedicate, con vantaggi in fase di refit e upgrade.
La filosofia di componentistica segue la strada già tracciata dalla gamma QUBE: prevale la parte sviluppata internamente, limitando elementi commerciali esterni che aumenterebbero volumi e complessità. Il vantaggio pratico è un design omogeneo e punti di intervento pensati specificamente per l'uso in ambiente marino.
La facilità di installazione è un tema ricorrente nella presentazione del prodotto: peso contenuto, ingombro ridotto e predisposizione per collegamenti rapidi semplificano le operazioni in cantiere o in fase di refit. Anche le manutenzioni ordinarie sono state progettate per essere eseguite senza smontaggi estesi, elemento utile quando si lavora in gavoni angusti o sotto panche.
In pratica, si riducono i tempi di intervento e le operazioni di routine possono essere svolte con strumenti di base. Questo aspetto interessa sia gli armatori che i professionisti che fanno manutenzione in porto: meno ore di lavoro significano costi inferiori e tempi di rientro in mare più rapidi.

Tre decine di litri all'ora sono una produzione indirizzata a equipaggi piccoli e a crociere costiere prolungate. È una quantità che limita il ricorso all'acqua confezionata e riduce la necessità di scali tecnici specifici per il rifornimento idrico, migliorando l'autonomia a bordo senza appesantire i consumi elettrici.
Un impianto di questo taglio è pensato per chi trova gli impianti più grandi sovradimensionati: in molti scafi di 10–12 metri la capacità e gli ingombri degli impianti maggiori non sono giustificati. Il Qube 30 propone dunque una via di mezzo, costruita su compromessi concreti tra capacità, ingombro e assorbimento elettrico.
Progettisti e armatori possono valutare rapidamente il profilo tecnico: 30 l/h, 110 W, alimentazione 12/24 V offrono parametri immediatamente confrontabili con le esigenze reali di bordo e con la configurazione elettrica esistente.
Al Salone Nautico di Genova la presenza fisica del dispositivo permette di apprezzarne ingombri reali, interfacce di collegamento e accessibilità per la manutenzione. È l'occasione per confrontare dimensioni effettive e punti di attacco, dettagli che su specifiche tecniche a catalogo possono risultare meno immediati.
L'adozione del Qube 30 interessa chi effettua nuovi allestimenti, chi sta progettando un refit e chi vuole ridurre l'uso di acqua confezionata affidandosi a un impianto autonomo a basso consumo. La scelta tecnica proposta da Schenker amplia le opzioni disponibili per il segmento medio‑piccolo, mettendo in primo piano l'uso pratico a bordo piuttosto che la sola capacità nominale.
Il dato tecnico finale — 30 litri/ora, 110 W, alimentazione 12/24 V — fornisce un profilo concreto per valutazioni progettuali e scelte d'acquisto. Sarà la prova in banchina e in mare a chiarire come quel profilo si traduca nell'uso quotidiano sull'imbarcazione.
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