Vele d'Epoca di Imperia 2026: Aria torna a regatare
Quarantesimo anno e 27ª edizione: dal 2 al 5 settembre Imperia ospita le barche classiche, con Aria e il Campionato Mondiale 12 Metri in avvicinamento
Quarantesimo anno e 27ª edizione: dal 2 al 5 settembre Imperia ospita le barche classiche, con Aria e il Campionato Mondiale 12 Metri in avvicinamento
Dal 2 al 5 settembre 2026 tornano a Imperia le Vele d’Epoca, giunte alla 27ª edizione e al 40° anniversario del primo raduno. Tra le imbarcazioni attese spicca Aria, 8 Metri S.I. del 1935, che partirà da Genova diretta al porto imperiese per difendere i titoli conquistati nel 2025. Nella settimana precedente si svolgerà il Campionato del Mondo Classe 12 Metri S.I.. Padrino dell’edizione sarà Mauro Pelaschier.
Vele d'Epoca di Imperia torna dal 2 al 5 settembre 2026: è la 27ª edizione e coincide con il 40° anniversario del primo raduno, un traguardo che riporta su banchine e in mare una schiera di scafi carichi di storia e inconvenienti tecnici da risolvere al più presto.
La formula rimane familiare ma non banale: regate in mare, raduno a terra e un insieme di iniziative collaterali che trasformano il porto in un laboratorio temporaneo per restauratori, progettisti e appassionati. Prima che le Vele d’Epoca entrino nel vivo, la settimana dal 28 agosto al 1° settembre ospita il Campionato del Mondo della Classe 12 Metri Stazza Internazionale, una finestra che alza il livello della logistica e delle attenzioni tecniche sul territorio imperiese.
Tra le barche attese ad Imperia c’è Aria, un 8 Metri S.I. del 1935 lungo 14,30 metri, armata da Serena Galvani. Varata dai Cantieri Costaguta di Genova Voltri, Aria lascerà gli ormeggi dallo Yacht Club Italiano di Genova, dove ha ricevuto il Guidone Heritage in occasione delle celebrazioni per i 90 anni dal varo. Il trasferimento da Genova a Imperia racchiude una doppia cifra di significati: è trasferimento sportivo, e al tempo stesso spostamento di memoria. L’imbarcazione arriva con un palmarès che include la Coppa Imperia 2025 e una vittoria in tempo compensato secondo il Regolamento CIM.
Iscritta con il numero velico 8.I-17, Aria ha consolidato risultati di rilievo nel 2025. Per il 2026 la conduzione in mare è stata affidata all’olimpionico Pietro D’Alì, figura nota per l’esperienza in regate d’altura e per il passato con Luna Rossa. La scelta del timoniere non è un dettaglio: sui percorsi costieri e nelle prove di altura la sensibilità del timoniere e la capacità della squadra di gestire vele e assetti fanno spesso la differenza tra un piazzamento e la vittoria.
La partenza dallo Yacht Club Italiano segna una fase di passaggio: scogliere, correnti e microclimi del Golfo ligure richiedono aggiustamenti continui al piano di navigazione. A Imperia lo Yacht Club Imperia, presieduto da Biagio Parlatore e organizzatore tecnico delle regate, mette a disposizione ormeggi, attrezzature e competenze per la gestione dei trasferimenti. L’adozione di Aria tra i soci ordinari del club è un gesto che rafforza i legami tra cantieri, armatori e club storici e facilita operazioni delicate come il varo, le verifiche di stazza e le revisioni preventive.
Veder arrivare uno scafo d’epoca al suo nuovo campo di regata non è solo un fatto estetico. Significa mettere mano a problemi concreti: timonerie che richiedono manutenzione, attrezzature soggette a fatica dei materiali, sistemi di ormeggio pensati per scafi dal pescaggio e dalla forma non standard. La presenza di tecnici e restauratori durante la settimana precedente aiuta a risolvere questi nodi senza interrompere il programma sportivo.

Il padrino d’edizione è Mauro Pelaschier, timoniere di lungo corso e figura nota nel mondo della vela italiana: tre Olimpiadi nella Classe Finn, la partecipazione a regate di rilievo internazionale e una storia personale legata agli scafi storici. Pelaschier ha condotto yacht come il Q-Class Leonore del 1925 e il 12 Metri S.I. Nyala del 1938; la sua presenza a Imperia richiama esperienze che oscillano fra l’agonismo e la cura degli scafi storici.
Il rapporto tra Pelaschier e Aria ha radici nel passato: nel 2001 insieme a Serena Galvani vinsero la Terza Divisione in tempo reale e ottennero un podio in tempo compensato all’America’s Cup Jubilee di Cowes. Sono episodi che alimentano il tessuto narrativo intorno alla barca: aneddoti, rimonte, riparazioni all’ultimo minuto e il racconto delle stagioni che passano. A Imperia questa storia personale si intreccia con l’agenda tecnica dell’evento, dove memoria e confronto sportivo procedono fianco a fianco.

Il programma tecnico delle regate prevede prove costiere e di altura pensate per scafi d’epoca: tracciati che privilegiano passaggi tattici, sfruttamento delle brezze e gestione di vento variabile. Gli assetti vengono messi alla prova su boe e su percorsi aperti alla navigazione; l’obiettivo è misurare la competitività degli scafi senza compromettere l’integrità delle strutture. A questo si aggiungono incontri su restauro, aggiornamenti normativi di stazza e visite guidate che avvicinano il pubblico alle storie tecniche dietro gli scafi.
La presenza del Campionato Mondiale Classe 12 Metri S.I. nella settimana precedente accentua l’impegno logistico: l’afflusso di equipaggi, la necessità di posti barca adeguati e la gestione delle vele storiche richiedono coordinamento tra i club e capacità di adattamento. È un banco di prova pratico su cui si misurano soluzioni operative — percorsi, regole di stazza condivise, trasferimenti sicuri — che poi verranno replicate o riviste nelle stagioni successive.
Raduni a terra, conferenze tecniche e incontri tra cantieri e armatori completano il quadro: non sono accessori, ma momenti in cui si confrontano competenze e si mettono a punto pratiche di conservazione. La manifestazione non punta soltanto a proclamare un vincitore; inserisce la gara dentro un tessuto di competenze che legano la tradizione alla pratica quotidiana del mantenimento degli scafi.

La prima giornata di regate partirà il 2 settembre e proseguirà fino al 5 settembre; la settimana precedente è occupata dal Mondiale 12 Metri S.I. La prova in mare resterà il banco di prova più chiaro per valutare strategie, preparazione e capacità di gestione degli scafi: dagli aggiustamenti in vela al set-up per i trasferimenti costieri. Il bilancio sportivo dell’edizione fornirà elementi concreti per chi si occupa di restauro e gestione, lasciando aperti interrogativi pratici e tecnici che la comunità della vela dovrà affrontare nella stagione successiva.
Alla fine, la domanda che rimane sospesa non è solo chi solleverà il trofeo: riguarda il modo in cui l’attività sportiva continuerà a convivere con la cura degli scafi storici, e quali scelte operative emergeranno come più efficaci per mantenere in mare queste imbarcazioni senza snaturarne l’identità.
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