Vele d'Epoca dell'Alto Tirreno: vincitori 2026
Una regata disputata in condizioni estreme premia Margaret, Crivizza e Freya; festa a terra tra memoria, musica e gusto
Una regata disputata in condizioni estreme premia Margaret, Crivizza e Freya; festa a terra tra memoria, musica e gusto
La terza edizione delle Vele d'Epoca dell'Alto Tirreno – Trofeo Valdettaro, ospitata alle Grazie di Porto Venere dal 14 al 16 maggio 2026, si è svolta con una sola prova in mare a causa del maltempo. Tra i vincitori: Margaret (Yacht d’Epoca), Crivizza (Yacht Classici e Trofeo Valdettaro), Freya (Vele Storiche) e Manuela V (Classe 5.50 S.I.). In banchina esposizioni, musica, mostre e iniziative sociali.
Le Vele d'Epoca dell'Alto Tirreno 2026 si sono aperte su un molo bagnato, dove una scia di antivegetativa segnava il passaggio delle barche e il vento decideva più delle tattiche. La manifestazione, ospitata alle Grazie di Porto Venere dal 14 al 16 maggio, si è svolta con una sola prova valida in mare: il libeccio sostenuto e il mare formato hanno reso difficile l'accesso ai campi di regata, costringendo a comprimere il programma. Eppure tra vento, ormeggi e banchina affollata la rassegna ha messo in fila immagini e incontri che valgono una edizione intera.
La terza edizione è stata organizzata dalla Lega Navale Italiana – Sezione della Spezia in collaborazione con la Sezione Velica della Marina Militare e il Cantiere Valdettaro. La sinergia tra cantieri, istituzioni e associazioni locali ha caratterizzato sia la regia in mare sia le iniziative a terra, dove il calendario si è trasformato in una piccola fiera dei mestieri del mare: esposizioni, laboratori e momenti di approfondimento hanno animato le giornate, compensando le poche ore in acqua con altrettanto interesse pubblico e tecnico.
La classifica ha messo sul podio barche con storie e soluzioni tecniche diverse. Negli Yacht d’Epoca (varo entro il 1950) ha prevalso Margaret, varata nel 1926, imbarcazione che ha saputo sfruttare al meglio le raffiche e mantenere la rotta quando il mare si è agitato. Tra gli Yacht Classici (varo 1950–1975) ha primeggiato Crivizza (1966), che ha raccolto anche il Trofeo Valdettaro, segnalando una regia d'equipaggio precisa e compatta. Nella categoria Classic IOR si è imposto lo Sciarrelli Airone V (1972), mentre la goletta Freya ha conquistato la sezione Vele Storiche e il Premio Eleganza, riconoscimento all'insieme di linee e manutenzione.
La classe tecnica dei 5.50 Metri Stazza Internazionale ha gareggiato nella protezione della diga foranea, dove sono state disputate quattro prove condizionate dalla corrente e dal vento locale. La vittoria è andata a Manuela V (1961), progetto di C. Raymond Hunt e costruita dal cantiere Velscaf di Rapallo: la barca ha evidenziato manovre pulite e un assetto costante nonostante le raffiche.
Oltre alla classifica sportiva, la rassegna ha riservato spazi per riconoscimenti tematici e celebrazioni. Il Premio Eleganza è andato a Freya, accompagnato da un foulard in seta sostenibile offerto dalla maison Daphné; la giuria comprendeva rappresentanti del cantiere e del mondo culturale locale, attenti non solo alle linee ma anche alla cura degli arredi e all'armamento tradizionale. Sono stati ricordati i varo anniversari: Crivizza per i 60 anni, Artica II della Marina Militare per i 70 anni e Margaret per i 100 anni, omaggiati con bottiglie commemorative del gin ai fiori di begonia Be!Gin.
Tra i trofei tecnici, il Trofeo Lega Navale Italiana Ammiraglio Straulino per la classe 5.50 è stato assegnato a Manuela V, mentre il Trofeo Sergio Guazzotti è andato a Airone V. Il premio per i giovani in AIVE, intitolato a Roberta Talamoni e sostenuto dalle Cantine Lunae Bosoni, ha riconosciuto Sula come la realtà emergente più significativa tra le partecipanti.
Alla banchina la parola d'ordine è stata 'apertura'. Mostre hanno raccontato storie: dall'affondamento della motonave georgiana Margaret nel 2005 al progetto Cantiere della Memoria, che raccoglie i ricordi delle imbarcazioni e dei loro equipaggi celebrati quest'anno. Il Museo Tecnico Navale della Spezia ha aperto gli spazi ai regatanti e al pubblico, mentre la Fanfara del Comando Interregionale Marittimo Nord ha riempito i moli con le sue esecuzioni, sovrapponendo musica e rumore di cime e motori.
Accanto agli aspetti tecnici si sono svolte iniziative sociali concrete: esposizione di bus e Maggiolini storici, degustazioni a cura dell'associazione Luna Blu impegnata nell'inserimento lavorativo per persone con autismo, e l'estemporanea di pittura “Tele per le Vele!” promossa da Il Volo dell'Arte. La commistione di eventi ha dato spazio a operatori culturali e piccole realtà associative, trasformando la manifestazione in una vetrina per il patrimonio nautico e per progetti di inclusione.




La cena degli equipaggi, allestita all'aperto dalla Pro Loco Le Grazie e offerta dal Cantiere Valdettaro, ha chiuso la giornata ufficiale con un lungo scambio di aneddoti, piani di manutenzione e progetti di restauro: premi, ricordi e confronti tecnici hanno intrecciato conversazioni tra armatori, ufficiali della Marina e rappresentanti delle associazioni veliche. Il comitato di regata, guidato da Vincenzo Campoli con Marco Poma alla regia sportiva, ha certificato le classifiche e adattato le procedure alle condizioni meteo, assicurando validità e sicurezza delle prove disputate.
Più che un bilancio, restano immagini e compiti: rafforzare il calendario in mare, ampliare le opportunità di confronto a terra, consolidare le collaborazioni tra cantieri e associazioni. La prossima edizione potrà misurare quanto queste giornate hanno lasciato in termini di pratiche e reti operative. Il vento, come sempre, deciderà; intanto la macchina organizzativa ha raccolto materiale, persone e idee per il prossimo appuntamento.
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