Vele Classiche di Puccini 2026: Libra domina il Lago
Sul Lago di Massaciuccoli la deriva del 1979 vince in tempo reale, compensato e conquista il premio Glamour
Sul Lago di Massaciuccoli la deriva del 1979 vince in tempo reale, compensato e conquista il premio Glamour
La deriva in legno Libra (Lightning, 1979) di Alessandro Casano ha dominato la terza edizione delle Vele Classiche di Puccini (25-26 aprile 2026), aggiudicandosi vittorie in tempo reale e compensato e il premio Glamour. Il Finn Princess 1966 ha ricevuto il riconoscimento «La Fanciulla di Puccini», mentre l'ASDEC ha premiato un Vaurien di famiglia.
Vele Classiche di Puccini si è aperta con il legno lucidato al sole e lo scafo che tagliava l'acqua: l'immagine rimasta più viva della terza edizione sul Lago di Massaciuccoli. Tra derive e scafi d'epoca, la barca che ha raccolto più riconoscimenti è stata la deriva in legno Libra, Lightning del 1979, mantenuta con un restauro che ha preservato linee e assetto originali.

Organizzate dal Circolo Velico Torre del Lago Puccini il 25 e 26 aprile 2026, le giornate hanno alternato regate a momenti di restauro e cultura. Il centenario della prima rappresentazione di Turandot alla Scala ha offerto una cornice storica: musica dal vivo, visite guidate e la presenza di costumi d'epoca hanno legato le imbarcazioni al paesaggio e alla memoria del Maestro.
La Libra è un Lightning 19' in legno, progetto di Olin Stephens, costruita nel 1979 dal Cantiere De Vita e Pellegrino di Marsala. Proprietà e cura sono una combinazione visibile: il medico chirurgo imperiese Alessandro Casano ha affidato la conduzione a Mario e Andrea Quaranta del cantiere Sibma Navale di Imperia, che ne hanno curato assetto e finiture.
Con vento sui 7-8 nodi Libra ha mostrato la duplice natura del Lightning: manovrabilità in regata e comfort da daysailer per uscite più tranquille. A fare la differenza sono stati piccoli dettagli pratici, risultati di mesi di lavoro in cantiere: sartie e armo regolati con attenzione, scotte e randa ritoccate per ottenere equilibrio tra velocità e stabilità, e una cura particolare delle superfici in lamellare che mantiene la risposta dello scafo senza tradire l'aspetto storico.
La vittoria in tempo reale e in compensato, insieme al premio Glamour assegnato con il Flying Fifteen Elvira (1963), premia non solo il risultato in regata ma anche la lettura estetica e il rigore nel restauro: la giuria ha valutato assetto, coerenza storica e qualità delle finiture oltre alla performance pura.
Le regate della domenica hanno chiarito le gerarchie nelle singole categorie. Libra si è imposta tra le derive in legno, mentre nel gruppo bulbi la barca più veloce è risultata la Deneb (Star) di Paolo Saccenti. Tra gli scafi in vtr ha vinto R&B (Alpa Esse) di Roberto Zanardi. In tempo compensato la classifica delle derive ha visto al secondo posto il Princess (Finn) 1966 e al terzo il Gagà (Dinghy 12’).
I premi speciali hanno valorizzato storia e aspetto. Al Princess è andato il trofeo «La Fanciulla di Puccini» per l'equilibrio tra storia, eleganza e autenticità dopo un restauro durato due anni e mezzo curato dal proprietario Vittorio Santerini. L'ASDEC ha riconosciuto il Vaurien del 1985, rimasto nella stessa famiglia dal varo, come esempio di continuità d'uso e manutenzione familiare.
La sfilata delle imbarcazioni davanti al Belvedere Puccini, il 25 aprile, ha mescolato sport e turismo: il pubblico ha seguito presentazioni storiche e l'ingresso in acqua del gruppo costumi Ventaglio d’Argento. L'atmosfera ha cambiato ritmo la sera, quando su una piattaforma galleggiante la violinista Ester Saccenti e la pianista Giulia Santabarbara hanno proposto trascrizioni di arie pucciniane, con il suono che si spandeva sull'acqua.

La domenica mattina la visita alla casa-museo di Puccini ha preceduto il briefing tecnico e la conferenza «Gli ultimi giorni di Puccini. Turandot il sogno incompiuto», che ha ricondotto l'attenzione dal gesto sportivo alla memoria locale. Il percorso di regata ha lambito ville e siti storici come Villa Orlando, Villa Ginori-Lisci e il Casino da Caccia, trasformando la competizione in una lettura del paesaggio e del patrimonio.
Dal lato tecnico, l'evento ha evidenziato come la manutenzione conservativa influisca direttamente su prestazioni e valutazione estetica delle derive in legno. Lavori su sartie, armo, impregnazioni e finiture non sono dettagli secondari: cambiano la risposta dello scafo e la percezione della barca sia in regata sia in mostra.
La giuria, formata da professionisti dell'architettura navale e della vela storica, ha applicato criteri che misurano insieme funzionalità e autenticità. Questo approccio tende ad attrarre equipaggi attenti al restauro e cantieri specializzati, aprendo la strada a possibili collaborazioni future con musei nautici e programmi di conservazione del patrimonio della costa ligure e toscana.
La terza edizione ha lasciato sul lago una scia di legno lucidato, spartiti e memorie. Rimane aperta la questione tecnica e culturale che il raduno pone agli armatori e agli appassionati: come mantenere criteri di autenticità senza rinunciare a sicurezza e piena fruizione in acqua? Sarà questo il filo che guiderà le prossime edizioni e le collaborazioni progettuali che seguiranno.
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