Stella Polare: la campagna 2026 riparte da Valdettaro
Il yawl bermudiano del 1965 torna in mare dopo lavori strutturali al Cantiere Valdettaro e imbarca 24 allievi per 3.300 miglia in Mediterraneo
Il yawl bermudiano del 1965 torna in mare dopo lavori strutturali al Cantiere Valdettaro e imbarca 24 allievi per 3.300 miglia in Mediterraneo
Stella Polare, yawl della Marina Militare lungo 21,47 m e con oltre 200 m² di vela, è pronta alla Campagna Addestrativa 2026 dopo interventi al Cantiere Valdettaro. Dal 1° luglio affronterà 80 giorni di navigazione, 15 porti e 3.300 miglia con 24 aspiranti guardiamarina; in programma un incontro a Cagliari a metà settembre con altre unità storiche. Valdettaro ha inoltre eseguito restauri su Penelope, Corsaro II, Artica II, Vera Mary e altri scafi, e prosegue la formazione dei futuri Maestri d’Ascia.
Stella Polare riparte dal cantiere che più di ogni altro la tiene viva: una barca del 1965 diventa il laboratorio di una tradizione ancora operativa.
La contraddizione è netta fin dal primo sguardo: uno yawl in legno, varato oltre mezzo secolo fa, non è un pezzo da esposizione. È una nave scuola che ha chiuso i cantieri con nuovi impianti e superfici riverniciate, pronta a prendere il mare per un percorso di 80 giorni e quasi 3.300 miglia, con tappe che andranno dall’Italia al Nord Africa e oltre.
Il ritratto di Stella Polare
La Stella Polare è uno yawl bermudiano lungo 21,47 metri, nato dal progetto dello studio Sparkman & Stephens e costruito dal cantiere Sangermani nel 1965. Con oltre 200 metri quadrati di vela mantiene linee d’acqua e soluzioni costruttive che parlano di regate d’altura e di addestramento d’altri tempi: scafo in fasciame, attrezzature robuste, una disposizione degli interni pensata per durare e per insegnare.
Negli ultimi interventi al Cantiere Valdettaro la barca ha ricevuto un nuovo impianto elettrico, la ricostruzione dei cielini ammalorati, rinforzi ai basamenti dei candelieri, la revisione del motore entrobordo e una riverniciatura dello scafo. Il coordinamento tecnico dei lavori è stato curato da Alessio Donno, Direttore Operativo del Gruppo Valdettaro, con la supervisione dell’ebanista e Maestro d’Ascia Daniele Pollastro. Sono interventi che non cambiano l’identità del legno e delle forme, ma ne prolungano la vita operativa.
La Stella Polare non è nuova a rotte impegnative: ha regatato in passato in prove di altura come Bermuda–Travemünde nel 1968 e Plymouth–Tenerife nel 1970. Oggi torna a essere piattaforma didattica, imbarcando gli allievi dell’Accademia Navale di Livorno per farne, ancora una volta, scuola di mare.
La campagna addestrativa 2026: rotta e numeri

La Campagna Addestrativa comincerà il 1° luglio. Per ottanta giorni la nave scuola porterà a bordo 24 Aspiranti Guardiamarina del terzo anno, suddivisi in tre gruppi da otto, con scali programmati in 15 porti tra Italia, Algeria, Spagna, Marocco e Francia. L’itinerario include Ventotene, Gaeta, Livorno, Cagliari, Algeri, Orano, Malaga, Casablanca, Càdiz, Cartagena, Alicante, Valencia, Tarragona, Tolone e Imperia.
Il comando dell’unità è affidato dal 28 agosto 2024 al Capitano di Corvetta Michele Erra; il ruolo di Nostromo è ricoperto dal 2° Capo Aiutante Nocchiere Gennaro Vicino. A metà settembre a Cagliari è previsto un incontro con altre unità storiche: il veleiro Vespucci, la goletta Palinuro, lo yawl Corsaro II e il cutter Chaplin scaglioneranno arrivi e attività dimostrative.
Ogni scalo non sarà solo una sosta tecnica: imbarco, sbarco e dimostrazioni pratiche faranno da vetrina all’addestramento a bordo, lasciando ai cittadini e agli appassionati la possibilità di vedere da vicino come la pratica marinara si trasmette tra generazioni.
Valdettaro: cantieristica, restauri e formazione
Il Cantiere Valdettaro ha lavorato su più fronti, non limitandosi alla Stella Polare. Tra gli interventi più recenti figurano lavori sulla goletta aurica Vera Mary (fasciame dell’opera viva e riparazione dell’albero di trinchetto), il rifacimento della tuga di Penelope, la ristrutturazione di tuga, scafo e coperta per lo Corsaro II e la sostituzione di fasciame in mogano su Artica II, con ripristino di infiltrazioni. In cantiere sono passati anche la Freya, lo Umiak Secondo e il motoryacht Bradamante.

Le operazioni eseguite richiedono una miscela di tecniche tradizionali e procedure moderne: lamature e carteggiature per preparare le superfici, sostituzione accurata del fasciame quando il legno ha perso capacità portante, consolidamento degli elementi strutturali e aggiornamento degli impianti elettrici e meccanici. Ogni fase procede con sequenze precise e richiede competenze specializzate; per questo il cantiere ha anche ampliato gli spazi hospitality nella palazzina uffici, per accogliere comandanti e armatori durante i lavori.
La manutenzione, qui, è anche formazione. Il Maestro d’Ascia Daniele Pollastro affianca il giovane allievo Gabriele Bernasco, classe 2006, in un trasferimento di saperi che passa dal tratto della sgorbia alla misurazione dei carichi. È un percorso che porta competenze pratiche e, per chi lo completa, la possibilità di inserirsi in un mestiere tecnico e raro.
La partecipazione alle Vele d’Epoca dell’Alto Tirreno – Trofeo Valdettaro, che ogni maggio si svolge alle Grazie di Porto Venere, funge da banco di prova: molte imbarcazioni restaurate rimettono in mare le strutture e testano i lavori nelle condizioni di navigazione reale, raccogliendo visibilità per il cantiere e per i proprietari.
Tre date segnano l’agenda immediata: il varo della campagna il 1° luglio 2026, il raduno di vele d’epoca a Cagliari a metà settembre e il 2027, quando il Cantiere Valdettaro festeggerà il suo 110° anniversario. Saranno momenti concreti per valutare la tenuta degli interventi, la riuscita della formazione delle nuove maestranze e la capacità delle imbarcazioni storiche di continuare a navigare senza perdere la propria identità.
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