Capraia Sail Rally 2026: Mabelle trionfa nel Challenge dei Cavalieri
Il 6° appuntamento per vele d’epoca e classiche ha riunito 21 barche: vittorie per Mabelle, Ilda, Crivizza e Gazell; esordio di El Oro
Il 6° appuntamento per vele d’epoca e classiche ha riunito 21 barche: vittorie per Mabelle, Ilda, Crivizza e Gazell; esordio di El Oro
Il 6° Capraia Sail Rally (11–14 giugno 2026) ha visto la vittoria del Sangermani Mabelle (1973) nel Challenge Nobile Ordine Marittimo Cavalieri di Capraia. Hanno vinto inoltre la “regata inversa” Ilda (1946), lo Yacht Classici Crivizza (1966) e lo Yacht d’Epoca Gazell (1935). Ventuno le imbarcazioni partecipanti, formule di gara: multipartenza, regata costiera e regata a bastone; il 20,72 m australiano El Oro ha partecipato per la prima volta.
Contraddizione apparente: il Capraia Sail Rally mette il cuore nella tradizione e la misura in strumenti moderni. La vittoria del Challenge Nobile Ordine Marittimo Cavalieri di Capraia è andata al Sangermani Mabelle del 1973, ma il responso è nato dall’incrocio tra letture digitali sull’App Garmin Navionics Boating e manovre eseguite con tecniche antiche di cantiere.
Questa tensione fra passato e presente non era un dettaglio estetico: ha guidato scelte tattiche, giudizi di regata e la gestione delle partenze. I risultati finali raccontano una competizione che ha misurato velocità e regolarità, ma anche la cura verso scafi che conservano trame costruttive di decenni diversi. Il contrasto ha funzionato come motore narrativo e operativo dell’evento.
Dal 11 al 14 giugno 2026 l’Associazione Vele Storiche Viareggio ha raccolto in banchina 21 imbarcazioni, lunghe tra 9,25 e 23,50 metri. Il più anziano scafo presente era Patience, varato nel 1931. Le prove in calendario hanno previsto due regate costiere e un rally d’avvicinamento all’isola impostato in multipartenza: i venti sono rimasti dai quadranti settentrionali con intensità attorno ai 10–15 nodi, condizioni che hanno trasformato ogni prova in un esercizio tattico distinto.
La multipartenza ha fatto leva su una combinazione di gestione tradizionale della barca e telemetria di bordo: ogni imbarcazione ha dovuto rispettare l’intervallo di due ore previsto per la prova, documentando percorso e tempo mediante registrazioni GPS sull’App Garmin Navionics Boating. Così la classifica ha incrociato il cronometro umano con i dati digitali, rendendo necessarie verifiche incrociate e una stretta collaborazione tra equipaggi e staff di regata.
Le regate costiere hanno richiesto manovre lunghe e scelte di rotta delicate: la bolina larga con Maestrale a tratti più deciso ha premiato equipaggi in grado di mantenere velocità costante ma anche di interpretare le variazioni di pressione. La “regata a bastone”, invece, ha messo in risalto la prontezza negli allunghi e nelle virate, trasformando il campo in un banco di prova per timonieri e tattici.
Il trofeo principale, il Challenge Nobile Ordine Marittimo Cavalieri di Capraia, è finito sulle sartie di Mabelle (Sangermani, 1973), progetto Dick Carter. Costruita in tre strati di pino su ordinate in acacia, Mabelle ha chiuso la prova con una velocità media di 6,5 nodi, macinando miglia di bolina larga con Maestrale intorno ai 15 nodi. Il refitting al cantiere Servizi Nautici del maestro d’ascia Giuseppe Frassi, eseguito nel 2024, ha ridato efficienza allo scafo senza cancellare la sua fisionomia d’epoca.

Sabato 13 la “regata inversa”, impostata con partenze scaglionate secondo handicap per favorire arrivi ravvicinati, ha consegnato il Trofeo Challenge Isola di Capraia Classic al cutter Ilda (1946). Con i suoi 11,20 metri e la poppa a canoa firmata William Atkin, Ilda ha saputo sfruttare il calcolo degli handicap e una conduzione attenta nell’ultima bolina per scavalcare avversarie più lunghe.
Le classifiche tecniche hanno premiato le diverse nature della flotta: nella categoria CIM Yacht Epoca ha primeggiato Gazell (1935), mentre lo scafo più performante tra gli Yacht Classici è stato Crivizza (1966). Il Trofeo Challenge del Cavaliere Nero, pensato per celebrare lo spirito di partecipazione oltre il piazzamento, è andato a Magim (1979), gesto che ha avuto riscontri entusiasti tra armatori e spettatori.
Le imbarcazioni hanno composto un vero e proprio Museo Galleggiante lungo la banchina principale del Marina di Capraia: ogni scafo esibiva cartellonistica storico‑tecnica con dati su progettista, anno di varo e materiali. La funzione espositiva ha accompagnato i momenti di collegamento tra equipaggi e pubblico, trasformando il porto in un piccolo osservatorio di tecniche costruttive e stili nautici.
Tra le novità l’esordio del ketch El Oro (1975), 20,72 metri, costruito in lamellare di mogano dal cantiere Nautic Saintonge su progetto di Georges Auzépy‑Brenneur. Imbarcazione con passaporto regatante internazionale e trascorsi offshore come la ARC e la Newport–Bermuda, El Oro ha portato in flotta un profilo diverso, più adatto a lunghe traversate e a ritmi da oceano, che ha creato un contrasto interessante con gli scafi peninsulari più corti e manovrieri.

La Marina Militare ha marcato la propria presenza con tre unità Vele Storiche Viareggio: Corsaro II (1960), Artica II (1956) e Penelope (1965). Il Corsaro II ha visto il cambiamento di comando, con il nocchiere Massimiliano Saffer affiancato dal Capitano di Corvetta Bartolomeo Mazza, reduce dall’imbarco sull’Amerigo Vespucci dopo un giro del mondo che ha aggiunto un ulteriore elemento di esperienza alla gestione d’equipaggio.
La logistica a terra e la redazione delle classifiche sono state curate dallo staff operativo di Vele Storiche Viareggio. Il presidente Gianni Fernandes ha evidenziato l’equilibrio tra agonismo e aggregazione che ha caratterizzato questa edizione, richiamando l’attenzione sulla qualità delle prove e sulla collaborazione tra giudici, equipaggi e tecnici di supporto.
Organizzazione e patrocinatori hanno garantito servizi, materiali tecnici e assistenza in mare: Regione Toscana, Comune di Capraia Isola, Nobile Ordine Marittimo Cavalieri di Capraia, Federazione Italiana Vela e associazioni internazionali hanno contribuito al calendario degli eventi e alle premiazioni, mentre gli sponsor tecnici hanno sostenuto classifiche e forniture operative.

Accanto alle prove agonistiche, il programma collaterale ha previsto convivialità per gli equipaggi, musica dal vivo e uno scambio di doni commemorativi tra armatori e membri del Comitato di Regata, presieduto dal Giudice FIV Alessandro Beppi. Quelle serate hanno consolidato rapporti e favorito il confronto tecnico informale che spesso genera idee e progetti per le stagioni successive.
Parte della flottiglia ha quindi proseguito verso Portoferraio, all’Isola d’Elba, trasformando il rientro in una veleggiata d’altura: la navigazione prolungata ha esteso l’esperienza agonistica su rotte costiere più lunghe, con la stessa attenzione al rispetto dell’imbarcazione e alla gestione delle risorse di bordo che aveva contraddistinto le prove ufficiali.
Codice tecnico finale: CIM (Comitato Internazionale del Mediterraneo) rating.
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