Vendée Arctique: Frankie risale verso il Circolo Polare Artico
Francesca Clapcich su 11th Hour Racing in quinta posizione a 110 miglia dal cancello artico; boa meteorologica lanciata verso Météo France
Francesca Clapcich su 11th Hour Racing in quinta posizione a 110 miglia dal cancello artico; boa meteorologica lanciata verso Météo France
Dopo quattro giorni di regata Francesca Clapcich su 11th Hour Racing è quinta nella Vendée Arctique, a circa 110 miglia dal cancello posto sulla latitudine del Circolo Polare Artico. La skipper italo‑americana naviga di bolina verso il punto più settentrionale della rotta, sfruttando un flusso da nord‑ovest in avvicinamento alla depressione a est dell'Islanda. Durante la notte ha affrontato raffiche fino a 32 nodi; oggi ha lanciato una boa meteorologica da 28 kg che trasmetterà dati a Météo France.
Vendée Arctique, giorno quattro: a bordo di 11th Hour Racing la temperatura è artica e la distanza dal cancello sulla latitudine del Circolo Polare resta di circa 110 miglia. Frankie procede di bolina, attenta a ogni variazione del vento mentre il mare continua a raccontare la sua forza.
La notte precedente è stata segnata da raffiche fino a 32 nodi e da onde importanti al largo della costa nord‑orientale dell’Islanda. L'attività continua, non spettacolare ma determinata: ogni manovra viene valutata con cura, ogni aggiustamento della vela pesa sulla velocità e sulla conservazione dell'energia dell'equipaggio. La barca avanza con calma relativa, ma il ritmo interno dell'equipaggio resta serrato.
Il leader, Sam Goodchild su MACIF Santé Prévoyance, ha già virato verso sud e apre una finestra tattica diversa rispetto a chi, come Clapcich, sta risalendo verso il punto più settentrionale. 11th Hour Racing conserva la quinta posizione; la distanza di circa 26 miglia sul quarto in classifica, Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI, è sufficiente per tentare una scelta di rotta meno convenzionale ma con potenziale vantaggio.
La tattica adottata è chiara nella testa della skipper: aggirare la depressione da ovest invece che da est. È una soluzione meno comoda, impone bordi più lunghi e un lavoro di trim costante, ma promette l'ingresso in un flusso da nord‑ovest che si sta consolidando. L'intento è prendere un salto del vento verso destra, entrare con le mure a dritta e sfruttare una finestra per avanzare più rapidamente verso la latitudine alta. Ogni decisione è misurata anche in funzione della stanchezza: dopo giorni in solitario, la gestione delle forze è parte integrante della strategia.
Nel breve termine la previsione di vento è instabile; i rinforzi e i cali si alternano. Per questo la tattica non è un piano rigido ma una serie di aggiustamenti: piccoli cambi di prua, timing delle virate, uso dei fiocchi e controllo della deriva. La sensibilità della barca alle scelte di rotta emerge chiaramente, e saranno proprio quelle decisioni fini a determinare lo sviluppo della classifica nei prossimi giorni.
Non tutto è fatto di numeri e grafici: la navigazione porta anche immagini che restano. Clapcich ha raccontato avvistamenti di numerosi pulcinella di mare ‘‘pinguini volanti’’, che hanno accompagnato la barca sulla cresta delle onde. Questi incontri, brevi e intensi, alleggeriscono la solitudine e ricordano quanto il mare sia teatro di vita, anche nelle sue parti più dure.
Il freddo ha limitato le uscite sul ponte: la maggior parte del tempo viene trascorsa all'interno dell'IMOCA per proteggersi dall'aria tagliente. Le routine sono più essenziali che in altri momenti della stagione: pulizia rapida, controlli di strumentazione, gestione delle vele e pause programmate per non cedere allo stress fisico. La scelta della rotta verso sud, dopo il passaggio del cancello artico, è già sul tavolo: due opzioni principali si profilano.

La prima è più conservativa e passa all'esterno, a ovest della costa settentrionale dell'Irlanda; la seconda è più diretta e passa tra l'Irlanda del Nord e la Scozia attraverso il Canale del Nord, entrando nel Mare d'Irlanda. La seconda può dare vantaggio in termini di miglia, ma è più stretta e richiede precisione e nervi saldi dopo giorni di navigazione intensa. Per ora la scelta resta sospesa, vincolata agli sviluppi del vento e alla necessità di minimizzare il rischio operativo quando la fatica aumenta.
Alle 10:45 CEST di oggi Clapcich ha lanciato una boa meteorologica da 28 kg con un’ancora galleggiante lunga 15 metri. Lo strumento misurerà pressione atmosferica, temperatura della superficie oceanica e correnti a 15 metri di profondità, e trasmetterà i dati in tempo reale all'ente meteorologico francese. L'operazione è stata eseguita con routine collaudata: fissaggio, rilascio e controllo della telemetria, il tutto con la precisione richiesta in condizioni fredde e mosse.
Prima del lancio la skipper ha lasciato due messaggi personali: uno alla figlia, per stimolarne la curiosità verso il mondo, e uno che sottolinea il valore della scienza come strumento per conoscere gli oceani. Il gesto unisce l'aspetto agonistico della regata con un contributo operativo alla raccolta di dati oceanografici, utili per le previsioni e per la comunità scientifica.

La presenza di boe e osservazioni in tempo reale è ormai pratica consolidata nelle regate d’altura: i rilievi raccolti aiutano i modelli previsionali e aumentano la qualità delle analisi su campi barici che cambiano rapidamente nell'Atlantico settentrionale. In questa fase, i dati forniti dalla boa potrebbero risultare particolarmente utili per affinare le scelte tattiche, nonché per le stime di comportamento della flotta attorno alla depressione.
Sul piano umano, il giorno è stato segnato da un messaggio di cordoglio diffuso a bordo per la scomparsa di Charlie Dalin, figura nota nel circuito IMOCA. Le parole rivolte a lui hanno richiamato la dedizione al lavoro e l'impatto personale su chi ha navigato al suo fianco. Momenti così interrompono il ritmo della regata: ricordano che, oltre alla competizione, ci sono legami profondi tra chi vive il mare a livello professionale.
La navigazione proseguirà con la flotta che si avvicina al cancello virtuale del Circolo Polare Artico: i prossimi giorni metteranno alla prova abilità tattiche, resistenza fisica e capacità di gestione delle barche in condizioni fredde e spesso instabili. Le decisioni prese ora, supportate dai dati inviati dalla boa, diranno chi saprà sfruttare le aperture di vento e chi invece pagherà le scelte più aggressive.
Codice tecnico di riferimento: classe IMOCA 60, sistema di rilancio dati via buoy, telemetria meteorologica diretta a Météo France.
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