TP52 Alkedo: quinto al Mondiale di Porto Cervo
Alkedo powered by Vitamina chiude il Rolex TP52 World Championship a tre punti dal podio; la squadra torna in regata il 20 luglio alle Canarie
Alkedo powered by Vitamina chiude il Rolex TP52 World Championship a tre punti dal podio; la squadra torna in regata il 20 luglio alle Canarie
Alkedo powered by Vitamina, timonato da Andrea Lacorte, ha conquistato il quinto posto al Rolex TP52 World Championship di Porto Cervo dopo nove regate in vento medio-leggero. Terzo tra gli owner-driver, lo scafo conferma la sua consistenza nella 52 Super Series e tornerà in acqua dal 20 al 25 luglio per la terza tappa a Lanzarote.
TP52 Alkedo ha chiuso il Rolex TP52 World Championship di Porto Cervo al quinto posto, a soli tre punti dal podio, dopo una serie di regate che hanno sollecitato ogni aspetto delle scelte di bordo.
Nove prove, vento mediamente leggero e una flotta di quindici equipaggi pronti a sfruttare ogni piccola variazione: il campo di regata sardo ha consegnato manches in cui la lettura del vento e la pazienza tattica hanno spesso contato più della pura velocità monobordo. Chi ha saputo limitare gli errori è rimasto nella parte alta della classifica; chi ha provato mosse audaci, talvolta ha guadagnato, altre volte ha pagato caro.
Al timone di Alkedo powered by Vitamina c’è Andrea Lacorte, che conduce lo scafo anche nel ruolo di owner-driver. La barca si è presentata con un gruppo di lavoro consolidato: in pozzetto il tattico neozelandese Cameron Appleton e lo stratega portoghese Alvaro Marinho, affiancati da specialisti dedicati al trim, al gennaker e alla gestione della deriva. La loro esperienza ha fatto la differenza nelle transizioni tra andature e nelle fasi di manovra serrata.
Nei giorni di regata si è visto un mix di decisioni conservative e tentativi di spinta: alcune partenze sono state dominate dalla prudenza, altre dalle scelte aggressive. Quando i gradienti di pressione si sono manifestati in modo netto, chi ha saputo interpretare i salti di vento ha guadagnato terreno; in altri momenti la continuità delle procedure di bordo ha limitato le penalità e mantenuto lo scafo tra i primi.
Il Rolex TP52 World Championship ha messo in campo atleti con curriculum importante, tirando fuori un livello tecnico elevato e una varietà di approcci al set-up delle imbarcazioni. La presenza di quindici scafi ha dato ritmo alle giornate: le scelte su foil management, assetto di deriva e decisioni sulle vele sono state appuntamenti quotidiani in pozzetto.
In condizioni leggere la sfida diventa soprattutto un esercizio di precisione. Per Alkedo questo si è tradotto nella necessità di calibrare trimming e rotazioni di chiglia ogni volta che il vento ha mostrato le sue micro-oscillazioni. Non era sufficiente massimizzare la velocità su un bordo: la sfida era rimanere dentro la finestra giusta di pressione e non perdere il filo con chi, attorno, anticipava il prossimo salto.
Le singole prove sono state decise da dettagli: la prima battuta in partenza, la scelta del lato del campo e la capacità di leggere gradienti locali. Quando il vento si è stabilizzato attorno agli 8–12 nodi, la scelta della rotta più pulita e il posizionamento rispetto ai rivali hanno contato tanto quanto la velocità istantanea. In altre fasi, invece, una rotazione improvvisa ha ribaltato ordini di arrivo che parevano già segnati.

Alkedo ha evidenziato forza nelle partenze, dimostrandosi pronta al matching boat, ma ha pagato occasioni in cui la prudenza ha prevalso sull’iniziativa. È stata una partita fatta di micro-decisions: cambiare un angolo di virata, posticipare una drittezza, spostare un bordo di un paio di lunghezze. Quelle piccole azioni, sommate, hanno tracciato la linea del risultato finale.
L’equipaggio ha visto alternarsi ruoli chiave: oltre a Lacorte, Appleton e Marinho, a bordo hanno lavorato Matteo De Luca, Alberto Bolzan, Luke Molloy, Lorenzo Mazza, Pablo Torrado, Stefano Ciampalini, Nicholas Brezzi, Nicolò Sanfelici, Giovanni Bucarelli, Massimo Gherarducci e Chris Brittle. È una squadra che mescola esperienza internazionale e familiarità con il circuito, e che ha fornito risposte rapide quando le condizioni lo hanno richiesto.
Al termine della seconda tappa stagionale Alkedo occupa la terza posizione provvisoria nella classifica generale della 52 Super Series. Il calendario non concede lunghe pause: dalla Sardegna si guarda già alla tappa successiva, in programma dal 20 al 25 luglio a Lanzarote, Isole Canarie.

Il trasferimento verso l’ambiente atlantico porterà condizioni diverse: venti più tesi, maggiore fetch e variazioni termiche che richiedono set-up differenti. Per un team come Alkedo sarà tempo di testare alternative di vele, rifinire la comunicazione timoniere-tattico e adattare piccoli dettagli di assetto che, alle Canarie, possono tradursi in guadagni significativi.
La continuità del programma gioca a favore: regate ravvicinate impongono rapidità nel processo decisionale e una logistica di supporto efficiente, con attenzione a manutenzione scafo, controllo vele e ricambi. La capacità di tradurre in pratica le soluzioni provate in allenamento diventa essenziale quando la flotta è corta e gli avversari padroni delle stesse risorse tecniche.
Porto Cervo resterà nelle note della stagione per la qualità del campo di regata e l’equilibrio tra le barche in gara. Per Alkedo il quinto posto è il risultato di una stagione che continua a mostrare coerenza: la squadra ha saputo mantenere un livello che la lascia pronta a provare il salto verso le posizioni che contano, una regata alla volta.
Confronto rapido con il passato: Porto Cervo conferma il ruolo di prova tecnica che premia la regolarità; per Alkedo l’esito è vicino alle recenti performance di vertice nella flotta TP52, con margini di classifica ristretti e una competizione sempre più compressa.
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