Range Rover Sardinia Cup: RocketNikka e Nola Team in gara
Dopo 14 anni lo Yacht Club Costa Smeralda riaccende la Sardinia Cup: dieci squadre, 20 barche e una settimana con costiere, offshore da 150 miglia e match alle boe.
Dopo 14 anni lo Yacht Club Costa Smeralda riaccende la Sardinia Cup: dieci squadre, 20 barche e una settimana con costiere, offshore da 150 miglia e match alle boe.
La Range Rover Sardinia Cup riparte a Porto Cervo con dieci team e 20 imbarcazioni. Attese prestazioni di RocketNikka (Wallyrocket51) dello Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa e del Nola Team (Fast 40+). Il programma prevede regate costiere, una prova offshore di circa 150 miglia e più prove sulle boe; la classifica finale per club sarà determinata dalla combinazione dei risultati nelle classi SC1 e SC2.
Una manifestazione assente dal calendario per quattordici anni torna senza nostalgia e con un formato che mescola offshore e match race: la Range Rover Sardinia Cup riapre le banchine di Porto Cervo con dieci squadre e venti barche pronte a contendersi un trofeo nato nel 1978.
La contraddizione è immediata: una storia che pare guardare al passato ma che arriva in acqua con scafi ultramoderni e scelte tattiche votate alla versatilità. La spiegazione è nella formula: prove costiere, una lunga offshore e regate alle boe disegnano una settimana che giudica insieme velocità pura, gestione degli equipaggi e resistenza delle macchine.
Domani scatta la prima giornata ufficiale: dieci team schiereranno venti barche. Tra i nomi in evidenza c’è lo Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa, con l’armatore e presidente Roberto Lacorte al timone della Wallyrocket51 RocketNikka del Nikka Racing Team. La barca, lunga poco meno di 16 metri, porta la firma congiunta di Botin Partners, Wally Design Team e Studio Santa Maria Magnolfi, costruita da Wally Yachts.
Accanto a RocketNikka si schierano i protagonisti del Nola Team, su un Fast 40+ di proprietà degli armatori estoni Taavet Hinrikus e Margus Uudam. Il tattico a bordo è il portoghese con esperienza olimpica Hugo Rocha. Le due barche gareggeranno in classi diverse: RocketNikka in SC1, Nola Team in SC2; la classifica per club nasce dalla combinazione dei piazzamenti nelle rispettive classi.
RocketNikka ha già messo alla prova le proprie ambizioni: il recente terzo posto al Campionato del Mondo ORC di Sorrento ha segnato il battesimo agonistico dello scafo e ha dato indicazioni utili su assetti e routine di regata. L’equipaggio include figure di esperienza come il tattico Lorenzo Bressani e il navigatore Silvio Arrivabene, elementi che bilanciano lo slancio della barca con conoscenza dei campi di vento del Mediterraneo.
La settimana è costruita per premiare completezza. Si parte con una costiera, poi mercoledì è in programma l’unico segmento offshore di circa 150 miglia, che mette sul piatto affidabilità e senso della rotta a lungo raggio. Venerdì sono previste due prove alle boe, il sabato un’altra costiera, mentre domenica si chiude con le ultime manches alle boe e la premiazione.
Quel percorso lungo è la variabile che può ribaltare una classifica apparentemente definita dopo le costiere: è lì che emergono le scelte di assetto, la capacità di leggere le vele in condizioni variabili e la logistica di bordo. Un’imbarcazione costruita per la velocità pura deve dimostrare di saper mantenere ritmi sostenuti per molte ore senza perdere la finestra tattica sulle boline e le poppe lunghe.

Le brevi prove alle boe, al contrario, costringono a manovre rapide, scelte istintive e una pazienza tattica diversa. Alternare quei due mondi non è banale: gli assetti velici e le priorità dell’equipaggio cambiano in profondità tra una prova e l’altra.
La formula a squadre sposta l’attenzione dal singolo fuoriclasse al rendimento aggregato. Per il punteggio del club conta piazzare bene entrambe le barche nelle rispettive classi; un successo individuale non basta se la compagna di squadra resta indietro. Questo fatto rimette in gioco la pianificazione: scelta degli equipaggi, rotazione dei ruoli, gestione delle vele e della manutenzione fra una prova e l’altra diventano elementi decisivi.
RocketNikka porta in acqua soluzioni progettuali pensate per incrementare la velocità senza compromettere la solidità in andature miste: scafo performante, piano velico studiato per essere efficace in ampio spettro e apparati che riducono i tempi di manovra. L’impronta di Botin e del Wally Design Team si legge nelle scelte tecniche che cercano equilibrio tra rigidità strutturale e leggerezza funzionale.
Il Nola Team, con il suo Fast 40+, ha un diverso equilibrio: ricerca il compromesso tra marcia e manovrabilità, ideale quando si alternano costiere e prove alle boe. L’esperienza di un tattico come Hugo Rocha è una risorsa nelle micro-scelte: posizionamento nel campo di regata, gestione degli ingaggi in flotta e decisioni rapide al cancello di bolina sono ambiti dove l’esperienza fa la differenza.

Per i tecnici e gli armatori il banco di prova non è solo meteorologico. Conta la logistica: tempi di riassetto fra una prova e l’altra, ricambio veloce delle vele, coordinamento delle squadre a terra. Il club che riesce a essere più efficiente nelle procedure guadagna punti invisibili che poi emergono in classifica.
La Sardinia Cup ha una storia fatta di stagioni vivaci tra gli anni ’80 e ’90; questa riedizione mette alla prova la capacità del circuito mediterraneo di attrarre team internazionali e armatori disposti a divertirsi con assetti moderni su percorsi che chiedono ancora capacità tradizionali di navigazione.
La settimana metterà alla prova scafi ed equipaggi con scenari meteorologici e tattici variabili. Le scelte fatte nelle prime giornate — assetti, gestione delle vele, timing delle manovre — peseranno sulla classifica finale dei club, dove ogni errore si paga e ogni decisione vincente si somma. L’esito non racconterà solo la superiorità di una singola barca, ma la capacità di un club di pensare e agire come sistema.
Se la riedizione riuscirà a ritagliarsi uno spazio stabile nel calendario e a riportare al centro del Mediterraneo il mix di costiere e offshore che la rese riconoscibile, lo accompagneranno le prossime edizioni e le scelte organizzative dei club e dei cantieri.
Ti Potrebbe Interessare Anche
Harken nuovo Racing Partner della Foiling Week 2026
Tutti i verricelli Harken sono prodotti a Limido Comasco, dove finiscono anche i Captive winch destinati alle applicazioni più critiche: quel dato...
Flyer reunion: 16 ex equipaggi a Rotterdam
Flyer reunion a Rotterdam: sedici membri degli equipaggi dei leggendari Flyer 1 e Flyer 2 si sono ritrovati il 5 e 6 giugno 2026 nella sede del Royal Rowing...
Vendée Arctique: Clapcich quinta dopo 48 ore
Quasi 48 ore in mare eppure a pochi metri dalla scogliera: la contraddizione sintetizza la giornata della Vendée Arctique per Francesca Clapcich....
Trofeo Seven Stars: Chieffi e Corsi vincono a Viareggio
Trofeo Seven Stars deciso in quattro prove: la vittoria è andata a Enrico Chieffi e Manlio Corsi, che con tre successi parziali hanno chiuso la...
Trofeo del Timoniere: Sampiero vince a La Spezia
A ottobre, durante il Campionato Italiano di Trieste, verrà assegnato il titolo del Trofeo del Timoniere; la tappa di La Spezia disputata all’inizio...
RS21 Cup Torbole: Act 3, 12-14 giugno
L'apertura a Torbole della RS21 Cup comincia con il Pelèr che taglia la gola del lago: l'aria è fredda, le pareti rocciose la incanalano...
Campionato Italiano Dolphin 2026: Twister Sterilgarda
Quella domenica del 7 giugno 2026, tra le onde corte del Lago di Garda e il vento termico che cambiava direzione, si è decisa una stagione. Il Campionato...
Campionato Italiano Snipe 2026 a Maccagno
È già storia che torna a dialogare con il presente: l'Unione Velica Maccagno, fondata nel 1977, si prepara ad ospitare il Campionato Italiano...
Vendée Arctique: Clapcich sesta dopo il primo giorno
Il sole basso rifletteva sul mare mosso mentre la prua di 11th Hour Racing cercava ritmo: la barca scivolava con il J2, tagliando onde corte e spruzzi...