Range Rover Sardinia Cup 2026: Blue 26,4 nodi
Partenza rinviata più volte, quasi 130 miglia offshore con punte di 26,4 nodi: Blue del Bluenext Sailing Team e l'XR41 WB IX resistono a una notte di raffiche e ritiri
Partenza rinviata più volte, quasi 130 miglia offshore con punte di 26,4 nodi: Blue del Bluenext Sailing Team e l'XR41 WB IX resistono a una notte di raffiche e ritiri
La prova offshore della Range Rover Sardinia Cup 2026 ha messo alla prova gli equipaggi con raffiche iniziali fino a 40 nodi e oltre 30 nodi durante la notte; il TP52 Blue (Bluenext Sailing Team) ha toccato i 26,4 nodi e chiuso quinto in compensato nonostante la rottura del fiocco, mentre l'XR41 WB IX ha mantenuto prestazioni solide chiudendo settimo. Non tutti hanno portato a termine le quasi 130 miglia di percorso; la manifestazione riprende con prove a bastone scartabili.
26,4 nodi. È il picco registrato da Blue, il TP52 del Bluenext Sailing Team, durante la prova offshore della Range Rover Sardinia Cup 2026, una lunga quasi 130 miglia che ha messo fuori gioco diversi concorrenti per avarie tecniche. Quel numero, pronunciato ad alta voce sul ponte, ha cambiato il ritmo della notte: tra sprazzi di euforia e la consapevolezza che ogni nodo in più aggiunge stress a scotte, sartie e cuciture.
La giornata è iniziata tra incertezze. La partenza, prevista alle 12, è stata rimandata più volte mentre a Porto Cervo il vento collezionava raffiche vicino ai 40 nodi. Dopo riprogrammazioni alle 15, alle 18 e infine alle 20, le flotte sono uscite tra luce calante e mare già formato. La rotta ha imposto assetti esasperati: poppe lunghe, boline tese e continui cambi di vela con equipaggi costantemente sull'attenti.
Le quasi 130 miglia sono una sfida di resistenza tecnica oltre che di velocità. Tratti costieri alternati a lunghi laschi e boline hanno costretto a manovre ripetute e a trattenere il passo al limite. Quando la notte ha alzato l'andamento a raffiche oltre i 30 nodi, ciò che in condizioni normali resisteva si è rivelato vulnerabile: pulegge usurate, cuciture sotto carico, fiocchi sottoposti a sollecitazioni continue.
In pratica, la prova non ha premiato solo chi andava più veloce ma chi è riuscito a mantenere l'imbarcazione integra sotto sforzo prolungato. I ritiri registrati sono arrivati per guasti meccanici più che per scelte tattiche sbagliate. Una falla su un componente critico, su una poppa affrontata «a tutta», ha tolto dalla lotta chi avrebbe potuto restare nei primi gruppi.
Blue ha cavalcato la notte con aggressività controllata. Il team, guidato dall'armatore Bonfiglio Mariotti e con il tattico Afonso Domingos, ha spinto nelle poppe iniziali ottenendo passaggi avanti rispetto alle attese; la barca ha girato la boa di poppa tra i primi tre assoluti prima che la rottura del fiocco J2 instillasse prudenza. Il guasto, giudicato contenuto dall'equipaggio, ha però limitato la capacità di sfruttare ulteriori raffiche e di mantenere la scia dei migliori.
Nonostante il problema, Blue ha tagliato il traguardo chiudendo quinto in compensato e mantenendo una posizione solida nella classifica del gruppo SC1, dove il TP52 Ino Veritas del Royal Ocean Racing Club guida la graduatoria. Quel quinto posto nasconde la capacità del team di rimettere insieme un assetto competitivo anche dopo un’imprevista salita di tensione su attrezzature critiche.

L'XR41 WB IX dello Yacht Club Rimini ha dato un'altra lettura della notte: meno brillante in punta rispetto ai maxi come i TP52, ma estremamente costante. La barca ha sfiorato i 22 nodi in alcuni passaggi e ha raggiunto il porto senza danni degni di nota, chiudendo settima in compensato. Il tattico Lorenzo Bodini ha sottolineato la soddisfazione per un risultato che premia la solidità del progetto, ancor più rilevante visto che l'assetto non è ancora stato ottimizzato per il regolamento IRC.
Per WB IX la prova è stata una conferma pratica: con poche sbavature tecniche e una gestione dei carichi attenta, anche imbarcazioni non progettate per il massimo rendimento velocistico possono restare competitive in condizioni dure.
La graduatoria combinata dopo le prime tre giornate porta in testa il Royal Ocean Racing Club, con gli scafi Ran (IRC 41) e Galm (GP42) in posizione di forza. Lo Yacht Club Rimini si trova a metà classifica, al sesto posto. I risultati della costiera e della lunga sono non scartabili e questo pesa: ogni punto guadagnato o perso conta molto, e i team dovranno bilanciare prudenza e rischio nelle prossime prove.
La configurazione delle regate impone scelte nette: chi è davanti tenderà a proteggere il piazzamento, evitando manovre che espongano l'imbarcazione a stress inutili; chi è più indietro potrà scommettere su mosse aggressive nelle prove a bastone per recuperare terreno. La combinazione di prove lunghe e brevi mette sotto esame sia la robustezza delle barche sia la capacità degli equipaggi di cambiare ritmo.

Domani la Range Rover Sardinia Cup 2026 riprenderà con le prove a bastone: sono le uniche scartabili ai fini della classifica e, per questo, promettono scenari diversi. Partenze ravvicinate, cambi vela rapidi e battaglie di posizione in spazi ristretti renderanno fondamentali le micro-decisioni: un'accelerazione al momento giusto, una scelta di bordo azzeccata possono valere più di un braccio di forza in oceano.
Per chi è rientrato con danni lievi la banchina diventerà officina: sistemare una sartia, ricucire un bordo o ritensionare un fiocco farà la differenza tra partire il giorno dopo e restare fuori dalla gara. Per chi è arrivato integri, il lavoro sarà ottimizzare assetti e preservare il materiale, perché nelle prove brevi non c’è spazio per errori di affidabilità.
La scena finale del giorno di lunga resta impressa nei dettagli: il sale che punge la pelle dopo ore al vento, il colpo secco di un fiocco che stringe sotto sforzo, la scotta che vibra fino a emettere un suono metallico, il mare che batte contro il carbonio. Sono sensazioni concrete che restano, più dei numeri: raccontano quale tipo di equipaggio e quale tipo di barca hanno davvero retto il peso di una notte lunga e severa.
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