OM International Ledro Match Race — 12 equipaggi da 8 nazioni
Quindicesima edizione del match race italiano del World Match Racing Tour, in acqua J/22 e format classico con Round Robin e scontri diretti
Quindicesima edizione del match race italiano del World Match Racing Tour, in acqua J/22 e format classico con Round Robin e scontri diretti
Dodici skipper di otto nazioni si contenderanno la quindicesima edizione dell'OM International Ledro Match Race (18-20 giugno 2026) sul Lago di Ledro. In gara sei barche della Top 20 mondiale, flotta J/22, PRO Fabio Barrasso e team di umpire guidato da Martin Clasen. Format: Round Robin e knockout. In palio un trofeo nuovo di zecca e punti per il ranking internazionale.
Saranno tre giorni intensi, e già la mattina del primo giorno si capirà con che tono andrà la regata: una brezza fresca che incide le partenze o un pomeriggio capriccioso che costringerà a spostare i match. L'OM International Ledro Match Race torna in acqua dal 18 al 20 giugno 2026 con dodici equipaggi iscritti, provenienti da otto nazioni, pronti a contendere il titolo lasciato libero da Rocco Attili nell'ultimo albo d'oro.
Quindici edizioni alle spalle non significano routine. Significano storie accumulate: vittorie in rimonta, penalità decise in pochi istanti, decisioni arbitrali che hanno cambiato la traiettoria di una stagione. Sul Lago di Ledro la gara vive di particolari — le correnti di brezza, l'effetto delle rive, l'eco delle manovre sulle sponde — e ogni skipper lo sa: non è mai solo una questione di barca.
Dodici skipper selezionati per palmares e ranking si presenteranno sulla linea di partenza. Sei di loro rientrano nella Top 20 del World Match Racing Tour, un dato che sposta immediatamente l'asticella tecnica dell'evento. In testa alla lista c'è Christian Hamilton (GBR, ranking 6), atteso come favorito sulla carta; alle sue spalle nomi che non hanno bisogno di presentazioni: Timothée Rossi (FRA, 8), vincitore del Porto Montenegro Match Race 2025; Tom Foucher (FRA, 11); Eric Monnin (SUI, 12), presenza costante sul podio europeo; e Ange Delerce (FRA, 15), Youth World Champion 2023.
Non mancano interpreti di esperienze diverse: Lennard Bal (NED, 19) porta il piglio competitivo dei Paesi Bassi, Mati Sepp (EST, 30) arriva con la memoria delle sue vittorie a Ledro nel 2016 e 2018, e ci sono poi Angelos Papagerogiou (GRE, 36), Michal Gryglewski (POL, 49), Kristine Mauritzen (DEN, 84), Julia D'Amodio (FRA, 122) e l'italiano Riccardo Sepe (ITA, 192). La convivenza di veterani e giovani dà luogo a match dai sapori diversi: tattica studiata, nervi tesi, improvvisazioni che funzionano più spesso di quanto si creda.
Il programma seguirà il classico schema match race: apertura con Round Robin per calibrare la classifica, poi la fase ad eliminazione diretta fino alla finale uno contro uno. Il Round Robin non è solo una lista di risultati: è il terreno in cui si costruiscono le narrazioni della settimana — un errore pagato caro, una rimonta, un abbruciamento che cambia la fiducia nello skipper rivale.
La direzione di regata sarà affidata a PRO Fabio Barrasso, mentre i match saranno giudicati da un gruppo di umpire coordinati da Martin Clasen. Decisioni rapide e netti interventi sulle proteste sono parte del quotidiano: in match race, un penalty assegnato in tempo reale può ribaltare l'intero esito di una sfida. Ecco perché la presenza di arbitri esperti è garanzia di regolarità e di spettacolo pulito.
La flotta usata è la classe J/22, in configurazione standard. Barche identiche significano meno scuse e più confronto diretto: conta il talento del timoniere, la scelta del bordo, la capacità di gestire la poppa avversaria. Le mani scorrono sulle scotte, i timoni si cercano, le tattiche si adattano all'istante. Chi legge il lago prima e meglio vince spesso anche quando la partenza è sbagliata.

Giovedì 18 giugno la Cerimonia di Apertura nel tardo pomeriggio darà il via ufficiale: un momento aperto alla comunità velica e ai residenti, utile per misurare l'attenzione intorno all'evento. Venerdì, sabato e domenica saranno giornate piene di match, con slot pensati anche per recuperi in caso di salti meteorologici. La capacità di adattarsi al meteo è parte del mestiere organizzativo: a volte si regata all'alba, altre volte si rimanda all'ora in cui la brezza si fa più intuitiva.
La premiazione è fissata per domenica pomeriggio nella clubhouse dell'Associazione Vela Lago di Ledro, dove verrà consegnato un trofeo disegnato per questa edizione. Il riconoscimento è pensato per chi sa gestire lo spazio e le regole con rapidità, e porta con sé la patina delle giornate passate a ripetere partenze, rotte e manovre con la stessa determinazione di sempre.
Oltre alle regate, l'evento muove una macchina logistica fatta di movimenti continui: smontaggio e montaggio delle flotte, trasferimenti delle zattere di giuria, gestione degli orari di varo e alaggio. Anche questi dettagli raccontano il livello organizzativo che sta dietro a un evento Grado 2, e spiegano perché il lavoro sul campo sia talvolta più complicato della stessa regata.

La presenza dell'OM International Ledro Match Race nel calendario internazionale mantiene viva una tappa italiana valida per il circuito mondiale, offrendo punti e visibilità agli skipper impegnati nella lotta per il ranking. Avere sei team della Top 20 al via sposta inevitabilmente qualche equilibrio: risultati solidi a Ledro possono imprimere slancio alla stagione di chi riesce a sfruttare al meglio i tre giorni di regata.
Per il pubblico, il match racing significa spettacolo in formato concentrato: partenze al limite, duelli stretti, abbruciamenti chirurgici e penalità che esplodono in pochi istanti. In un bacino d'acqua ristretto come quello di Ledro, ogni metro guadagnato o perso si paga con decisioni sincrone e scelte immediate. La formula non ammette approssimazioni.
Dal punto di vista organizzativo, gestire campi di regata in acque interne comporta attenzione alle variabili microclimatiche: cambi di direzione della brezza, zone d'ombra del vento vicino alle rive, correnti di bolina diverse da una giornata all'altra. Saper programmare e avere margini di adattamento è ciò che distingue una manifestazione ben riuscita da una che produce più caos che regate.
Quando l'ultima buca sarà chiusa e il giudice di regata avrà spento il microfono, resterà qualcosa di tangibile: il sibilo della scotta che scorre veloce tra le mani, il metallo del tangone che sfrega piano contro il legno, la coperta ancora bagnata sotto i piedi. È quel rumore, quel contatto fisico con la barca, che segna la linea di demarcazione tra una gara e il mestiere di chi fa match racing per passione e professione.
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