Nastro Azzurro 2026: Assetto vince il 74° Dorigoni
A Riva del Garda venti imbarcazioni in acqua, percorso ridotto davanti a Navene e successi nelle classifiche ORC per Josephine e J/80 FVR
A Riva del Garda venti imbarcazioni in acqua, percorso ridotto davanti a Navene e successi nelle classifiche ORC per Josephine e J/80 FVR
Il 31 maggio 2026 la Fraglia Vela Riva ha organizzato la 74ª edizione del Nastro Azzurro-Trofeo Dorigoni: vittoria overall per l'Asso 99 Assetto di Michele Casali. Il podio ha visto GonfiGonfi e Blue Shark. Josephine ha vinto l'ORC Club; il J/80 FVR di Lorenzo Brando Chiavarini l'ORC Light, con Chiavarini premiato col Trofeo Galeotto.
Riva del Garda, 31 maggio 2026 – Il 74° Nastro Azzurro, affiancato al Trofeo Dorigoni, è partito dalla base della Fraglia Vela Riva e ha visto l'Asso 99 Assetto di Michele Casali imporsi sulla flotta.
Alla partenza si sono presentate circa venti imbarcazioni, un mix di derive, scafi dislocanti e plananti. La presenza numerica, più che un dato, è stata la trama attorno alla quale si è svolta la giornata: equipaggi intenti a regolare vele e interfacce, scelte rapide prima del segnale, occhi sempre rivolti alle linee del vento che animano il Garda.
Il percorso inizialmente previsto fino all'Isola dell’Olivo è stato ridotto: la linea d'arrivo è stata anticipata su una boa davanti a Navene. La scelta tecnica ha ristretto lo spazio tattico e ridotto i tempi di navigazione tra le bozze, trasformando la regata in una serie di sprint ravvicinati più che in un classico long course.
Partenze ravvicinate e marcature serrate hanno imposto decisioni istantanee su quale bordo privilegiare. In certi momenti la flotta si è compattata; in altri, piccoli scarti angolari hanno determinato passaggi al traverso e repentini cambi di ritmo. Non c'erano grandi pause: ogni boa ha significato un nuovo confronto, ogni bordo una possibile inversione di posizioni.
Il nuovo tracciato ha messo sotto esame soprattutto la capacità degli equipaggi di adattare trim e tattiche in tempo reale: regolazioni di randa e fiocco, tempismi nei cambi di bordo, attenzione alle correnti locali e alle turbolenze create dalle scie degli altri scafi. In questo contesto, le scelte più conservative hanno fruttato continuità; le scelte aggressive hanno pagato in presenza di traiettorie pulite.
L'Asso 99 Assetto ha forzato i tempi giusti e ha trovato traiettorie meno ostacolate, guadagnando spazi cruciali nelle fasi chiave. Il suo passo si è basato su cambi di bordo puntuali e su una gestione del piano velico che ha limitato le perdite nelle fasi di vento instabile.
Dietro di lui, il one‑off GonfiGonfi di Pinter ha mantenuto un ritmo costante e ha sfruttato le opportunità offerte dal nuovo percorso per avanzare nei momenti di congestione. In terza piazza il Dehler 33 Blue Shark di Lorenzo Rossi ha capitalizzato su partenze precise e scelte di rotta attente nei passaggi tra le boe.
La top five si è chiusa con il Farr 30 ITA‑3054 di Lambertenghi e l'Esse 7.50 Josephine di Michael Kock con al timone Dario Mamone. Le distanze tra gli arrivi sono rimaste ridotte: minuti e frazioni di minuti hanno separato i piazzamenti, con aggiustamenti sui tempi compensati dai rating e dalle correzioni ORC.
In banchina si sono scambiate impressioni tecniche immediate: chi ha privilegiato angoli stretti ha raccontato di aver pagato in bolina, chi ha tenuto più lasco ha recuperato nelle fasi di scarsa pressione. La sommatoria di queste scelte ha definito la classifica finale.
Nelle classifiche ORC il quadro è rimasto netto. L'ORC Club è andata all'Esse 7.50 Josephine, che ha saputo combinare velocità sul mare e gestione dei rating. L'ORC Light ha premiato il J/80 FVR timonato da Lorenzo Brando Chiavarini, la cui prova gli è valsa anche il Trofeo Galeotto come armatore Socio della Fraglia meglio piazzato.
La cerimonia di premiazione ha seguito l'ordine delle classifiche: podio overall, podio ORC e podio ORC Light, con fotografie di rito e la consegna dei trofei. Tra gli applausi si sono alternati complimenti tecnici e riconoscimenti alla costanza agonistica dei singoli armatori.
Nel corso della giornata i regatanti hanno confrontato assetti e settaggi: equilibrio di dislocamento, scelta delle vele e gestione dei triangoli di bolina sono emersi come fattori discriminanti. Gli scafi al via hanno spaziato per tipologia e progetto, mettendo a confronto anche filosofie diverse di conduzione dell'imbarcazione.
All'interno del circolo la componente sociale ha avuto peso. Soci, familiari e appassionati hanno popolato gli spazi e hanno animato la chiusura dell'evento con scambi tecnici e commenti sulle singole fasi di regata. Parlare di tattiche in banchina è stato parte integrante della giornata: alcuni equipaggi hanno già messo a punto possibili correzioni per le prossime uscite.
La consigliera Laura Branz, imbarcata sul First 31.7 Mowgli, ha richiamato l'attenzione sul valore partecipativo della prova, ricordando il ruolo del Nastro Azzurro nella stagione della Fraglia e la sinergia fra agonismo e vita associativa.
La regata è valida anche come appuntamento della Fraglia Cup.
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