Melges 24: Strambapapà campione alla Melges Reunion
A Riva del Garda la Fraglia completa otto prove; Gray-Johnston vincono tra i Melges 15 al debutto europeo
A Riva del Garda la Fraglia completa otto prove; Gray-Johnston vincono tra i Melges 15 al debutto europeo
La Melges Reunion organizzata dalla Fraglia Vela Riva ha chiuso con otto prove valide per le classi Melges 24 e Melges 15. Il titolo italiano Melges 24 va a Strambapapà di Michele Paoletti, che ha prevalso in parità di punteggio su Razjaren di Karlo Kuret grazie ai migliori piazzamenti parziali. Tra i Corinthian trionfa Melgina di Paolo Brescia. Nei Melges 15 successo degli americani Oliver Gray e Adler Johnston.
Melges 24 e Melges 15 si sono giocati la scena a Riva del Garda: il 5 luglio 2026 la Melges Reunion ha chiuso con il programma completo e otto prove valide per entrambe le classi.
Il campo di regata allestito dalla Fraglia Vela Riva ha ospitato trenta equipaggi di Melges 24 e ventisei Melges 15, al loro primo confronto europeo. Il vento, variabile ma sufficiente, ha permesso regate regolari e duelli serrati; gli ufficiali di regata, guidati da Fausto Maroni, hanno gestito due campi separati evitando sovrapposizioni e mantenendo il programma brillante per tutta la durata dell'evento.
La prova dei Melges 24 ha avuto una doppia valenza: settima tappa delle European Sailing Series e Campionato Italiano - Trofeo Gaudì, intitolato a Gaudenzio Bonini. A emergere in classifica è stato Strambapapà, timonato da Michele Paoletti, che ha conquistato il titolo italiano dopo un confronto serrato con Razjaren di Karlo Kuret.
La serie agonistica è stata un susseguirsi di cambi di ritmo: Strambapapà aveva costruito un margine di cinque punti alla penultima prova, ma nella regata conclusiva Razjaren ha rimontato riportando la classifica in pareggio. La vittoria finale è stata assegnata sulla base dei piazzamenti parziali, dove Paoletti e il suo equipaggio hanno saputo capitalizzare posizioni migliori in momenti chiave della serie.
Altea di Andrea Racchelli, già con un titolo mondiale alle spalle, ha chiuso al terzo posto grazie a una rimonta decisa nell'ultima giornata. Quarto assoluto Fremito d'Aria, guidato da Dario Levi al debutto nella classe, con la collaborazione a bordo di Niccolò Bianchi e Alessandro Franci. Chiude la top five War Canoe dell'armatore americano Michael Goldfarb.
Nel settore Corinthian c'è stata una lettura diversa della stagione: Melgina di Paolo Brescia ha vinto la classifica riservata agli armatori non professionisti, portando in acqua un gruppo giovane e reattivo capace di trovare costanza sulle prove. Alle sue spalle Chinook di Akos Csolto e White Room della famiglia Tarabocchia hanno completato un podio che premia precisione e regolarità.
A livello assoluto Fremito d'Aria e Melgina hanno trovato spazio sul podio, rispettivamente secondo e terzo. Tra gli altri Corinthian in evidenza, Whatever di Michele Ferrari e Akua, nato dall'ex team di Arkanoè by Montura, hanno portato a casa piazzamenti stabili che riflettono scelte di assetto efficaci e una buona gestione dell'equipaggio.

La novità tecnica dell'evento è stata la presenza dei Melges 15, schierati su un campo dedicato che ha esaltato le caratteristiche della barca: manovre rapide, partenze ravvicinate e scelte tattiche molto diverse rispetto alla 24. Il successo nella classe minore è andato alla coppia americana formata da Oliver Gray e Adler Johnston, con un margine di sette punti sui britannici Simon e Katie Horsfield e sull'equipaggio misto composto da William Borghesi e Diogo Machado Pinto.
La scelta di utilizzare due campi distinti ha evitato compromessi: ogni flotta ha potuto correre con rotte e condizioni coerenti alle proprie caratteristiche. Questo ha mantenuto alto il livello agonistico e ridotto il rischio che una classe finisse per condizionare l'altra durante le prove.
Sul fronte organizzativo la Fraglia ha messo in campo risorse umane e logistici precisi. I volontari hanno gestito ormeggi, procedure di recupero e sicurezza con turni serrati; la macchina operativa si è espressa con efficienza, dalla consegna delle vele al timing delle partenze. Paolo Matteotti, vicepresidente della Fraglia, ha ripercorso la storia trentennale dei Melges 24 e ricordato l'avvio del percorso europeo dei Melges 15, con un ringraziamento rivolto a chi ha operato dietro le quinte.
Ciro Giampiero Mercurio, Sport Director della Fraglia, ha evidenziato la complessità di gestire due campi contemporanei e ha sottolineato il contributo decisivo dei volontari nel mantenere regolari le procedure di gara e nel ridurre i tempi morti tra una prova e l'altra.

Dal punto di vista tecnico la serie ha messo in luce alcune tendenze ricorrenti: la costanza nei piazzamenti ha premiato gli equipaggi capaci di leggere rapidamente le oscillazioni locali; la transizione tra condizioni leggere e raffiche medio-forti è stata spesso determinante nelle ultime prove. Margini di posizionamento sulla linea e gestione della scotta hanno permesso guadagni rapidi, a volte di più posizioni in un solo lato di percorso, trasformando singole scelte tattiche in risultati concreti.
Per armatori e equipaggi l'appuntamento è stato anche un banco di prova per scelte di crew e assetto in vista delle prossime prove europee e dei campionati internazionali. Le performance di Fremito d'Aria al debutto e la continuità di Strambapapà suggeriscono che alcune soluzioni tecniche e di tattica siano già mature per competere al livello superiore.
La Fraglia Vela Riva ribadisce il suo ruolo di polo attrattivo per la flotta Melges: l'esperienza maturata con i Melges 15 fornirà indicazioni utili per calibrare il calendario europeo, mentre la battaglia al vertice dei Melges 24 conferma la competitività che caratterizzerà le prossime tappe internazionali.
Il ritorno alle boe di Strambapapà richiama la stessa immagine con cui si era aperta la regata: la serie si è decisa negli ultimissimi metri, con pari punti tra i due leader e la vittoria assegnata dai migliori piazzamenti parziali. È una conclusione che richiama la profondità tattica necessaria in prove dove ogni posizione conta e dove la gestione costante di ogni regata fa la differenza.
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