Jemima Lines, GB1 ingaggia l’avventuriera per l’AC75
La britannica 29enne entra in GB1 come quinto uomo e membro del team di design: dal kitesurf sull'altopiano alle spedizioni in Himalaya, un profilo atipico per l'America's Cup
La britannica 29enne entra in GB1 come quinto uomo e membro del team di design: dal kitesurf sull'altopiano alle spedizioni in Himalaya, un profilo atipico per l'America's Cup
GB1 ha annunciato l'ingaggio di Jemima Lines, 29 anni, come quinto membro dell'equipaggio e risorsa tecnica per lo sviluppo dell'AC75. Lines combina esperienza agonistica nel kitesurf, formazione in ingegneria meccanica e un passato da guida d'alta quota: sarà la prima donna a correre su una barca britannica in America’s Cup dagli anni Trenta. Il ruolo unirà compiti a bordo e attività di design e sviluppo dei tool per la gestione del foiling.
Jemima Lines entra nel progetto GB1 come quinto membro dell'equipaggio e risorsa tecnica: la firma del ventinovenne completa un gruppo che unisce esperienza di regata e competenze ingegneristiche in vista della Louis Vuitton 38th America's Cup a Napoli. Il nome non entra come un'etichetta sportiva qualunque; si presenta con un curriculum che sembra un atlas di luoghi estremi, ciascuno capace di raccontare un pezzo della sua attitudine al rischio calcolato e al lavoro sul campo.
L'apertura della vicenda non è la classica dossieristica sportiva. Il dettaglio che impatta subito è la lista delle attività estreme che compaiono sul suo curriculum: basecamp guide sull'Everest, spedizioni in Alaska, traversate in Mongolia, due record di kite surfing ad alta quota stabiliti su laghi del Tajikistan. Quel catalogo di imprese non è ornamento: indica giorni spesi a gestire logistica complessa, strumenti compromessi dalle condizioni, decisioni rapide quando la finestra operativa si riduce. Sono esperienze che traducono disciplina in procedure ripetibili e che si trasferiscono facilmente nella vita di bordo, dove la complessità tecnica convive con limiti fisici e temporali.
La traiettoria professionale di Jemima Lines incrocia due filoni distinti, che qui non vengono messi sullo stesso piano per retaorica ma per complementarietà operativa. Da un lato, l'alta competizione: scoperta dal programma Kite4Gold, ha gareggiato sui circuiti europei e junior, è entrata nel giro della British Olympic Sailing Team e ha affiancato la kitefoiler che ha poi vinto l'oro a Parigi 2024. Questa esperienza agonistica dà a Lines familiarità con cicli di allenamento intensi, analisi del dato prestazionale e gestione della pressione nelle fasi decisive della gara.
Dall'altro lato, una formazione accademica in ingegneria meccanica che la rende utile non soltanto in termini atletici ma anche come membro operativo del team di design. L'ingegneria, nel suo caso, è strumento pratico: consente di comprendere sensori, catene cinematiche, limiti strutturali e come certi parametri si riflettano sul comportamento dello scafo in condizioni di foiling. In combinazione con le ore passate a leggere vento e acqua, questa doppia competenza produce un osservatore tecnico che parla la lingua degli ingegneri ma si muove come un atleta.
GB1 ha definito il suo ruolo come duplice: membro dell'equipaggio durante le regate e figura chiave per lo sviluppo degli strumenti che supporteranno la performance sull'AC75. L'esperienza di Lines con sport che richiedono controllo del volo e dei carichi dinamici — kitesurf, paragliding, snowkiting — traduce competenze applicabili al foiling monotipo: lettura del comportamento dello scafo e della vela a velocità elevate, gestione rapida delle emergenze e sensibilità al trim dinamico. In pratica, porterà in acqua osservazioni che diventano dati utili in cantiere, e ritornerà in barca con soluzioni testate sul campo.
Il curriculum da avventuriera non è un vezzo giornalistico. Le lunghe spedizioni e il lavoro da guida in alta quota testimoniano resistenza fisica, capacità di pianificazione logistica e adattamento a scenari con risorse limitate. Quelle abilità si trasferiscono sulla barca quando è necessario eseguire procedure complesse in spazi ristretti, sotto stress e con finestra temporale ristretta per ottimizzare passaggi chiave della regata. Qui la competenza non è solo tecnica: è la capacità di trasformare una lista di controllo in azioni consolidate, anche quando gli imprevisti richiedono azioni non codificate.
I regolamenti per l'AC38 hanno introdotto l'obbligo di una rosa di cinque corridori sull'AC75, con almeno una presenza femminile a bordo, e GB1 ha scelto di riempire quel quinto posto con una figura che possa cambiare il modo in cui il team misura la propria performance. La scelta di Lines rompe un'assenza di quasi novant'anni: sarà la prima donna su una barca britannica in America’s Cup dai tempi di Phyllis Sopwith negli anni Trenta. Questo dato storico convive con una ragione tecnica: l'architettura delle barche foiling e le strategie di team building richiedono ruoli fluidi, capaci di passare dalla regata al laboratorio in poche ore.
All'interno di GB1 Lines si aggiunge a una line-up che include skipper e ingegneri con esperienza di circuito: nomi noti al progetto sono Dylan Fletcher come skipper, l'ingegnere di gara Bleddyn Mon, il tattico Ben Cornish e l'ex Luna Rossa Andrea Tesei. La sinergia tra competenze di bordo e competenze ingegneristiche è la chiave di lettura dell'inserimento di Lines: non semplice potenza fisica, ma contributo operativo al loop progettuale tra cantiere e regata. In questa dinamica, il quinto membro funge da ponte pratico tra teoria e applicazione.
Il CEO di GB1 ha sottolineato come il passaggio dallo sviluppo dell'AC40 al commissioning dell'AC75 abbia chiarito il valore strategico del quinto membro: una figura che possa spostarsi tra assetto di regata e sviluppo degli strumenti, capace di fornire dati pratici al team di design e di tradurli in azioni a bordo. In questo senso la doppia preparazione di Lines — tecnica e pratica — è funzionale al modello operativo scelto da GB1. La presenza di un operatore che conosce sia la procedura sia il perché tecnico dietro la procedura accelera il ciclo di miglioramento.
Non sono stati divulgati dettagli puntuali sulle mansioni a bordo durante la regata. La definizione operativa del quinto uomo varia da team a team: alcune squadre privilegiano compiti di trimming e controllo energetico, altre puntano su ruoli ibridi che includono monitoraggio dei sistemi e comunicazione con il shore team per aggiornare le strategie di set-up in tempo reale. Quel ventaglio operativo rende il ruolo adattabile alle fasi del programma: nei test in mare, è rilevatore e sperimentatore; in gara, è esecutore e osservatore critico.
Quel che è certo è che il profilo di Lines si inserisce in una tendenza della Cup contemporanea: i cantieri e i programmi cercano figure che sappiano contaminare i processi con competenze trasversali — ingegneria, dati, sport estremi — per ridurre il divario tra progetto in laboratorio e risposta in condizioni reali di gara. Questo tipo di approccio riorganizza anche le gerarchie interne, spostando parte del potere decisionale verso chi è in grado di tradurre misure tecniche in scelte operative immediate.
L'elemento umano resta cruciale. Lines ha legato la scelta di entrare nel programma alle proprie radici familiari: l'influenza del padre, ex soldato delle forze speciali, scomparso recentemente, ha segnato la sua attitudine al rischio calcolato e al lavoro di squadra. Quel retaggio personale appare ora parte integrante della cultura del gruppo, un filo che unisce resilienza fisica e disciplina operativa e che GB1 sembra voler integrare nella vita quotidiana del team.
Il nodo rimane la misurazione dell'impatto: sarà possibile osservare come GB1 tradurrà il contributo di Lines in metriche tangibili di performance durante le prime fasi di commissioning e nelle regate preparatorie. Il ruolo del quinto membro rischia di diventare una delle variabili tattiche più osservate di questa edizione della Cup, non tanto per una sua singolare presenza mediatica, quanto per l'effetto che può avere sul ciclo di sviluppo tra prova e modifica.
Si torna alla scena iniziale: non è la medaglia o la carica a parlare per Lines, ma l'elenco delle spedizioni, dei record e delle competenze tecniche accumulate in luoghi dove la risposta immediata vale più delle intenzioni. Quel mix è la scommessa che GB1 ha deciso di giocare in vista di Napoli. La storia comincia dall'altitudine di un lago ghiacciato e potrebbe continuare a pelo d'acqua, con la stessa determinazione messa alla prova in ambienti agli opposti.
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