J24 La Superba terzo titolo europeo a Trelleborg
Il J24 della Marina Militare chiude l'European Championship 2026 con quattro vittorie su dieci prove; condizioni meteo variabili e penalità condizionano gli altri equipaggi azzurri
Il J24 della Marina Militare chiude l'European Championship 2026 con quattro vittorie su dieci prove; condizioni meteo variabili e penalità condizionano gli altri equipaggi azzurri
Il J24 La Superba vince il suo terzo titolo europeo a Trelleborg (Svezia) con 15 punti e un poker di primi. Gara decisa su dieci prove disputate in condizioni variabili; sul podio anche i tedeschi Schwere Jungs e gli olandesi The DutchJees. Gli altri due J24 italiani completano la flotta ma sono penalizzati da squalifiche e percentuali che ne compromettono la classifica finale.
15 punti: è il totale con cui il J24 La Superba si è imposto a Trelleborg, conquistando il terzo titolo europeo. Un risultato costruito su quattro vittorie parziali, su scelte tattiche nette e su una serie di parziali (2,1,1,2,-9,3/SCP30%-1,2,3,2,1) che raccontano una regolarità sostanziale e la capacità di limitare i danni nei giorni più complessi.
Le dieci prove dell'European Championship J24 2026, organizzato dal Trelleborgs Båtsällskap, si sono corse in quattro giornate segnate da vento intermittente, pioggia e onda formata. Venti con salti d'intensità hanno costretto i timonieri a continui adattamenti: non basta seguire la corrente o il lato più pulito del campo, serve una lettura rapida e la capacità dell'equipaggio di tradurre quella lettura in assetto e manovra.
Il team di Ignazio Bonanno ha mostrato proprio quel tipo di reattività. La gestione delle partenze è stata decisiva nelle regate con partenza caotica: scelta della linea, timing della bolina iniziale e aggressività nel piazzarsi al vento hanno spesso definito i successivi passaggi a boa. Alle scotte Simone Scontrino, al centro Francesco Ciccio Linares, su due Francesco Picaro e Alfredo Branciforte in prodiere: la combinazione di ruoli a bordo ha funzionato, con ognuno chiamato a decisioni rapide durante i salti di vento e nelle fasi di trim.
La flotta a Trelleborg ha visto circa venti equipaggi da Germania, Irlanda, Italia, Olanda, Svezia e Ungheria. Sul podio, alle spalle de La Superba, si sono piazzati i tedeschi Ger 5381 Schwere Jungs (22 punti) e gli olandesi Ned 5440 The DutchJees (27 punti). Entrambe le barche hanno costruito la loro rimonta sulla costanza: piazzamenti regolari e poche uscite a vuoto, capacità di leggere i cambi locali e di limitare le perdite quando il vento si è fatto incostante.
I due altri J24 italiani in regata, Ita 498 Pilgrim e Ita 496 Ninja, hanno mostrato performance a sprazzi ma sono stati penalizzati da provvedimenti che hanno inciso sul risultato complessivo. Pilgrim, armato e timonato da Mauro Benfatto, chiude al 12° posto con 97 punti: una serie fatta di piazzamenti solidi alternati a una squalifica che ha pesato sulla somma (7,5,21/dsq,12,7,13,16,12,13,12).
Ninja, con Fabio Ascoli al timone e Francesco Nucara a capo flotta, ha messo a segno la vittoria di giornata in una delle prove ma una penalità del 30% dopo la quinta prova ha compromesso la classifica; chiude al 14° posto con 102,3 punti (6,6,21/dsq,7,3/scp 30%,10,7,3,21/dsq,21/dnc,21/dnc). Le penalità, da una DSQ a percentuali applicate sulle posizioni, hanno inciso non solo sui punteggi ma sulle scelte successive degli equipaggi, costringendo a strategie conservative per limitare ulteriori perdite.
La gestione delle penalità è stata una delle chiavi del campionato. La presenza di DSQ e DNC su più scafi ha aperto spazi per chi ha evitato errori procedurali: recuperi tattici e capitalizzazione su regolarità quotidiana hanno fatto la differenza. La Superba ha saputo sfruttare questi spazi con continuità, traducendo i podi giornalieri in vantaggio netto nella classifica.
Dal punto di vista tecnico, le variazioni di vento hanno messo sotto esame la regolazione delle vele e il timing nelle manovre. In condizioni di onda e pioggia la riduzione del drag sul genoa e il controllo della tensione di scotta hanno richiesto microcorrezioni costanti: micro aggiustamenti che, nel conteggio finale di dieci prove, si sono rivelati più decisivi di una singola mossa spettacolare.

Nel corso delle premiazioni sono stati consegnati anche i riconoscimenti di giornata: la quarta prova è stata vinta da Ita 496 Ninja, poi incisa dalla penalità del 30% a seguito di protesta. Sul fronte dei giovani, è stato premiato Stefano Fasoli, prodiere di Pilgrim, per la presenza e l'apporto a bordo durante l'intero evento; la sua menzione sottolinea l'aspetto formativo che eventi come questo mantengono vivo nella classe J24.
La serie di titoli conquistati da La Superba in anni diversi e su acque differenti non è casuale: racconta la continuità tecnica e gestionale di un progetto che fa leva su scelta dell'equipaggio, messa a punto dell'assetto e coerenza nelle partite. Non si tratta di singoli momenti di gloria, ma di una somma di elementi — preparazione, ruolo chiaro a bordo, capacità decisionale sotto pressione — che si ripete con risultati concreti.
Per gli addetti ai lavori le indicazioni emerse a Trelleborg sono chiare: rapidità nella regolazione delle vele, timing preciso nelle manovre e disciplina nelle procedure di regata sono fattori che, insieme, limitano il rischio di penalità pesanti. La partita su dieci prove premia chi riesce a minimizzare gli errori procedurali e a mantenere una piattaforma di performance stabile su ogni giornata.
Il podio restituisce all'Italia una vetrina importante nella classe J24: La Superba porta a casa il titolo e la conferma di una macchina di regata ben oliata, mentre gli altri due equipaggi nazionali tornano con indicazioni tecniche precise sulle aree da migliorare—dalla preparazione alle proteste. Le prossime regate del calendario saranno un banco di prova per valutare la tenuta delle scelte adottate a Trelleborg.
L'ultimo dettaglio tecnico emerso dalla cerimonia di chiusura rimette in primo piano l'impatto dei regolamenti: la penalità percentuale del 30% inflitta a una vittoria di giornata ha rimescolato equilibri e gerarchie, dimostrando che in regata le scelte contano anche in termini di procedure e proteste, non solo di velocità e tattica.
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