J24: Botta Dritta trionfa al Sociale 2026
A Olbia il J24 di Mariolino Di Fraia cala il tris stagionale in una giornata segnata da vento forte, avarie e un infortunio
A Olbia il J24 di Mariolino Di Fraia cala il tris stagionale in una giornata segnata da vento forte, avarie e un infortunio
Il J24 Botta Dritta di Mariolino Di Fraia ha vinto il Campionato Sociale J24 2026 a Olbia dopo dieci prove. Vigne Surrau e Sardares completano il podio. La giornata conclusiva è stata caratterizzata da vento in aumento fino a 25 nodi, avarie meccaniche e un infortunio a bordo di Glicerina. La flotta J24 si prepara ora a Campionato Zonale e alla tappa del Circuito Nazionale a novembre.
Un J24 con il boma spezzato a poppa, il mare che sferza e la bandiera d’arrivo che ondeggia: così si è chiusa la stagione primaverile-estiva dei J24 in Sardegna. A Olbia, durante la prova finale del Campionato Sociale 2026, il J24 Botta Dritta ha saputo resistere alla pressione delle condizioni e degli avversari, portando a casa la classifica finale dopo dieci prove disputate.
La classifica finale segnala Botta Dritta (Ita 460) al primo posto, seguito da Vigne Surrau (Ita 405) e Sardares (Ita 318). La vittoria nasce da una combinazione di lettura del vento, scelte tattiche e controllo delle emergenze a bordo, tutte responsabilità del timoniere Mariolino Di Fraia e del suo equipaggio.

La prova conclusiva, allestita nel golfo di Olbia, si è svolta con vento in progressivo rinforzo e raffiche che in alcune fasi hanno toccato i 25 nodi. Il comitato di regata, operativo in mare con un arto di giuria mobile, ha disegnato un campo impegnativo: lunghi tratti di bolina seguiti da poppe tese hanno messo sotto stress barche ed equipaggi. La prima prova della giornata ha rimescolato le carte: Vigne Surrau ha sfruttato un buon assetto e la capacità di tenere la rotta in bolina per vincere la manche, mettendo pressione su chi occupava la testa della classifica.
In queste condizioni la differenza l’hanno fatta le regolazioni fini e la gestione delle raffiche. 12.1 di Gianluca Manca ha mantenuto una prestazione regolare e ha continuato a mettere pressione ai primi, mentre le manovre aggressive hanno aumentato la probabilità di rotture e uscite di scena: la strambata che ha spezzato il boma di Aria (Ita 443) ne è l’esempio più evidente, con conseguente ritiro dalla prova per la barca di casa.
La giornata ha raccolto diversi episodi tecnici rilevanti. Botta Dritta ha dovuto lavorare tra una rottura alla torretta del carica basso e un rinvio della drizza genoa, ma il tempo speso in riparazioni di bordo non ha compromesso la competitività. La rottura del boma su Aria ha messo in evidenza quanto le manovre in raffica possano essere punitive per la struttura degli alberi e delle sartie sui J24.
Sul fronte umano, l’equipaggio di Glicerina ha subito un trauma costale a un membro del team, episodio che ha imposto il rientro in porto per accertamenti sanitari e cure. L’assistenza medica e il supporto tra concorrenti sono stati pronti: l’attenzione alla sicurezza è rimasta massima per tutta la durata delle operazioni di recupero e valutazione clinica.
Anche l’ancoraggio della giuria ha dovuto affrontare difficoltà: il moto ondoso e il vento forte hanno reso instabile la postazione, portando gli ufficiali a valutare con prudenza la prosecuzione delle prove. La scelta di sospendere ulteriori manches è stata presa per tutelare imbarcazioni e equipaggi, decisione accolta con rispetto anche tra chi avrebbe voluto correre fino alla fine.
Il successo di Botta Dritta è frutto di un equipaggio affiatato: al timone Mariolino Di Fraia, con Camillo Di Fraia alle scotte, Ezio Diana in pozzetto, Filippo Morosi all’albero e Andrea Tirotto a prua. Sul podio, Vigne Surrau (armatori e timonieri: Aurelio Bini, Evero Nicolini, Pietro Alvisa con Danilo Deiana e Mauro Pisanu) e Sardares del Club Nautico Arzachena hanno dimostrato profondità tecnica e costanza nelle scelte di regata.
Tra gli aspetti più interessanti della flotta, la presenza di un gruppo giovane a bordo di New Mollicona (Ita 502): sei velisti esordienti hanno approcciato il J24 durante le prove, imparando a gestire andature impegnative e a confrontarsi con tattiche di campo. Questo mix generazionale — veterani che trasmettono esperienza e giovani che apprendono sul campo — continua a caratterizzare le regate di classe.
La prima parte della stagione si chiude con dieci prove valide in archivio. Il calendario locale prevede ora il Campionato Zonale, articolato su quattro giornate tra ottobre e novembre, seguito dalla tappa del Circuito Nazionale J24 fissata per il 14 e 15 novembre a Olbia, ospitata dalla Sezione locale della Lega Navale. L’intento degli organizzatori è rivedere in acqua tutti i dieci J24 già presenti e stimolare la partecipazione di nuovi armatori.
La manifestazione ha messo in evidenza alcuni elementi chiave per chi corre su J24: cura della preparazione dell’imbarcazione, piani di emergenza per le avarie e una buona intesa in equipaggio. Le condizioni estreme regalano manovre e sensazioni che restano differenti rispetto alle evoluzioni sulle piattaforme foil, concentrando invece attenzione su tecnica, assetto e resistenza della barca.
La giornata si è chiusa con un clima di sportività: una cena di bordo e gli scambi di saluto hanno chiuso la lunga serie di confronti in acqua, mentre l’attenzione torna già alle regate autunnali. Restano aperte le domande su quante nuove forze si presenteranno al via in ottobre e novembre; per ora, la stagione dei J24 in Sardegna lascia un bilancio ricco di dettagli di navigazione e di episodi da rielaborare in vista del prossimo ciclo di regate.
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