IMOCA 2026: tutti i cantieri, le barche e le regate da Lorient a New York
Un bilancio della stagione: lanci, conversioni strutturali, team condivisi e il calendario verso il 2028
Un bilancio della stagione: lanci, conversioni strutturali, team condivisi e il calendario verso il 2028
TL;DR: La classe IMOCA vive un’accelerazione nel 2026. Nuove imbarcazioni lanciate a Lorient, tre scafi “sorelle” di Antoine Koch, la rivoluzione di DMG MORI GLOBAL ONE con scafo più verticale e bustle sottostante, la trasformazione radicale del Charal e il debutto di The Ocean Race Atlantic il 1° settembre tra New York e Lorient. Molti team puntano al 2028, con cost sharing e campagne miste fully-crewed/singlehanded in calendario.
Nel 2026 la classe IMOCA appare in movimento più che mai: lanci, conversioni radicali e condivisioni di progetto inseguono la finestra utile per il 2028. Lorient è il luogo dove queste scelte diventano concrete, tra cantieri, officine e banchine con barche pronte a uscire per prove in mare.
L’attività non è solo numerica: è pratica. Cantieri come Multiplast e CDK Technologies non fanno più solo scafi, ma interi laboratori di verifica per dettagli di carena, appendici e layout. Progettisti come Guillaume Verdier e Antoine Koch forzano confini di pensiero: non si limitano a ottimizzare un assetto, ridefiniscono il modo in cui uno scafo deve comportarsi su onde lunghe e in foiling parziale.
Tre imbarcazioni nate dallo stesso stampo firmato Antoine Koch a CDK Technologies sono il segnale più evidente di un cambiamento industriale. Malizia 4, il nuovo scafo di Thomas Ruyant e quello per Loïs Berrehar condividono una piattaforma comune, poi adattata con appendici, distribuzione dei pesi e rifiniture di coperta pensate per ogni timoniere. È un approccio pragmatico: riduce i costi iniziali dello stampo, accelera le consegne e lascia spazio a personalizzazioni mirate.
Dietro la scelta c’è una leva economica precisa: con sponsor più cauti dopo il ciclo 2024–25, dividere investimenti permette campagne più solide sul medio termine. Ogni team mantiene comunque margini di sviluppo per correggere traiettorie di performance e strategie di regata.
A Lorient sono usciti nuovi scafi chiave: la DMG MORI GLOBAL ONE (progettata da Verdier, costruita da Multiplast) e la Malizia 4, entrambe presentate tra primavera e estate. In cantiere rimangono consegne previste per i primi mesi del 2027, con nomi noti legati a progetti già avviati, e una filiera francese che resta centrale nella produzione degli IMOCA.
La presenza coordinata di progettisti, equipaggi e fornitori a Lorient produce un flusso rapido di feedback: dalle prove in bacino ai test in mare aperto, ogni modifica entra in iterazione continua, con tempi di sviluppo compressi rispetto al passato.
La DMG MORI GLOBAL ONE propone una soluzione inedita: un bustle sommerso lungo la mezzeria, pensato per favorire un assetto di navigazione più verticale e limitare gli angoli estremi di sbandamento. È un trasferimento di concetti che arriva dalle barche di circuito AC, adattato alle esigenze delle traversate oceaniche per migliorare scorrevolezza e controllo in foiling parziale.

Ancora più radicale è l’intervento sul Charal di Jérémie Beyou, dove la squadra ha optato per tagliare la barca e sostituire la carena. L’operazione, iniziata a dicembre 2025 e conclusa a giugno 2026, mira a ridurre la resistenza in assetto verticale stimata tra il 15 e il 20%. Il banco di prova sarà il Défi Azimut prima e la Route du Rhum poi, dove le condizioni di mare e la navigazione solitaria metteranno a nudo la bontà della scelta tecnica.
La stagione ha già inserito tappe decisive: la 1000 Race di maggio e la Vendée Arctique - Les Sables d’Olonne di giugno. Il 1° settembre prende il via la prima The Ocean Race Atlantic, con partenza da New York verso Lorient e equipaggi misti (due uomini/due donne più un onboard reporter). Sei team si presentano alla linea di partenza, tra cui Team Malizia e DMG MORI GLOBAL ONE.
Questa regata sarà anche un test funzionale: permetterà di confrontare assetti fully-crewed su traversate ravvicinate e di raccogliere dati utili per le campagne verso la The Ocean Race 2027 e, più in là, il Vendée Globe 2028-29.

I protagonisti rimangono attivi in modi diversi: alcuni investono in scafi nuovi e ottimizzati, altri scelgono interventi strutturali su progetti esistenti, altri ancora condividono risorse per contenere il budget. Nomi come Herrmann, Shiraishi, Ruyant e Berrehar sono al centro di campagne che mescolano sponsorizzazioni private e formule ibride di finanziamento.
La pluralità di approcci significa che il confronto in regata non sarà solo di velocità pura ma anche di sostenibilità operativa: quanto è robusto uno scafo nelle lunghe traversate? Quanto tempo richiede un refit radicale rispetto a un nuovo progetto? Le risposte arriveranno navigando.
Nei prossimi mesi le prove in Atlantico e nella Biscaglia forniranno informazioni concrete su scelte di carena, assetti di foiling e comportamento in mare formato. Le regate fully-crewed e le traversate transatlantiche metteranno insieme telemetria, sensazioni d’equipaggio e consumi reali, elementi fondamentali per decidere le scelte finali in vista della finestra per il Vendée Globe 2028-29.
Appuntamento al 1° settembre per la partenza da New York: sarà una data sulla quale misurare, con numeri e risultati, la validità delle innovazioni adottate oggi.
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