Francesca Clapcich: verso il Circolo Polare Artico
La skipper italo-americana parte il 7 giugno con l'IMOCA foiling 11th Hour Racing nella Vendée Arctique–Les Sables d’Olonne
La skipper italo-americana parte il 7 giugno con l'IMOCA foiling 11th Hour Racing nella Vendée Arctique–Les Sables d’Olonne
Il 7 giugno 2026 Francesca Clapcich partirà da Les Sables d’Olonne alla guida dell’IMOCA foiling 11th Hour Racing per la Vendée Arctique–Les Sables d’Olonne: una regata ad assetto aperto verso il Circolo Polare Artico che funge da prima prova di qualificazione per il Vendée Globe 2028. La gara mette alla prova strategia, routage e affidabilità dell’imbarcazione in acque artiche, con un piano ambientale per ridurre impatti su megafauna e habitat marini.
Francesca Clapcich salperà da Les Sables d’Olonne il 7 giugno 2026 alla barra dell’IMOCA foiling da 60 piedi 11th Hour Racing. Partenza fissata: ore 13:02 CEST. La prova è in solitario, con la flotta che dovrà raggiungere e attraversare il Circolo Polare Artico a 66°N prima di rientrare verso la costa francese.
La regata non impone una traiettoria predefinita: i nove IMOCA in acqua sono liberi di scegliere dove tagliare il Circolo Polare. Questa apertura di rotta trasforma la gara in una tela di decisioni continue. Non è solo scegliere il vento migliore: è misurare il rischio, immaginare il peggior scenario e salvaguardare strutture e sistemi della barca per il proseguo della stagione.
All’uscita dal Golfo di Biscaglia le previsioni parlano di venti leggeri, con un progressivo rinforzo da sud‑ovest verso nord‑nord‑ovest. Per gli IMOCA foiling la transizione fra andature molli e vento più sostenuto è il punto cruciale: cambiare vele, modificare l’assetto dei foil, ridurre l’area bagnata o accettare qualche balzo in più. Ogni scelta ha un prezzo in velocità e in stress meccanico.
L’IMOCA di Clapcich è nato per correre con mare formato e per beneficiare di scelte aggressive in poppa e in bolina larga. Non è la prima volta che la skipper naviga questa piattaforma in solitario, ma è la seconda prova su questa configurazione: negli ultimi mesi sono stati accumulati test e miglia per familiarizzare con gli automatismi, le tarature del pilota e il comportamento dei foil sotto carico.
La campagna che Werner il team ha costruito lavora su due fronti: accumulare esperienza pratica in condizioni difficili e rispettare i requisiti di qualificazione per il Vendée Globe 2028. Ogni miglio contato in questa regata ha valore doppio: è allenamento e certificazione tecnica. La gestione dell’energia a bordo, il funzionamento degli apparati elettronici e la tenuta strutturale dei foil saranno metri di giudizio immediati.
Le rotte proposte dalla regata attraversano acque sensibili. L’organizzazione ha introdotto zone di esclusione e protocolli operativi per limitare il disturbo alla fauna e agli habitat. Il team di 11th Hour Racing ha predisposto un Piano d’Azione per la Natura: mappe di rischio, istruzioni per la segnalazione degli avvistamenti e procedure per minimizzare rumore e collisioni.

Queste regole impattano direttamente sulle scelte in navigazione: rallentare in aree delicate può significare perdere terreno ma preservare specie protette; mantenere velocità massima può aumentare il rischio di incontri con megafauna. È un equilibrio che la campagna mette al centro, sia a livello operativo che di comunicazione, con messaggi visivi sulle vele e protocolli ben definiti a bordo.
Per Clapcich la Vendée Arctique ha un valore doppio: non solo il piazzamento in regata, ma la possibilità di provare la barca alle latitudini e alle condizioni che potrebbero ripetersi in un giro del mondo. Spingere il 60 piedi al limite significa scoprire punti deboli nei sistemi, verificare l’affidabilità dei comandi e capire come rispondere a guasti in solitaria.
La competizione sarà tecnica quanto tattica. La flotta include skipper con percorsi diversi: alcuni punteranno su rotte più lunghe ma veloci, altri su scelte conservative che preservino l’imbarcazione. L’uso del pilota automatico, il consumo dei generatori e la capacità di bilanciare carico elettrico e carico di navigazione saranno parte integrante della lotta in alto mare.

Il calendario del team non si ferma qui: dopo la Vendée Arctique la stagione prosegue con la partecipazione completa all’Ocean Race Atlantic e, in novembre, con la Route du Rhum in solitario. Questa successione di regate è pensata per testare la barca su percorsi e situazioni diverse, accumulare ore di navigazione critica e trovare soluzioni pratiche prima dell’appuntamento globale del 2028.
In porto la campagna insiste anche su inclusione e impegno climatico: promuovere una comunità velica più ampia e diversificata è parte della strategia del team, così come l’attenzione ai temi ambientali promossi dal title sponsor.
La partenza del 7 giugno apre una finestra di prova stimata in circa dieci giorni. Al rientro, numeri e dati raccolti durante la navigazione serviranno a tarare la roadmap tecnica della stagione. I tempi, i consumi, l’affidabilità dei sistemi e le scelte tattiche forniranno indicazioni concrete per il lavoro invernale e per gli appuntamenti successivi.
La gara porterà risposte misurabili: tempi di passaggio, performance dei foil in diversi regimi di vento e l’efficacia delle procedure di mitigazione ambientale. Sono quei numeri che orienteranno le decisioni in vista del Vendée Globe 2028.
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