Francesca Clapcich quinta alla Vendée Arctique 2026
Clapcich a bordo di 11th Hour Racing completa la regata di qualificazione per il Vendée Globe in 8 giorni e 20 ore
Clapcich a bordo di 11th Hour Racing completa la regata di qualificazione per il Vendée Globe in 8 giorni e 20 ore
Francesca Clapcich, su 11th Hour Racing, ha chiuso la Vendée Arctique–Les Sables d'Olonne al quinto posto dopo 8 giorni, 20 ore, 31 minuti e 11 secondi. La prova, prima regata di qualificazione per il Vendée Globe 2028, ha visto condizioni estreme tra onde alte, freddo polare e calme finali; Clapcich ottiene la qualificazione alla Route du Rhum e si prepara per The Ocean Race Atlantic con equipaggio.
Otto giorni, 20 ore, 31 minuti e 11 secondi dopo la partenza da Les Sables d’Olonne, Francesca Clapcich ha tagliato la linea d’arrivo della Vendée Arctique–Les Sables d'Olonne in quinta posizione a bordo dell’IMOCA foiling 11th Hour Racing. Il traguardo non è stato una semplice formalità: segna un passaggio concreto nella transizione della skipper alla classe IMOCA e mette in chiaro dove concentrare lavoro tecnico e ritmo di allenamento nei prossimi mesi.
La regata, disegnata con andata fino al cancello vicino al Circolo Polare Artico e ritorno, è stata una sfida di resistenza tecnica e meteorologica: bollettini meteo che cambiavano rapidamente, tratti di vento forte con onde di quattro metri lungo la costa occidentale dell’Irlanda, temperature prossime allo zero al cancello a 66° nord e una rimonta finale sul Golfo di Biscaglia con venti deboli. Ogni fase ha richiesto decisioni diverse: rincorsa della velocità pura, conservazione dell’imbarcazione o micro‑ottimizzazioni nelle calme.
Questa è stata la regata in solitario più lunga finora completata dalla velista italo‑americana. Sulle 3.272,27 miglia percorse, Clapcich ha mantenuto una velocità media di 15,4 nodi, chiudendo a 5 ore, 55 minuti e 21 secondi dal vincitore Ambrogio Beccaria su Allagrande MAPEI. I numeri fotografano performance e suggeriscono interventi mirati: migliorare l’entrata in planata sui passaggi al traverso e ridurre le perdite nei cambi di mare.
Nel dettaglio tecnico si notano punti di forza e punti da limare. La gestione delle vele e la trimmatura dei foil sono stati efficaci nella maggior parte dei passaggi; tuttavia, durante le transizioni meteorologiche la scelta della rotta e l’aggressività nelle manovre non sono sempre state ottimali per cogliere i buchi di vento più redditizi. La costanza nella lettura dei dati e nella manutenzione preventiva dell’imbarcazione hanno limitato i rischi di guasti, permettendo a Clapcich di restare spesso nel gruppo di testa.
I tratti decisivi sono stati due. Verso ovest dell’Irlanda, onde corte e venti sostenuti hanno sollecitato scafo e appendici con continue micro‑correzioni dei foil per mantenere velocità senza compromettere la stabilità. Al cancello polare, oltre al freddo, l’organizzazione delle dotazioni e la scelta degli strati di abbigliamento hanno influito sulla prontezza nelle manovre: ogni cambiamento di temperatura ha richiesto una revisione rapida delle priorità a bordo.
Il ritorno è stato un altro capitolo: venti molto deboli nel Golfo di Biscaglia hanno trasformato la gara in una partita di posizionamento, gestione dell’energia elettrica a bordo e scelta dei momenti per spingere. In quelle ore la differenza si è fatta con la capacità di leggere micro‑fronti, accumulare piccoli guadagni e limitare i consumi di potenza, evitando di compromettere sistemi essenziali come pilot automatico e strumenti di navigazione.
Il risultato assicura a Francesca Clapcich la qualificazione per la Route du Rhum, evento cruciale per accumulare miglia valide ai fini della selezione per il Vendée Globe. La Route du Rhum partirà il 7 novembre da Saint‑Malo verso Guadalupa e offrirà un banco di prova transatlantico dove tradurre le lezioni raccolte in oceano in strategie concrete di gara.
Prima di quella prova, il team si schiererà alla partenza di The Ocean Race Atlantic, in programma il 1° settembre 2026 da New York a Lorient. Per questa transatlantica Clapcich sarà affiancata da Alberto Bona, Elodie‑Jane Mettraux e Will Harris. L’esperienza in equipaggio servirà a testare procedure di bordo, turni prolungati e gestione delle routine in condizioni di stress condiviso: un banco di prova fondamentale per trasferire efficacia operativa dalla singola performance alla gestione collettiva dell’imbarcazione.
La strategia del team alterna regate in solitario per accumulare ore di gestione dell’IMOCA a impegni in equipaggio per mettere alla prova assetti e affiatamento. Questo mix operativo è pensato per ridurre l’alea di errori nelle fasi critiche e per affinare procedure che, in regate lunghe, diventano decisive per risparmiare tempo ed energie.

L’IMOCA foiling di 60 piedi ha dimostrato comportamento coerente in mare aperto: risponde bene alle microregolazioni sui foil e premia una guida capace di preservare velocità nelle fasi di ingresso e uscita dalle onde. La piattaforma offre margini prestazionali, ma il valore aggiunto rimane l’esperienza del timoniere nel trasformare potenzialità in vantaggi misurabili sulla rotta.
Sul piano operativo, gli interventi futuri verteranno su procedure di cambi vela più rapide, ottimizzazione dei settaggi elettrici per preservare risorse in manovra e affinamento delle routine di sonno per garantire prontezza decisionale nelle transizioni notturne. Questi dettagli non sono secondari: sulle regate di lunga distanza fanno spesso la differenza tra restare nel gruppo di testa o scivolare qualche posizione.
Accanto all’aspetto agonistico, il progetto mantiene un piano di comunicazione e iniziative sociali in linea con il partner 11th Hour Racing, con attività rivolte all’educazione ambientale e all’inclusione, elementi che accompagnano la presenza in gara e amplificano l’impatto del progetto oltre la linea di galleggiamento.
All’arrivo, il saluto tra vincitore e inseguitrice ha raccontato il clima di rispetto che ha attraversato la flotta. Alcuni concorrenti sono ancora in mare per completare la prova; la graduatoria finale mantiene margini di lettura fino al completo rientro della flotta.
La stagione di Clapcich prosegue su due binari: accumulo di miglia e risultati in solitario per avanzare nella qualifica al Vendée Globe e regate in equipaggio per testare assetti, procedure e resistenza della crew. Le scadenze del 7 novembre e del 1° settembre 2026 forniscono tappe concrete per misurare i progressi nella transizione verso il giro del mondo in solitario.
Per chi segue la lunga costruzione di una campagna IMOCA resta un dato netto e verificabile: 8 giorni e 20 ore che fotografano la capacità di una skipper di tradurre esperienze olimpiche e regate oceaniche con equipaggio in una progressione pratica verso il circuito IMOCA.
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