Francesca Clapcich: partita per la Vendée Arctique
Alle 13:02 del 7 giugno 2026 l’IMOCA foiling 11th Hour Racing ha tagliato la linea di partenza; rotta verso il Circolo Polare Artico e un programma di citizen science a bordo.
Alle 13:02 del 7 giugno 2026 l’IMOCA foiling 11th Hour Racing ha tagliato la linea di partenza; rotta verso il Circolo Polare Artico e un programma di citizen science a bordo.
Alle 13:02 del 7 giugno 2026 Francesca Clapcich è partita da Les Sables d’Olonne sulla sua IMOCA foiling 11th Hour Racing per la Vendée Arctique-Les Sables d’Olonne. Flotta di nove imbarcazioni, percorso non vincolato che salirà fino alla latitudine 66°N; previste condizioni da vento leggero ad oltre 30 nodi e onde fino a 4 metri. Clapcich lancerà una boa meteorologica tra 62° e 65°N come contributo al monitoraggio oceanico e punta ai punti utili per la qualificazione al Vendée Globe 2028.
7 giugno 2026, 13:02. Francesca Clapcich ha tagliato la linea di partenza della Vendée Arctique - Les Sables d’Olonne a bordo dell’IMOCA foiling 11th Hour Racing, piazzandosi subito in testa alla flotta.
La partenza perfetta si è scontrata subito con un quadro meteorologico variabile: vento iniziale intorno ai 5 nodi, mare formato e onde lunghe che rallentano i primi scambi di posizioni. Poi, più a nord, modelli e osservazioni indicano l’arrivo di un sistema in grado di innalzare i venti fino a 30 nodi e produrre onde attorno ai 4 metri. Un passaggio netto, da leggerezza a carico, che costringerà gli skipper a rivedere assetti e priorità in corsa.
Nei primi 24 ore la scelta di restare nel corridoio più calmo o cercare la pressione utile si deciderà in poche manovre. Clapcich ha guadagnato posizionamento mantenendo sopravvento, sfruttando la scia e la capacità della barca di cavarsela anche a bassa velocità. Poi toccherà bilanciare il set-up foiling con la necessità di preservare parti meccaniche e strumenti elettronici, questi ultimi soggetti a sollecitazioni elevate quando il mare si alza.
La Vendée Arctique non impone un percorso fisso: la rotta è libera e si sale fino alla latitudine di 66°N prima di tornare su Les Sables d’Olonne. Questa libertà amplifica la componente tattica: si può guadagnare molto scegliendo correnti e pressioni migliori, ma si può anche perdere tutto con un azzardo mal calcolato.
Le IMOCA foiling permettono velocità elevate ma impongono compromessi quando il vento cambia di colpo. A bassa velocità la sensibilità ai colpi d’onda cresce; a velocità sostenute, invece, è la struttura e la trasmissione a essere sottoposte a carichi intensi. Il controllo dell’angolo di volo, la regolazione dei flap e la gestione del piano velico saranno determinanti per ridurre sollecitazioni inutili e mantenere ritmo di regata.
In pratica: quando le raffiche entrano, la scelta è spesso tra aprire e surfare o ridurre e proteggere. Ogni opzione ha un prezzo, e su prove di questo tipo chi sa alternare decisione e prudenza trova il margine necessario per restare competitivo lungo tutto il percorso.
Clapcich lancerà una boa meteorologica tra le latitudini di 62° e 65°N. La boa pesa 28 kg, dispone di un’ancora galleggiante lunga 15 metri e registra pressione atmosferica, temperatura della superficie e correnti misurate a 15 metri di profondità. I pacchetti dati verranno inviati in tempo reale, integrando le osservazioni satellitari e migliorando le mappe di breve raggio.

Dal punto di vista operativo il lancio richiede pochi passaggi ma precisi: segnalazione del punto GPS, controllo finale dell’hardware, rilascio dall’opera viva con assetto di sicurezza e verifica del corretto flusso dati. Tutto questo va fatto mentre la barca avanza, condizione che aumenta il livello di difficoltà e richiede procedure consolidate e una squadra preparata.
La misura diretta in aree ad alta latitudine ha valore immediato per la navigazione: corregge modelli, migliora previsioni locali e fornisce riferimenti utili a chi segue la rotta. Per la scienza, quelle misure aiutano a capire la variabilità stagionale delle correnti e della temperatura superficiale in punti poco coperti dalle osservazioni convenzionali.
Oltre al piazzamento, il tempo impiegato vale punti per la qualificazione al Vendée Globe 2028. Per chi mira al giro del mondo in solitario la Vendée Arctique è un banco di prova pratico: ore in condizioni estreme, gestione delle risorse a bordo, manutenzione in navigazione e la capacità di completare operazioni tecniche in sicurezza, come il rilascio di strumenti scientifici.

Il team di Clapcich unisce esperienza olimpica, campagne oceaniche e regate IMOCA per trovare un equilibrio tra performance e gestione della barca. Parallelamente, il progetto comunica temi sociali come discriminazione e cambiamento climatico: messaggi che accompagnano la dedizione sportiva e la raccolta dati a favore della ricerca.
Il palmarès della skipper rafforza la scelta di usare questa prova come test operativo: esperienze passate in regate oceaniche e in eventi di alto livello forniscono la base per impostare la strategia di gara, decidere quando spingere e quando invece preservare scafo e attrezzature.
La regata è partita da poche ore. La prima fase di vento leggero è già stata metabolizzata e la flotta comincia a disporsi secondo scelte diverse: qualcuno cerca la pressione a ridosso della costa, altri puntano verso ovest per intercettare correnti utili. Per chi osserva, la cartografia elettronica aggiornerà costantemente le posizioni: una gara di scelte, di resistenza e di dati raccolti in alto mare.
Codice tecnico di riferimento: IMOCA Class Rules.
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