Coppa Regina dei Paesi Bassi 2026: Chestress 3 vince
La 49ª edizione tra Porto Ercole, Giannutri, Giglio e Montecristo decisa da passaggi tecnici e gestione delle brezze
La 49ª edizione tra Porto Ercole, Giannutri, Giglio e Montecristo decisa da passaggi tecnici e gestione delle brezze
La 49ª Coppa Regina dei Paesi Bassi si è chiusa con oltre 20 imbarcazioni al via: vento quasi inesistente e letture del campo hanno determinato gli esiti. Overall ORC a Chestress 3 (Giancarlo Ghislanzoni), Overall IRC a Chestress (Petti/Anserini) e Line Honours a Victory (Massimo Borselli). Le scelte tattiche hanno pesato sul ranking del Campionato Italiano Offshore.
Un vento quasi assente ha deciso la 49ª Coppa Regina dei Paesi Bassi: la bava di brezza che ha soffiato lungo il percorso della Coppa Regina dei Paesi Bassi tra Porto Ercole, Giannutri, Giglio e Montecristo ha trasformato una regata offshore in una gara di lettura continua del campo di regata e di gestione marinaresca.
La manifestazione, organizzata dal Circolo Nautico e della Vela Argentario, ha visto oltre 20 imbarcazioni al via ed è stata tappa del Campionato Italiano Offshore e del Trofeo Arcipelago Toscano. Il percorso ha messo sotto pressione tanto i timonieri quanto gli strateghi a bordo: dove il vento mancava, contava la pazienza, la scelta della rotta e la prontezza delle manovre.
Vento leggero e variabile ha esaltato il valore delle piccole cose. La bolina con micro-girate, la scelta di restare a largo per trovare un filo di vento o di avvicinarsi alla costa per sfruttare i banchi di pressione hanno prodotto scarti che, sommati, hanno deciso posizioni e tempi.
Intorno a Giannutri e nel tratto tra Giglio e Montecristo le correnti locali e le ombre aerodinamiche delle isole hanno imposto letture continue. Alcuni equipaggi hanno allungato la rotta per inseguire creste di vento più stabili; altri hanno scelto traiettorie più corte e rischiose, cercando guadagni immediati. La differenza è stata spesso questione di metri e di secondi, non di potenza della barca.
La Coppa Challenge offerta dai Reali d’Olanda per la classifica Overall ORC è andata a Chestress 3, armata da Giancarlo Ghislanzoni. La barca ha beneficiato di una lettura costante del vento e di un ritmo di bordo che ha limitato gli errori nelle fasi critiche.
Nel confronto in tempo compensato, Chestress (Petti/Anserini) ha conquistato l’Overall IRC, mentre la sfida in tempo reale ha premiato la velocità pura di Victory (Massimo Borselli), artefice delle Line Honours. Differenti approcci, risultati distinti: efficacia tattica e velocità istantanea hanno convissuto sullo stesso campo.
La graduatoria ha delineato una flotta divisa in piccole battaglie interne. Nel Overall ORC il podio: 1° Chestress 3 (Ghislanzoni), 2° Chestress (Petti/Anserini), 3° Orion Europsat (Bolognese/Calvo). Nel Overall IRC il podio: 1° Chestress, 2° Dagobah 2 (Maurizio Micheli), 3° Iemanja (Piero De Pirro).
Line Honours: Victory – Massimo Borselli
ORC Gruppo 1: 1° Chestress 3, 2° Orion Europsat, 3° Victory
ORC Gruppo 2: 1° Chestress, 2° Dagobah 2, 3° Iemanja
ORC x2: 1° Zabriskie Point 2 – Marco Franzetti
IRC x2: 1° Atahualpa – Bruno Battista
La regata ha messo in evidenza la preparazione tecnica degli equipaggi. L'attenzione al trimming delle vele per brezze deboli, la rapidità nelle virate e la capacità di reinventare la traiettoria in pochi istanti hanno contato quanto il progetto della barca. In condizioni leggere, ogni regolazione assume un peso maggiore: piccoli errori si pagano a caro prezzo, mentre le correzioni efficaci creano vantaggi persistenti.
Alcuni team hanno investito nella simulazione pre-partenza, provando settaggi differenti per jib e gennaker; altri hanno puntato sulla disciplina di manovra, limitando le operazioni superflue. Il risultato è stato un campo di gara dove la freddezza in cabina di regia ha spesso battuto l'istinto di accelerare a ogni soffio.
La cerimonia di premiazione si è svolta nella sede del Circolo a Cala Galera, con armatori, equipaggi e autorità presenti. Il Comitato di Regata è stato chiamato a decisioni puntuali per mantenere valida la prova in condizioni poco favorevoli, e la segreteria tecnica ha gestito iscrizioni e reclami con rapidità.
I riconoscimenti ufficiali hanno citato il lavoro dei volontari, la sicurezza in mare e la logisticache ha supportato l'evento. L'organizzazione ha messo in evidenza l'equilibrio tra tradizione locale e livelli agonistici nazionali, elemento che rende la Coppa un banco di prova affidabile per chi naviga l'offshore.
La 49ª edizione influisce sulla classifica del Campionato Italiano Offshore e modifica le carte in tavola per le prossime prove del circuito. Le scelte strategiche adottate qui – nella gestione delle vele leggere, nella scelta delle rotte e nel timing delle manovre – costituiranno un riferimento pratico per chi affronterà i prossimi appuntamenti.
Il campo di regata ha ricordato quanto il territorio conti: le correnti e le dinamiche locali dell'Arcipelago Toscano hanno inciso direttamente sui risultati, imponendo rispetto e conoscenza delle rotte. Per gli equipaggi si apre ora un periodo di analisi tecnica, utile a trasformare le osservazioni fatte in miglioramenti concreti per la stagione che prosegue.
La scena iniziale — la regata decisa da una brezza apparentemente insignificante — si richiude con uno sguardo al calendario: le conseguenze di questa prova si misureranno nelle successive tappe del Campionato Italiano Offshore e nelle scelte di equipaggi e armatori, che hanno ora elementi pratici per ritarare strategie e assetti in vista delle prossime sfide.
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