Capraia Sail Rally 2026: Mabelle vince il rally multipartenza
Ventuno imbarcazioni, regate costiere e una regata inversa: il 6° raduno dell'Associazione Vele Storiche Viareggio a Capraia conferma l'anima sociale della vela d'epoca
Ventuno imbarcazioni, regate costiere e una regata inversa: il 6° raduno dell'Associazione Vele Storiche Viareggio a Capraia conferma l'anima sociale della vela d'epoca
Il 6° Capraia Sail Rally (11-14 giugno 2026) ha visto 21 imbarcazioni partecipanti, la vittoria di Mabelle nel rally di multipartenza e di Ilda nel Trofeo Isola di Capraia Classic. Le regate si sono svolte con venti fino a 15 nodi, mentre il museo galleggiante ha esposto scafi varati tra il 1935 e il 1979.
Capraia Sail Rally 2026: 21 imbarcazioni in navigazione, la più anziana varata nel 1931 e una formula di gara pensata per mettere al centro gli scafi e le loro storie più che la prestazione pura. Il dato più netto è questo: barche da 9,25 a 23,50 metri hanno trasformato il porto in un museo galleggiante, visibile e percorribile lungo la banchina principale del Marina di Capraia.
Organizzato dall'Associazione Vele Storiche Viareggio dall'11 al 14 giugno 2026, il 6° Capraia Sail Rally ha alternato un rally d'avvicinamento con formula di multipartenza, regate costiere e una "regata inversa" pensata per il pubblico. Il vento, dai quadranti settentrionali, ha raggiunto i 15 nodi nei momenti migliori, offrendo condizioni tecniche interessanti ma sempre gestibili per equipaggi abituati a scafi d'epoca.
Giovedì 11 giugno il rally d'avvicinamento ha adottato la formula della multipartenza: ogni imbarcazione ha tracciato percorso, coordinate, miglia e tempo tramite l'App Garmin Navionics Boating, con un intervallo di due ore definito come finestra di navigazione. La procedura ha messo alla prova sia la precisione nella gestione della rotta sia la capacità di ottimizzare la vela in condizioni variabili.
La classifica finale ha premiato Mabelle, progetto di Dick Carter varato nel 1973, costruito in tre strati di pino su ordinate in acacia. Il refitting eseguito nel 2024 dal cantiere Servizi Nautici del maestro d'ascia Giuseppe Frassi è stato determinante: scafo, attrezzatura e assetto velico sono stati ritarati per restituire all'imbarcazione sicurezza e prestazione. L'armatore pisano Gabriele Berti ha raccontato una navigazione di bolina larga con una velocità media di 6,5 nodi sotto Maestrale a 15 nodi — una conduzione misurata, concentrata sulla consistenza più che sul picco di velocità.
Sabato 13 giugno la "regata inversa" ha offerto una cornice suggestiva: percorso a bastone e partenze temporizzate secondo handicap assegnati dall'organizzazione, con l'obiettivo di concentrare gli arrivi e moltiplicare le occasioni coreografiche davanti alla costa. La formula ha premiato chi ha saputo leggere il rating e gestire i tempi di bolina, oltre a chi è riuscito a sfruttare le micro-rotazioni del vento.
Il Trofeo Challenge Isola di Capraia Classic, istituito nel 2024, è andato a Ilda (1946), cutter di 11,20 metri con poppa a canoa, progetto di William Atkin e costruita presso La Ligure di Carpenteria di Recco. La vittoria su un'imbarcazione varata 80 anni fa ha avuto, oltre al valore sportivo, una forte componente simbolica: la linea d'acqua classica e l'insieme velico hanno dimostrato quanto la cura del mezzo restituisca competitività anche su percorsi tecnici e ravvicinati.

Venerdì 12 giugno le prove con rating CIM e le sfide nei raggruppamenti VSV hanno messo in rilievo il confronto fra epoche diverse: barche progettate con filosofie costruttive distanti si sono misurate su percorso e handicap, producendo risultati che valorizzano tanto il valore storico quanto la capacità di adattamento degli equipaggi. Le classifiche non hanno avuto sorprese estreme, ma diverse interpretazioni tattiche hanno cambiato la gerarchia nelle singole manches.
Per tutta la durata dell'evento le imbarcazioni sono rimaste ormeggiate lungo la banchina principale del Marina di Capraia. Cartellonistica storica ha accompagnato i visitatori, raccontando origini, paternità progettuali e le principali partecipazioni regatanti. Tra le imbarcazioni esposte, il ketch australiano El Oro (20,72 m), costruito in lamellare di mogano nel 1975 dal cantiere francese Nautic Saintonge su progetto di Georges Auzépy-Brenneur, ha attirato curiosità per le sue traversate oceaniche e il palmarès offshore.
Sul fronte istituzionale, Corsaro II della Marina Militare ha segnato il cambio di comando: il nuovo comandante è il Capitano di Corvetta Bartolomeo Mazza, con a bordo il nocchiere Massimiliano Saffer, reduce dall'Amerigo Vespucci. Il passaggio di consegne ha aggiunto un capitolo di rappresentanza istituzionale a un evento già ricco di contenuti nautici e storici.

Il calendario sociale dell'evento ha alternato momenti di regata a convivialità: due serate dedicate agli equipaggi, musica dal vivo sulla spiaggia di Punta del Frate e gesti simbolici come la consegna del Challenge Nobile Ordine Marittimo Cavalieri di Capraia a Edmondo Colliva, sponsor dell'evento. La prima edizione del Trofeo Challenge del Cavaliere Nero ha trasformato l'ultimo classificato del rally in protagonista, con un riconoscimento pensato per premiare lo spirito di partecipazione.
Il Comitato di Regata ha lavorato sotto la presidenza del giudice FIV Alessandro Beppi; alcune imbarcazioni hanno ospitato direttamente il Comitato in banchina, mentre piccoli gesti tra equipaggi — lo scambio di vinili, consegne di bottiglie per anniversari — hanno scandito le celebrazioni degli scafi più anziani. Questi dettagli hanno conferito all'assemblea un tono familiare, fatto di rispetto per la tradizione e di attenzione alle persone che custodiscono il patrimonio nautico.
La comunità degli appassionati guarda già all'autunno per i bilanci tecnici e alle date 2027, con la possibilità di ampliare la partecipazione internazionale come punto all'ordine del giorno dell'organizzazione. Il prossimo appuntamento verrà definito nei prossimi mesi e diventerà il termometro per valutare la crescita dell'evento nel calendario delle vele storiche.
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