brigantino La Grace a Porto Ercole: replica e scuola di vela
La replica costruita tra 2008 e 2010 nel cantiere di Suez è tornata a sorprendere il borgo marinaro: nave scuola, 37 posti e un equipaggio internazionale in abiti d'epoca.
La replica costruita tra 2008 e 2010 nel cantiere di Suez è tornata a sorprendere il borgo marinaro: nave scuola, 37 posti e un equipaggio internazionale in abiti d'epoca.
Il brigantino La Grace, replica di una fregata del XVIII secolo costruita artigianalmente tra il 2008 e il 2010 a Suez, è tornato davanti a Porto Ercole. Lunga 126 metri e larga 23, dispone di 37 posti a bordo e naviga tutto l'anno come nave scuola per la promozione delle tradizioni della vela europea; l'equipaggio è prevalentemente centro-europeo e veste abiti d'epoca.
brigantino La Grace è tornato davanti a Porto Ercole e ha fermato per qualche ora il ritmo della banchina: vele spiegate, sagome scure contro il cielo e gente radunata lungo il lungomare. Il colpo d'occhio è stato quello di una nave fuori scala rispetto alle barche locali, tanto da trasformare la sosta in un evento improvvisato che ha richiamato residenti, curiosi e i fotografi del borgo.
Le immagini arrivate al comandante Daniele Busetto, scattate dalla coppia nota in paese per la loro edicola, restituiscono una scena precisa: mani che corrono sulle drizze, ordini pronunciati e quel silenzio carico di concentrazione che solo una nave in rada sa generare. La Grace è una replica costruita tra il 2008 e il 2010 nel cantiere navale di Suez da un gruppo di volontari, seguendo tecniche artigianali e un progetto che guarda alla tradizione costruttiva.
Progettata per essere utilizzata come nave scuola, La Grace conduce attività formative e promozionali per gran parte dell'anno. I piani costruttivi si rifanno ai disegni del 1768 dell'architetto navale svedese Fredrik Henrik af Chapman, autore di Architectura navalis mercatoria. A bordo non ci sono spettatori passivi: chi sale partecipa alle manovre, vive la vita di bordo e si confronta con pratiche che oggi si trovano soprattutto nelle accademie o nei cantieri storici.
Con 37 posti disponibili, la nave ospita crociere didattiche e uscite dimostrative dove si intrecciano pratica nautica e racconto storico. L'equipaggio è composto prevalentemente da uomini e donne di nazionalità russa, polacca, ceca e ungherese, e indossa abiti d'epoca durante le uscite: un dettaglio che trasforma ogni approdo in una piccola finestra sul passato, senza togliere la necessità di competenze moderne per la gestione della navigazione e della sicurezza.
Il nome La Grace rimanda a una fregata del XVIII secolo collegata al capitano Augustive Herman. La nave storica aveva svolto rotte mercantili ed esplorative in Europa, negli Stati Uniti e nei Caraibi; durante alcuni viaggi transatlantici svolse anche azioni corsare, come la cattura di due barche spagnole cariche di zucchero, tabacco e vino lungo la costa del Guatemala. Questi episodi entrano nel repertorio simbolico della replica, che porta in mare una memoria di commercio, guerra e scambio.
Il richiamo a quella storia non è solo ornamentale: il nome, traducibile in "Graziosa", diventa ponte tra una tradizione marittima ceca e l'attualità di una nave che oggi funziona da veicolo pedagogico e culturale. La replica non si limita all'esposizione statica: è pensata per muoversi, per insegnare e per restituire la memoria marittima in forma attiva.
Tra il 2008 e il 2010, un gruppo di volontari ha adottato metodi manuali e lavorazioni tipiche dei cantieri storici per realizzare la replica a Suez. La scelta di privilegiare la mano d'opera e le tecniche tradizionali ha una conseguenza immediata: la nave mantiene caratteristiche costruttive che richiedono manutenzioni regolari e competenze specializzate per la conservazione strutturale ed estetica.

I numeri rendono chiaro perché La Grace abbia un impatto così forte sugli osservatori: una lunghezza di 126 metri e una larghezza di 23 metri. Per una replica storica queste dimensioni sono imponenti; in prossimità di piccole calette e porti minori come Porto Ercole la silhouette del brigantino assume proporzioni scenografiche, attirando lo sguardo e alterando la percezione degli spazi.
Le dimensioni ampliano anche la capacità didattica: spazi per l'alloggio, ponti attrezzati per esercitazioni e zone dedicate alle lezioni pratiche rendono possibile ospitare gruppi numerosi senza rinunciare all'autenticità delle manovre. Allo stesso tempo, la manutenzione di una replica di queste dimensioni è un impegno continuo: programmazioni, controlli e interventi specializzati entrano nella routine dei gestori.
La sosta davanti all'Argentario è stata vissuta come un momento di incontro. Per il borgo marinaro la Grace ha offerto più di un'immagine fotografica: ha messo in scena un dialogo tra passato e presente, attirando domande sulla vita a bordo, sulle rotte della nave e sui programmi formativi che la vedono protagonista.
Sul piano pratico resta da seguire l'evoluzione degli itinerari e delle attività previste per la stagione: la nave dispone già di un calendario di navigazioni didattiche che verrà aggiornato dai gestori. L'arrivo all'Argentario è l'ultimo episodio osservabile di una storia in movimento — e la domanda aperta è quale prossimo porto o programma didattico darà modo a La Grace di riprendere il largo e continuare il suo racconto in mare.
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