Antonio Squizzato: argento al Mondiale 2.4mR
Due medaglie e un quarto posto assoluto per la Canottieri Garda Salò nei Mondiali 2.4mR; successo anche nell'UFO22 Eurocup
Due medaglie e un quarto posto assoluto per la Canottieri Garda Salò nei Mondiali 2.4mR; successo anche nell'UFO22 Eurocup
Antonio Squizzato conquista la medaglia d'argento Para al Campionato del Mondo 2.4mR sul Sneekermeer, chiudendo quarto assoluto nella flotta Gold; Davide Di Maria è secondo tra gli Under 30. La Canottieri Garda Salò firma inoltre la vittoria nell'UFO22 Eurocup con Stefano Beruffi.
Antonio Squizzato è medaglia d’argento Para al Campionato del Mondo 2.4mR, manifestazione che ha riunito 86 equipaggi da 18 nazioni sul Sneekermeer dal 7 al 12 luglio.
La vittoria sul podio Para può sorprendere chi si aspetta risultati decisi solo dal vento. In realtà, quel che appariva come contraddizione è il frutto di qualcosa di molto terreno: capacità di adattamento, gestione delle prove e lettura del campo di regata. Squizzato ha rimontato nelle ultime regate, assicurandosi il podio nella classifica Para e il bronzo nella categoria NOD (Norlin One Design), pur in un campo segnato da salti di vento e variabilità estrema.
Quel che ha fatto la differenza non è stato un singolo episodio, ma una sequenza: scelte tattiche coerenti, controllo delle regolazioni e zero panico nei passaggi più instabili. In acque con rotazioni e buchi, la capacità di leggere le correnti e di mantenere l'assetto del 2.4mR ha permesso a Squizzato di limitare gli scarti e capitalizzare sui recuperi nelle prove finali. Ha regatato nella flotta Gold chiudendo al quarto posto assoluto con 37 punti, risultato che vale l'argento nella graduatoria para.
Al vertice della classifica generale e della classifica Para si è piazzato il tedesco Heiko Kröger, avversario storico di Squizzato. Il confronto tra i due ha scandito la regata: quando Kröger ha imposto il ritmo, la flotta ha dovuto adattare il proprio disegno tattico; quando il vento ha girato, sono saltate le gerarchie e sono emerse opportunità per chi è riuscito a restare calmo e preciso nelle manovre.
Nella stessa flotta, il giovane timoniere della Canottieri, Davide Di Maria, ha centrato un altro podio rilevante: secondo nella classifica Under 30, alle spalle del finlandese Otto Dahlberg. Il piazzamento riflette la capacità del club gardesano di accompagnare i talenti nella loro crescita agonistica: non solo presenza in regata, ma anche sistematicità nell'allenamento e scelte tecniche che facilitano il passaggio di testimone tra generazioni.
Il 2.4 mR è uno scafo lungo 4,20 metri concepito per la competizione singola; la sua architettura lo rende adatto tanto agli equipaggi normodotati quanto ai velisti con disabilità. Tutte le scotte e i comandi sono installati sottocoperta su una console davanti allo skipper: scelta che permette la regolazione rapida senza spostamenti a bordo e consente l’uso del timone a mano o a pedale.
Questa disposizione fa emergere un'altra verità del 2.4mR: la velocità non è tanto questione di forza quanto di precisione. La gestione delle regolazioni a portata di mano riduce il dispendio di movimento e aumenta la costanza d'assetto in condizioni instabili. Il 2.4mR non impiega spinnaker; per la virata del fiocco in poppa si utilizza un tangone che facilita le manovre e contribuisce a mantenere la velocità anche con vento leggero o perturbato.
La conformazione dello scafo e l'ergonomia degli equipaggiamenti trasformano ogni prova in una partita di micro-scelte: piccole correzioni di trim, scelte di lato del campo e gestione della deriva diventano gli elementi determinanti. In regate con rotazioni e buchi, la differenza tra chi rimane nelle posizioni di testa e chi scivola indietro spesso si decide su istanti brevissimi, dove conta più la coerenza che l'istinto.
La rassegna olandese ha completato dieci prove. Venti instabili e cambi di direzione repentini hanno messo alla prova la continuità dei risultati: in quel contesto la regolarità ha pesato più di qualche piazzamento eccellente. Squizzato ha limitato gli scarti grazie a una serie di piazzamenti solidi nelle prove decisive, e la strategia ha pagato quando il vento ha offerto possibilità di recupero.
L'organizzazione ha gestito due binari di classificazione: la categoria NOD raggruppa barche costruite secondo i piani originali di Peter Norlin, mentre il regolamento Open della classe 2.4mR consente modifiche che portano a ottimizzazioni diverse. Questo duplice approccio ha trasformato la manifestazione in una finestra sulle scelte progettuali e sulle sovrapposizioni di performance tra scafi omogenei e scafi modificati.
Per la Canottieri Garda Salò, i risultati individuali assumono anche un valore collettivo: indicano la qualità dell'allenamento, la gestione tecnica del materiale e la capacità del club di mantenere una linea preparatoria efficace quando le condizioni non sono favorevoli. La struttura tecnica del circolo emerge nelle scelte fatte in acqua e dietro le quinte, dove si preparano assetti e strategie specifiche per scenari mutevoli.
Nel medesimo fine settimana la Canottieri Garda Salò ha centrato un altro successo internazionale: la vittoria dell'UFO 22 Eurocup nelle acque del Lago Achensee con il timoniere Stefano Beruffi a bordo di Magica. La performance è stata netta: sette primi posti in altrettante prove per un totale di 7 punti nella classifica finale, tra tredici equipaggi iscritti provenienti da Italia, Austria e Germania.
L'UFO 22 è un monotipo da regata di 6,70 metri disegnato da Umberto Felci, con dislocamento attorno ai 700 kg e una superficie velica di 29,5 m². Pensato per equipaggi di tre-quattro persone, è facilmente trasportabile su carrello monoasse e può essere armato in poche ore: caratteristiche che ne spiegano la diffusione sui laghi del Nord Italia e nelle flotte d'oltralpe. A Achensee, la capacità di Beruffi e del suo equipaggio di interpretare il campo e scegliere la velocità giusta ha portato a una sequenza di primi posti difficili da contrastare.
La doppia affermazione, nel singolo 2.4mR e nella classe UFO22, restituisce un'immagine precisa della Canottieri Garda Salò: un club capace di ottenere risultati in classi con esigenze tecniche e strategiche molto diverse, dove contano tanto le scelte in acqua quanto la preparazione a terra.
La Società Canottieri Garda Salò, fondata nel 1891, mantiene un’attività agonistica estesa: dalla vela al canottaggio, con un centro sportivo e un porto privato che ospita fino a 120 imbarcazioni. Il circolo conta oltre mille soci e continua a produrre risultati internazionali attraverso una struttura tecnica consolidata e percorsi di allenamento che combinano esperienza e lavoro mirato.
Al termine dell'evento internazionale sui Paesi Bassi, il quadro è questo: medaglia d'argento Para per Antonio Squizzato, quarto posto assoluto nella flotta Gold, argento Under 30 per Davide Di Maria e successo pieno nell'UFO22 Eurocup con Stefano Beruffi.
Il prossimo impegno della squadra è segnato in calendario.
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