24 Ore di San Marino 2026: via il 6 giugno con oltre 30 iscritti
Regata endurance con pit stop, notturna e la Vela Cup del Giornale della Vela: percorso di 12 miglia tra Rimini e Riccione.
Regata endurance con pit stop, notturna e la Vela Cup del Giornale della Vela: percorso di 12 miglia tra Rimini e Riccione.
La 24 Ore di San Marino parte il 6 giugno alle 15:00 con oltre 30 barche iscritte. Gara su circuito di 12 miglia fra Rimini e Riccione, con cambi equipaggio in stile pit stop, navigazione giorno-notte e classifica Vela Cup calcolata sul primo giro. Premiazioni domenica al Marina di Rimini.
24 Ore di San Marino scatta il 6 giugno alle 15.00. Lo start segna l'inizio di 24 ore consecutive di regata su un circuito di 12 miglia disegnato tra Rimini e Riccione, con partenza fissata dallo Yachting Club San Marino e sotto l'egida della Federazione Sammarinese Vela.
Il conteggio non guarda al tempo assoluto ma ai giri completati: alla fine delle 24 ore, vince chi avrà totalizzato il maggior numero di passaggi sul tracciato. È una gara che misura ritmo, continuità e capacità di riprendersi dopo ogni uscita in porto per il cambio equipaggio.
La formula richiama le gare automobilistiche: ci sono i pit stop. A bordo si possono effettuare cambi, scambi di ruoli, interventi rapidi di manutenzione e rifornimenti necessari per proseguire senza perdere ritmo. Ogni sosta è un momento critico: chi la gestisce con procedure collaudate torna in acqua con un vantaggio tangibile sul gruppo.
La notte poi cambia completamente i parametri di scelta: le vele che funzionano bene al tramonto non sempre sono adatte all'ora buia, i turni di guardia richiedono disciplina, le pause per il sonno vanno programmate come parte della strategia. Su un circuito corto, frequenti sono le manovre: virate, strambate, ingressi e uscite di boa consumano energie e chiamano precisione nelle fasi di cambio equipaggio.
Non si tratta solo di resistenza fisica: la logistica del bordo, la distribuzione dei compiti e la capacità di reagire a imprevisti brevi — una scotta inceppata, un problema elettrico o un cambio di vento improvviso — determinano la frequenza dei giri. Le imbarcazioni che riescono a mantenere procedure snelle hanno più probabilità di accumulare passaggi con continuità.
Il percorso triangolare fra Rimini e Riccione impone scelte di rotta continue. Cambiare lato di bolina, decidere il passaggio alla boa in funzione del traffico diporto o dei banchi di corrente, ripartire dopo un pit stop: sono tutte decisioni che si prendono sul momento e che influenzano il numero di giri completati.
Su circuiti brevi la posizione relativa degli avversari è sempre visibile, e questo rende il confronto diretto. Il timoniere deve saper leggere il campo di regata senza perdere di vista la necessità di preservare l'imbarcazione e l'equipaggio: una conduzione aggressiva può dare giri in più nel breve termine ma stancare l'equipaggio o usurare materialmente la barca.
I dettagli tecnici restano centrali: selezione delle vele, assetti per diverse intensità di vento, organizzazione delle scorte a bordo. Sono elementi che, sommati a manovre veloci e a una prontezza nelle sostituzioni dell'equipaggio, pesano sul ritmo complessivo e quindi sul risultato finale.

Parallelamente alla 24 ore si corre la Vela Cup, promossa dal Giornale della Vela. Qui la classifica si decide sul tempo del primo giro: una scelta che apre la partecipazione anche a chi cerca una sfida più breve o vuole misurarsi senza affrontare l'intera durata della regata.
Il primo passaggio diventa così una corsa a sé: partenza esplosiva, scelte di rotta nette e massima concentrazione per chi punta a entrare nella graduatoria Vela Cup. Questo formato aggiunge una sottotraccia competitiva all'evento, con equipaggi che giocano contemporaneamente su due fronti — la classifica a lungo termine e quella immediata del primo giro.
Il confronto fra livelli diversi di equipaggi e imbarcazioni, dalla barca più performante allo scafo amatoriale, trova in questo doppio binario una completa rappresentazione: chi resta per tutta la durata misura la propria consistenza, chi opta per il giro d'ingresso prova la propria velocità istantanea.
Già all'iscrizione si nota la varietà degli scafi: oltre 30 imbarcazioni hanno confermato la partecipazione, con barche di diversa metratura e impostazione che promettono duelli ravvicinati e notti animate sotto le luci della costa romagnola.
Lo Yachting Club San Marino ha reso disponibili tutti i documenti tecnici: bandi, istruzioni di regata e informazioni logistiche utili per gli equipaggi. Il materiale pubblicato serve a uniformare procedure e tempi, riducendo il margine di errori durante le fasi più concitate della manifestazione.

Tra le consuetudini che caratterizzano la 24 Ore, c'è un gesto diventato ormai simbolo: all'alba gli organizzatori portano in mare, con un gommone, bomboloni per tutti gli equipaggi. È un momento che stempera la tensione e ricompone il senso di comunità tra concorrenti, un piccolo rituale conviviale che resta impresso alle edizioni passate.
La cerimonia di premiazione è fissata per domenica al Marina di Rimini, dove si terrà anche la festa conclusiva. I riconoscimenti saranno assegnati alle imbarcazioni che avranno raggiunto le migliori performance sul campo, dopo un fine settimana fatto di partenze, rientri, soste e ripartenze.
La regata è supportata dal patrocinio della Segreteria di Stato allo Sport e della Segreteria di Stato al Turismo della Repubblica di San Marino; il coinvolgimento istituzionale accompagna l'evento e contribuisce all'organizzazione degli aspetti logistici e promozionali.
La 24 Ore di San Marino mette alla prova competenze tecniche, resistenza fisica e capacità di gestione umana: il numero di giri completati in 24 ore resta la misura oggettiva del risultato, ma la complessità dell'operare in mare per un intero ciclo giorno-notte rende ogni edizione una storia fatta di scelte e di piccoli dettagli che fanno la differenza.
Il segnale di fine regata dirà chi avrà accumulato la serie più lunga di passaggi, ma fino a quel momento restano in gioco tattiche, adattamenti e la curiosità su come si evolverà l'edizione 2026 rispetto alle precedenti. La festa al Marina di Rimini chiuderà il weekend, ma la domanda su quali dinamiche emergeranno nelle prossime stagioni rimane aperta.
Ti Potrebbe Interessare Anche
Harken nuovo Racing Partner della Foiling Week 2026
Tutti i verricelli Harken sono prodotti a Limido Comasco, dove finiscono anche i Captive winch destinati alle applicazioni più critiche: quel dato...
Flyer reunion: 16 ex equipaggi a Rotterdam
Flyer reunion a Rotterdam: sedici membri degli equipaggi dei leggendari Flyer 1 e Flyer 2 si sono ritrovati il 5 e 6 giugno 2026 nella sede del Royal Rowing...
Vendée Arctique: Clapcich quinta dopo 48 ore
Quasi 48 ore in mare eppure a pochi metri dalla scogliera: la contraddizione sintetizza la giornata della Vendée Arctique per Francesca Clapcich....
Trofeo Seven Stars: Chieffi e Corsi vincono a Viareggio
Trofeo Seven Stars deciso in quattro prove: la vittoria è andata a Enrico Chieffi e Manlio Corsi, che con tre successi parziali hanno chiuso la...
Trofeo del Timoniere: Sampiero vince a La Spezia
A ottobre, durante il Campionato Italiano di Trieste, verrà assegnato il titolo del Trofeo del Timoniere; la tappa di La Spezia disputata all’inizio...
RS21 Cup Torbole: Act 3, 12-14 giugno
L'apertura a Torbole della RS21 Cup comincia con il Pelèr che taglia la gola del lago: l'aria è fredda, le pareti rocciose la incanalano...
Campionato Italiano Dolphin 2026: Twister Sterilgarda
Quella domenica del 7 giugno 2026, tra le onde corte del Lago di Garda e il vento termico che cambiava direzione, si è decisa una stagione. Il Campionato...
Campionato Italiano Snipe 2026 a Maccagno
È già storia che torna a dialogare con il presente: l'Unione Velica Maccagno, fondata nel 1977, si prepara ad ospitare il Campionato Italiano...
Vendée Arctique: Clapcich sesta dopo il primo giorno
Il sole basso rifletteva sul mare mosso mentre la prua di 11th Hour Racing cercava ritmo: la barca scivolava con il J2, tagliando onde corte e spruzzi...