24 Ore di San Marino 2026: Irina vince con 8 giri
Una regata di 24 ore in cui il principale avversario è il vento: Irina (Farr 40) chiude con otto giri, il più giovane skipper ha 12 anni
Una regata di 24 ore in cui il principale avversario è il vento: Irina (Farr 40) chiude con otto giri, il più giovane skipper ha 12 anni
La 24 Ore di San Marino 2026, partita il 6 giugno da Rimini, ha visto la vittoria del Farr 40 Irina con otto giri del percorso da 12 miglia; 38 le imbarcazioni al via. La regata è stata decisa più dalla gestione del vento leggero e dei momenti di bonaccia che dalla velocità pura. Il Trofeo per lo skipper più giovane è andato a Jacopo Manzi, 12 anni, al timone del Meteor Garfield.
Contraddizione evidente: una regata di 24 ore vinta non tanto per la velocità pura, quanto per la capacità di trasformare i silenzi del vento in opportunità. La 24 Ore di San Marino 2026 si è risolta così: chi ha saputo aspettare e leggere i momenti giusti ha avuto la meglio su chi ha puntato solo sull'accelerazione.
La partenza è stata alle 15:00 di sabato 6 giugno dal porto canale di Rimini, con un percorso di 12 miglia tra Rimini e Riccione da ripetere fino al traguardo delle 24 ore. Il Farr 40 Irina, armato da Maurizio Guglielmo, ha completato otto giri e si è aggiudicato il Trofeo Challenge: otto passaggi che, sommati, danno un totale concreto di 96 miglia nautiche percorse.
La classifica è stata semplice nella regola e complessa nella pratica: ha prevalso chi ha accumulato il maggior numero di giri nel tempo limite. Irina ha raggiunto otto giri, un conteggio che traduce in numero la strategia messa in campo dall'equipaggio. Otto giri da 12 miglia sono 96 miglia nautiche; è una misura tangibile dell'impresa e del ritmo mantenuto, nonostante le pause imposte dalle condizioni meteo.
Alla linea di partenza si sono presentate 38 imbarcazioni, divise tra la 24 Ore e la Vela Cup concomitante. Il dato di partecipazione conferisce alla manifestazione una doppia anima: competizione vera per chi puntava al Trofeo Challenge e momento di regate più brevi per chi era iscritto alla Vela Cup. Questa mescolanza ha creato un traffico peculiare in mare, con equipaggi abituati a regate lunghe che hanno dovuto convivere con chi effettuava cambi di rotta più frequenti.
Dietro i numeri, c'è la storia degli equipaggi: alcuni hanno giocato sulla continuità degli assetti, mantenendo manovre sobrie e poche rotazioni dell'equipaggio; altri hanno provato scelte più aggressive per guadagnare terreno nelle fasi di vento più favorevole. Alla fine, il conteggio dei giri ha premiato quell'equilibrio tra pazienza e decisione.
Il meteo ha definito il registro dell'intera prova. Vento leggero e temperature quasi estive hanno reso la vita a bordo piacevole, ma hanno complicato ogni scelta tattica. Le brezze intermittenti e i lunghi intervalli di bonaccia hanno imposto continui adattamenti: cambiare piano velico al momento giusto, regolare trim e sartiame con più attenzione, sincronizzare le manovre per non perdere ogni volta il minimo vantaggio conquistato.

In pratica la regata è diventata una partita a scacchi con il vento: i momenti in cui la brezza riprendeva erano brevissimi e valevano come sprint; nelle pause più lunghe, contava ogni metro tenuto con il minimo di assetto. Per questo motivo la scelta del piano velico è stata frequente, ma misurata. Non si è trattato di cercare la massima velocità istantanea, quanto di mantenere la barca in movimento quando gli altri si fermavano.
La gestione del servizio di bordo — turni, sonno, attenzione alla navigazione notturna — è uscita dal ruolo di semplice supporto per diventare componente tattica. Avere uomini freschi al momento giusto, eseguire una randa o un tangone con precisione, ripristinare le vele dopo un colpo di vento: tutto ciò ha contato quanto un bordo in più in condizioni favorevoli.
La 24 Ore ha distribuito riconoscimenti nelle varie classi, mettendo in luce sia veterani sia giovani emergenti. Tra i risultati principali si segnalano i podi nelle classi Meteor, Mini Crociera, Mini Regata, Open 25, Open 30 Regata, Open 30 Crociera, Open 35 e Open 40. I nomi in testa alle classifiche confermano una buona rappresentanza della flotta locale e regionale.
Il Trofeo Challenge “Antonio Sorci” per lo skipper più giovane è tornato a Jacopo Manzi, appena 12 anni, al timone del Meteor Garfield. La sua presenza a prua accende l'immagine della regata: un ragazzino che con calma e lucidità guida una piccola imbarcazione attraverso una prova lunga e impegnativa, affiancato dal padre e istruttore Marco Manzi. È un segnale della vitalità delle classi giovanili sul territorio.

La 24 Ore di San Marino conserva rituali che la rendono riconoscibile. La consegna dei bomboloni all'alba agli equipaggi è uno di quei gesti che raccontano più di mille parole: un momento collettivo, semplice, che ricuce la fatica della notte con la convivialità della costa. Alla premiazione di domenica 7 giugno erano presenti gli Eccellentissimi Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino, a sottolineare il legame istituzionale e il valore dell'evento per il territorio.
Il montepremi, costruito con il contributo di realtà locali, e la Torta Tre Monti personalizzata hanno trasformato la chiusura in una festa vera: non solo riconoscimenti tecnici, ma la condivisione di un weekend che unisce club, sponsor e appassionati. La collaborazione con RIMINI DOC ha portato nelle sailor bag una bottiglia di vino per ogni equipaggio e un corner di degustazione dedicato alla RIMINI REBOLA, mentre Yacht Club Rimini, Circolo Velico Riminese e Marina di Rimini hanno curato logistica e assistenza in porto con professionalità.
Al termine, resta un dato concreto: Irina ha percorso otto giri per un totale di 96 miglia nautiche. Non è una frase di circostanza. È il numero che segnerà l'obiettivo da battere: 96 miglia, il conto che misura la strategia e il modo in cui una giornata di vento incostante si è trasformata in impresa sportiva.
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