151 Miglia 2026: Arca SGR in reale, Varuna in ORC
La regata d'altura con 191 partenti si decide nel vento leggero: Varuna conquista l'ORC, Arca SGR firma il successo in reale
La regata d'altura con 191 partenti si decide nel vento leggero: Varuna conquista l'ORC, Arca SGR firma il successo in reale
La 151 Miglia-Trofeo Cetilar 2026, partita da Livorno con 191 barche, si è chiusa a Punta Ala con la vittoria in reale del Maxi 100' Arca SGR e il successo overall ORC del Cookson 50 Varuna (Fremito d’Arja). Percorso ridotto di circa 25 miglia per condizioni di vento leggero. Premi di classe assegnati e una donazione per l'accessibilità a bordo del catamarano Elianto.
La tensione si è sciolta solo all'arrivo davanti al Marina di Punta Ala: 151 Miglia-Trofeo Cetilar 2026, 191 barche al via da Livorno, ha consegnato due letture diverse dello stesso tracciato. Da una parte il Maxi 100' Arca SGR che ha tagliato la linea in tempo reale, dall'altra il Cookson 50 Varuna (Fremito d’Arja) che ha prevalso in overall ORC. Ecco perché la regata è stata una prova di scelte, pazienza e dettaglio.
La prova è partita sabato con una promessa che si è mantenuta a metà: vento presente ma troppo debole per sviluppare il percorso originario. Il Comitato ha accorciato il tracciato di circa 25 miglia e, in quel ridimensionamento, ha spostato l'asse della competizione. Non si è trattato solo di meno miglia: sono cambiate le priorità in barca, le regole tattiche e il valore delle scelte tecniche prese nei mesi precedenti.
I 4 elementi che hanno deciso la 151 Miglia
Vento leggero e costante: quando il respiro del mare si riduce, ogni metro guadagnato diventa prezioso. Le andature lunghe hanno premiato barche con superfici veliche ottimizzate per bassa velocità e scafi capaci di reagire alle micro-rotazioni del vento. Non erano i cavalli bravi a fare la differenza, ma l'efficienza nelle prove lente.
Percorso accorciato: tagliare circa 25 miglia ha trasformato la prova in una serie di istanti decisivi: partenze dense, passaggi su correnti costiere e scelte di rotta immediate. Le strategie di fondo, quelle costruite per regate lunghe con cambi di assetto continui, hanno lasciato spazio a decisioni rapide e spesso conservative.
Affidabilità degli equipaggi: su rotte dove il vento è sottile, l'abilità non è solo nel pizzicare un angolo migliore, ma nel non perdere velocità nelle manovre. Equipaggi con ruoli chiari, che hanno gestito le vele con calma e precisione, hanno trasformato piccoli risparmi in vantaggi concreti. Chi ha commesso pause o esitazioni le ha pagate a caro prezzo.
Scelte progettuali diverse: vedere un Maxi 100' primo in reale e un Cookson 50 vincente in ORC racconta una storia di due filosofie. Dislocamento, piano velico e distribuzione dei pesi hanno risposto in modo opposto alle stesse condizioni; ogni progetto ha trovato la propria via al successo su sezioni diverse del tracciato.
Il Trofeo Challenge in tempo reale è andato al Maxi 100' Arca SGR, condotto da Gabriele Benussi con Giulia Ascione alla navigazione. Per l'armatore Furio Benussi si tratta della quinta vittoria nella prova e della terza consecutiva: numeri che indicano continuità nel progetto e nella gestione della barca su regate di media-lunga distanza.
In ORC, la classifica overall ha sorriso al Cookson 50 Varuna (Fremito d’Arja), armato e condotto da Dario Levi. A bordo, figure di rilievo come Andrea Casale e il comandante Guglielmo Giordano hanno contribuito a una prova ordinata e senza sbavature: il tipo di regata in cui la gestione delle vele e la lettura delle lievi variazioni del vento fanno la differenza.
Tra gli altri vincitori di classe alla 17ª edizione spiccano nomi e progetti diversi, tutti capaci di emergere nelle rispettive categorie:

IRC Over 60: Nice 78' di Marco Malgara / Ice Yachts, con Mitja Kosmina e Alberto Fantini a bordo.
IRC Overall: Final Final (TP52) di John Desmond, con Nacho Postigo alla navigazione.
ORC A: Fantaghirò di Simonelli.
ORC B: Mon Ile di Artusi.
ORC C DH: Scricca di Servi.
ORC A GC: Mabelle 2 di Manes.
IRC B: Rossko Racer di Mikhaylov.
IRC C: Diavolina di Puggioni.
IRC D: Vulcano 2 di Morani.

Multiscafi: Elianto di Nuti.
Accorciare il percorso ha concentrato l'attenzione su brevi finestre decisive: la partenza, i passaggi vicino a correnti e i picchi di brezza locale. Lì, le scelte immediate hanno contato più dei piani a lungo termine. Alcune barche hanno puntato su set-up conservativi per minimizzare i rientri di velocità; altre hanno provato mosse più aggressive che, in condizioni così sottili, si sono rivelate rischiose.
Nei giorni successivi alla regata il confronto tra armatori e tattici ha ruotato attorno a dettagli: quale vela usare nelle fasi di andatura piatta, quando cercare la corrente favorevole, come gestire le ridotte rotazioni del vento. Piccole decisioni che accumulandosi hanno cambiato la mappa delle posizioni di classifica.
La manifestazione ha avuto anche un momento concreto di responsabilità sociale: il catamarano Elianto, prima imbarcazione a vela totalmente accessibile, ha ricevuto da organizzazione e International Maxi Association un contributo destinato all'acquisizione della prima carrozzina elettrica per timonieri con disabilità motoria. Un gesto che rafforza il collegamento tra competizione e inclusione concreta a bordo.
La 151 Miglia 2026 è valida per il Campionato Italiano Offshore, per l'IMA Mediterranean Maxi Offshore Challenge e per il Trofeo Arcipelago Toscano. I punti assegnati entrano nelle classifiche di questi circuiti e influenzeranno la posizione degli armatori e dei team nella stagione.
Organizzata dallo Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa, dallo Yacht Club Punta Ala e dallo Yacht Club Livorno, con il main sponsor Cetilar e vari partner tecnici, la regata ha mostrato quanto contino organizzazione, flotta eterogenea e capacità di interpretare il meteo, soprattutto quando il vento è scarso. Questa edizione ha confermato che l'offshore non è solo potenza: è gestione del dettaglio.
Il calendario sportivo non si ferma: i punti della 151 Miglia peseranno nelle classifiche nazionali e internazionali e le prossime prove diranno se i risultati di Punta Ala segneranno un cambio di equilibrio tra progetti diversi o resteranno legati alle condizioni di questa edizione. Appuntamento alle prossime regate per il verdetto finale.
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