151 Miglia: 193 barche pronte alla partenza
Da Livorno a Punta Ala, la flotta più numerosa del Mediterraneo prende il mare per la sedicesima edizione della 151 Miglia-Trofeo Cetilar
Da Livorno a Punta Ala, la flotta più numerosa del Mediterraneo prende il mare per la sedicesima edizione della 151 Miglia-Trofeo Cetilar
Domani alle ore 14 prende il via la 151 Miglia-Trofeo Cetilar con 193 imbarcazioni e circa 2.000 velisti. Percorso Livorno–Punta Ala con passaggi a Gorgona, Pianosa, Formiche di Grosseto, Cerboli e Sparviero. Maxi 100' Arca SGR indicato come favorito in tempo reale; vento medio-leggero in calo alla partenza. Live sui canali social della 151 Miglia e su Saily.it.
Ieri la banchina di Livorno era già una mappa di cime, sacche e vele arrotolate: preparativi ovunque, tecnici in movimento, e piccoli gruppi di equipaggi intenti a controllare ogni dettaglio. Quel rumore di cardini e risvoltini prometteva che la 151 Miglia-Trofeo Cetilar sta per entrare nella sua fase decisiva. Oggi la flotta si avvia verso la partenza, con la stessa tensione controllata che precede i grandi appuntamenti d’altura.
Domani, alle 14:00, il Comitato di Regata alzerà la bandiera libera: partiranno 193 barche e circa 2.000 velisti. Tre giorni di porto trasformati in un laboratorio di vela, con cantieri mobili, equipaggi che sistemano gli ultimi nodi e una popolazione di appassionati che ha preso possesso del lungomare tra Livorno e Marina di Pisa.
La rotta disegnata obbliga a doppiaggi precisi: prima una boa di disimpegno, poi la boa davanti alla foce dell’Arno che assegna la Coppa Porto di Pisa. Da lì la flotta si allunga verso l’Arcipelago Toscano con passaggi obbligati a Gorgona, Pianosa, Formiche di Grosseto, Cerboli e Sparviero, prima dell’arrivo al Marina di Punta Ala.
Quel segmento iniziale, fino all’Arno, non è solo una prova di velocità: è una prima misurazione della lettura della brezza e della corrente. La disposizione delle boe impone scelte immediate: portare la prua nella striscia giusta di vento, evitare il traffico alla boa, e calcolare il rischio di un cambio di vento che può rendere vane manovre faticose. Brevi manovre per alcuni, decisioni strategiche a lungo termine per altri.
Il bollettino annunciato parla di vento medio-leggero in mattinata e calo serale. Condizioni così richiedono attenzione ossessiva alle vele: pannelli, stecche, trim. In classi miste le differenze di progetto emergono subito. Un timone piazzato meglio, una vela scelta con giudizio, possono fare la differenza in pochi gradi e salvare posizioni che sembravano perse.
In testa alla lista c’è il Maxi 100' Arca SGR, armato da Furio Benussi, già vincitore in tempo reale di quattro edizioni, inclusa l’ultima. È il riferimento naturale per chi guarda alla classifica in tempo reale, ma la regata resta aperta: i progetti moderni e i volumi differenti tengono viva la competizione su ogni tratta.
Accanto al Maxi si presentano i nomi noti delle alte prestazioni: il prototipo a foil FlyingNikka di Roberto Lacorte, il Felci 70 Atlanta II di Carlo Puri Negri, il TP52 Final Final di Jonathan Desmond, l’X-50 Arya di Giovanni Laviosa e il Farr52 Lucifero di Lombardi e Cardini. Sono barche con filosofie diverse, tutte impegnate nello stesso tracciato: un confronto tecnico che dà spettacolo e richiede tattiche diverse a seconda delle fasi di vento.
La flotta include inoltre progetti più piccoli o con spiccata vocazione cruiser-racer: il Neo 570 Carbonita di Emmanouil Kondylis, il 78’ Nice di Marco Malgara, il 60’ Durlindana di Giancarlo Gianni e il Cookson 50 Varuna di Dario Levi. Questa molteplicità di misure e concezioni rende il campo di regata tecnicamente interessante e visivamente variegato lungo la costa e attorno alle isole.
La 151 Miglia figura in diversi circuiti: è tappa del Campionato Italiano Offshore, dell’IMA Mediterranean Maxi Offshore Challenge e del Trofeo Arcipelago Toscano. Per armatori e team questo significa valutare la regata non solo come sfida istantanea, ma anche come tappa nella stagione: punti, piazzamenti e visibilità contano quanto la singola vittoria.

La vigilia al porto ha una doppia natura: è momento di comunità e tempo per verifiche tecniche. Il Presidente dello Yacht Club Repubblica Marinara di Pisa, Roberto Lacorte, ha sottolineato come la presenza di equipaggi non professionisti sia un elemento che allunga la stagione e anima le banchine con una partecipazione diffusa. A terra si parla di bolina e di tattica, ma anche di ristoranti dove ritrovarsi dopo il ritorno a Punta Ala.
Il calendario sociale prevede il Crew Party allo Yacht Club Livorno la sera precedente e, domani mattina alle 10:00, il briefing tecnico. La partenza sarà seguita in diretta dai canali social della 151 Miglia e dalla web TV Saily.it, che seguirà la flotta anche con la barca-camera all’inizio della regata.
Dietro alla festa c’è un’organizzazione che lavora su molti fronti: gestione dei posti in banchina, coordinamento delle unità di assistenza, sicurezza in mare e il trasferimento finale al Marina di Punta Ala. Il compito del Comitato di Regata è complicato dalla varietà dei mezzi: non è solo dare un segnale di partenza, ma orchestrare una gara con classi e parametri diversi senza sacrificare la sicurezza.
La scelta delle vele alla prima bolina, la decisione su quanto virare per raggiungere la boa dell’Arno e la sequenza di scelte nella discesa verso l’arcipelago condizionano la regata sia nei tempi reali sia nelle classifiche di compenso. In condizioni di vento medio-leggero, l’abilità nel leggere piccoli cambi di direzione e intensità diventa spesso più decisiva della pura potenza dell’imbarcazione.
Partner e sponsor assicurano i servizi che permettono all’evento di svolgersi e valorizzano il territorio: la manifestazione porta ricadute su strutture ricettive e servizi nautici lungo la costa toscana, mentre le banchine trasformate in un villaggio di vela rimangono un’immagine della voglia di mare che accompagna la regata.
La seconda boa di disimpegno, quella davanti all’Arno e valida per la Coppa Porto di Pisa, riecheggia nella mente dei timonieri come la prima vera verifica: lì si misurerà la capacità di lettura del campo e si decideranno molte delle traiettorie che porteranno fino alle isole. Un dettaglio tecnico, la scelta dell’assetto per la prima bolina, chiude idealmente il racconto della vigilia: piccolo nel gesto, ma capace di rimettere ordine — o sparigliare — tutta la regata.
Ti Potrebbe Interessare Anche
Harken nuovo Racing Partner della Foiling Week 2026
Tutti i verricelli Harken sono prodotti a Limido Comasco, dove finiscono anche i Captive winch destinati alle applicazioni più critiche: quel dato...
Flyer reunion: 16 ex equipaggi a Rotterdam
Flyer reunion a Rotterdam: sedici membri degli equipaggi dei leggendari Flyer 1 e Flyer 2 si sono ritrovati il 5 e 6 giugno 2026 nella sede del Royal Rowing...
Vendée Arctique: Clapcich quinta dopo 48 ore
Quasi 48 ore in mare eppure a pochi metri dalla scogliera: la contraddizione sintetizza la giornata della Vendée Arctique per Francesca Clapcich....
Trofeo Seven Stars: Chieffi e Corsi vincono a Viareggio
Trofeo Seven Stars deciso in quattro prove: la vittoria è andata a Enrico Chieffi e Manlio Corsi, che con tre successi parziali hanno chiuso la...
Trofeo del Timoniere: Sampiero vince a La Spezia
A ottobre, durante il Campionato Italiano di Trieste, verrà assegnato il titolo del Trofeo del Timoniere; la tappa di La Spezia disputata all’inizio...
RS21 Cup Torbole: Act 3, 12-14 giugno
L'apertura a Torbole della RS21 Cup comincia con il Pelèr che taglia la gola del lago: l'aria è fredda, le pareti rocciose la incanalano...
Campionato Italiano Dolphin 2026: Twister Sterilgarda
Quella domenica del 7 giugno 2026, tra le onde corte del Lago di Garda e il vento termico che cambiava direzione, si è decisa una stagione. Il Campionato...
Campionato Italiano Snipe 2026 a Maccagno
È già storia che torna a dialogare con il presente: l'Unione Velica Maccagno, fondata nel 1977, si prepara ad ospitare il Campionato Italiano...
Vendée Arctique: Clapcich sesta dopo il primo giorno
Il sole basso rifletteva sul mare mosso mentre la prua di 11th Hour Racing cercava ritmo: la barca scivolava con il J2, tagliando onde corte e spruzzi...