SpiritBARTech F35: la foiling elettrica che apre l'era Harmsworth
Il F35 100% elettrico di BAR Technologies e Spirit Yachts stabilisce il primo riferimento nel nuovo formato della Harmsworth Trophy
Il F35 100% elettrico di BAR Technologies e Spirit Yachts stabilisce il primo riferimento nel nuovo formato della Harmsworth Trophy
La SpiritBARTech F35, imbarcazione foiling e completamente elettrica progettata da BAR Technologies in collaborazione con Spirit Yachts, ha completato il percorso Poole–Cowes–Poole in 1h36'53" con una media di 30,35 nodi. La prova segna il primo benchmark per la Harmsworth Trophy ora riservata a craft elettrici e mette in luce la convergenza tra efficienza, idrodinamica e performance nel powerboating elettrico.
Nel 1903 la Harmsworth Trophy nascondeva dietro ogni gara la ricerca dell'alta potenza; oggi a segnare un nuovo capitolo è una barca che vola sull'acqua senza combustibile: la SpiritBARTech F35.
La SpiritBARTech F35 ha coperto il tracciato Poole–Cowes–Poole in 1 ora, 36 minuti e 53 secondi, con una velocità media di 30,35 nodi. Il tempo è stato rilevato in regime di time trial, formula con sessioni tra maggio e ottobre che decreteranno il vincitore di stagione per la Harmsworth Trophy in versione elettrica.
Lo spostamento dell'attenzione dalla sola potenza alla gestione dell'energia ridefinisce cosa conta davvero in mare aperto. Non è più una gara a chi ha più cavalli, ma una sfida a chi riesce a viaggiare più veloce consumando meno: idrodinamica raffinata, pacchi batterie integrati e controllo attivo dell'assetto diventano i nuovi assi decisionali.
Questa trasformazione influenza progetti, test e priorità di cantiere. Soluzioni nate per ridurre la resistenza viscosa o per ottimizzare il bilanciamento dei pesi non restano confinati all'alto di gamma: sono elementi che possono tradursi in vantaggi concreti anche su imbarcazioni destinate all'uso quotidiano, dove autonomia, costi operativi e comfort determinano il valore percepito dall'armatore.
La SpiritBARTech F35 è il risultato dell'incontro tra l'approccio sartoriale di Spirit Yachts e l'ingegneria derivata dalle regate di BAR Technologies. Lo scafo è concepito per sollevare l'opera viva sui foil portanti, riducendo drasticamente la superficie bagnata e la resistenza viscosa. Il risultato pratico è un assetto che consente velocità di crociera più elevate a parità di domanda energetica.
Progetto bespoke per un armatore privato, la F35 ha visto un lavoro puntuale su proporzioni, disposizione dei pesi e integrazione del pacco batterie, con un'autonomia dichiarata di 100 miglia nautiche e una velocità massima superiore a 30 nodi. La scelta non è quella di sommare potenza all'infinito ma di distribuire la potenza disponibile dove serve, limitando sprechi e massimizzando il ritorno in termini di velocità e autonomia.
Il tempo segnato è un riferimento ma anche un laboratorio pratico. La prova mette in luce tre nodi tecnici decisivi:
BAR Technologies porta in dote competenze nate in regate d'élite: idrodinamica, ottimizzazione e controllo. Spirit Yachts traduce questo bagaglio in una scocca costruita con criteri artigianali, dove finiture e attenzione al dettaglio convivono con soluzioni tecniche avanzate. L'incrocio di queste due culture dà vita a un prodotto che è al tempo stesso sperimentale e tangibile.
Skipper e team hanno usato la prova come banco di collaudo oltre che come sfida: alla barra si è alternato Simon Schofield, con il supporto operativo di Ollie Pendleton, Head of Operations & Vessels di BAR Technologies. La collaborazione in mare ha validato concetti elaborati in galleria del vento e su modelli numerici, confermando come il passaggio da simulazione a comportamento reale richieda aggiustamenti continui e dati raccolti sul campo.
Per BAR Technologies la Harmsworth è una vetrina applicativa: tecnologie testate in regate possono trovare spazio su imbarcazioni commerciali e leisure, dove il valore aggiunto non si misura solo in nodi ma anche in riduzione dei consumi, sicurezza operativa e comfort a bordo. Il trasferimento di know-how passa per la dimostrazione pratica, come quella della F35, e per la capacità di adattare soluzioni complesse a scenari d'uso diversi.
La posta in gioco per la flotta è concreta. Il tempo della F35 impone una riflessione sul rapporto potenza/efficienza: concorrere senza ripensare architettura e sistemi di controllo equivale a restare indietro. La pressione competitiva, che da sempre ha spinto l'innovazione nella nautica a motore, qui si traduce in accelerazione su propulsione elettrica, gestione energetica e controllo attivo dell'assetto.
Rimane il nodo del trasferimento industriale: quanti degli accorgimenti ottimizzati su una barca su misura potranno essere resi sostenibili su modelli di serie, dove costi, facilità d'uso e manutenzione pesano quanto le prestazioni? La risposta dipende dalla capacità dei cantieri di semplificare e rendere affidabili tecnologie complesse senza svilirne i benefici.
Oltre agli aspetti tecnici, il campo operativo pone questioni pratiche: manutenzione dei foil, formazione degli equipaggi alla gestione di assetti volanti, procedure di emergenza su craft che dipendono da sistemi elettrici e elettronici per il loro equilibrio. L'adozione su larga scala richiederà standard, soluzioni di manutenzione accessibili e una curva di apprendimento per armatori e operatori professionali.
Il tempo registrato dalla SpiritBARTech F35 non è solo un numero da confrontare: è il primo tassello di un discorso tecnico destinato ad espandersi. Le prossime gare fino a ottobre diranno come si muoveranno gli altri concorrenti; intanto la F35 ha già innescato domande su costi, scalabilità e operatività che resteranno sul tavolo molto dopo la proclamazione del vincitore.
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