Combat 20: nuovo maxi‑RIB da 19,80 m e fino a 4.000 HP
Il cantiere accelera sul progetto ammiraglia: varo previsto nel 2027 con layout open-air, accesso sottocoperta inedito e opzioni ibride
Il cantiere accelera sul progetto ammiraglia: varo previsto nel 2027 con layout open-air, accesso sottocoperta inedito e opzioni ibride
Il progetto del nuovo maxi‑RIB Combat 20 prende forma: 19,80 metri di lunghezza, 6,70 metri di larghezza, tubolari da 0,85 m e configurazioni propulsive fino a 4.000 HP (entrobordo o multi‑fuoribordo). Varo previsto nel 2027; design firmato da Gianluca Caputi con hard top integrato, dinette orientata a poppa, doppia porta ad ali di gabbiano per l’accesso sottocoperta e opzione ibrida per crociere fino a 250 miglia.
Combat 20 è il maxi‑RIB su cui il cantiere ha concentrato risorse e attenzione, con varo programmato per il 2027: 19,80 metri di lunghezza fuori tutto, 6,70 metri di baglio e tubolari da 0,85 metri. Le configurazioni di potenza spaziano fino a 4.000 HP nelle combinazioni più estreme, pensate per chi vuole performance elevate senza sacrificare l’abitabilità.
Il progetto nasce dall’esperienza maturata con il Combat 14 e dal desiderio di trasferire il carattere della gamma su una scala diversa. A firmare l’impostazione estetica e funzionale è Gianluca Caputi, che rilegge proporzioni e dettagli: la silhouette mantiene elementi familiari ma li amplifica, trasformandoli in componenti utili e non solo riconoscibili.
All’esterno l’impatto visivo è deciso: tubolari bicolore, parabrezza inclinato, hard top con profilo a «pipistrello», chaise‑longue di prua e ampio prendisole di poppa. Su questa scala, ogni elemento acquisisce funzionalità. L’hard top, sostenuto da un doppio supporto verso poppa, definisce una zona living riparata che protegge dal sole e dagli spruzzi, lasciando comunque la sensazione di vivere all’aperto.
La dinette, orientata verso poppa, è progettata per restare sotto copertura: questo rende l’area conviviale utilizzabile anche con condizioni meteo meno favorevoli. L’hard top potrà ospitare pannelli solari a integrazione dei servizi di bordo, mentre la vicinanza tra mobile cucina/bar e il prendisole di poppa favorisce l’uso sociale dello spazio senza ostacolare i percorsi laterali e le operazioni di imbarco e sbarco.
Una scelta di progetto immediatamente riconoscibile è la doppia porta ad ali di gabbiano per accedere agli ambienti sottocoperta. L’apertura diretta al bagno evita passaggi attraverso le aree comuni, creando una separazione pratica tra spazi pubblici e privati e una fruizione più fluida della barca quando a bordo ci sono più persone.
Lo scafo largo permette di ottenere volumi sottocoperta comparabili a quelli di imbarcazioni di taglia superiore: sono previste due cabine configurabili a prua e a poppa, una dinette interna che può ospitare una seconda cucina, e un bagno dalle dimensioni generose. Il vano sotto il prendisole di prua è pensato per essere polivalente: spazio di stivaggio, cabina marinaio o alloggiamento per un tow‑toy come una moto d’acqua. L’intento progettuale è chiaro: sfruttare ogni metro cubo in modo concreto, senza dare per scontato che più spazio significhi automaticamente migliore qualità d’uso.

La gamma motori copre sia soluzioni entrobordo, con trasmissioni Top‑System Surface Drive ed eliche di superficie, sia configurazioni fuoribordo multi‑motore. Le versioni entrobordo sono previste tra 2 x 1.300 HP e 2 x 2.000 HP; le alternative fuoribordo contemplano quattro o cinque unità da 600 HP per arrivare fino a 3.000 HP complessivi. Le cifre esprimono l’intenzione di offrire scalabilità: dal cruiser rapido all’unità pensata per prestazioni estreme.
Le valutazioni preliminari di velocità indicano un range stimato tra 48 e 58 nodi a seconda delle scelte di motorizzazione e dei carichi. L’autonomia è data in valori indicativi che variano tra 200 e 350 miglia. Queste grandezze verranno tarate definitivamente con le specifiche di allestimento e i test in mare, quando il progetto tecnica incontrerà la pratica operativa.
Tra le opzioni al tavolo progettuale c’è una versione ibrida che combina uno o due generatori con un sistema di propulsione elettrica. Il programma di uso per questa configurazione è focalizzato sulla crociera efficiente: una velocità di attraversamento intorno ai 25–28 nodi e un raggio operativo fino a 250 miglia. L’intento è coniugare le prestazioni tipiche della linea Combat con soluzioni di navigazione meno impattanti sulle percorrenze lunghe, mantenendo però reattività e carattere sportivo.
Le scelte costruttive saranno orientate a preservare l’identità estetica e dinamica della famiglia Combat, adattandola alle esigenze di un’imbarcazione di maggiore volume. Sono previste calibrature su materiali, dettagli meccanici e soluzioni strutturali per garantire rigidezza, sicurezza e comportamenti di navigazione coerenti con il progetto.

Dal punto di vista dell’uso, il Combat 20 nasce con ambizioni pratiche: essere veloce, ma anche sfruttabile in crociere giornaliere o più lunghe con equipaggio; offrire privacy a bordo senza compromettere il senso di apertura tipico dei RIB; lasciare margini di personalizzazione per armatori che cercano una barca riconoscibile e adattabile a diversi scenari d’impiego.
Il varo del 2027 sarà il momento in cui l’insieme di carena, propulsione e layout verrà misurato in mare aperto. I test serviranno a confrontare le previsioni con il comportamento reale in termini di confort, tenuta e autonomia, e ad affinare le soluzioni tecniche in vista della produzione.
Combat 20 propone un equilibrio tra spinta e vivibilità: performance dichiarate, spazi pensati per l’uso concreto e una palette di opzioni che va dall’assetto entrobordo potente alle configurazioni ibride orientate all’efficienza. Resta da vedere come queste scelte dialogheranno con le esigenze operative degli armatori una volta superata la fase di prototipo.
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