Campionato del Mondo Offshore 3D: Foresti & Suardi vincono Gara 1 a Rodi Garganico
La vittoria in Gara 1 con 130,80 km/h di media; la nuova regola favoreggia i motori 4 tempi 200 hp Racing e alimenta il dibattito tra i team
La vittoria in Gara 1 con 130,80 km/h di media; la nuova regola favoreggia i motori 4 tempi 200 hp Racing e alimenta il dibattito tra i team
A Rodi Garganico il team Foresti & Suardi ha vinto Gara 1 del Campionato del Mondo Offshore categoria 3D con un tempo di 34:51.9 e una media di 130,80 km/h. La normativa transitoria che accorcia il percorso per i motori 4 tempi da 200 hp Racing ha tenuto fuori il campione 2025 e innescato discussioni tecniche. Gara 2 è in programma domenica 21 giugno alle 11:30; premiazioni alle 14:00.
Foresti & Suardi hanno completato Gara 1 del Campionato del Mondo Offshore categoria 3D a Rodi Garganico in 34:51.9, stabilendo una media di 130,80 km/h e imponendosi sulle cinque nazioni partecipanti.
La prova si è svolta nelle acque antistanti il porto turistico di Rodi Garganico. La vittoria del team guidato dal timoniere François Pinelli con il driver Saul Bubacco è stata decisa su una combinazione di scelte di assetto, gestione motori e traiettorie in mare corto, su un percorso caratterizzato da boe ravvicinate e rapidi cambi di direzione.
Subito dietro, con un distacco contenuto, si è classificata al secondo posto la barca del team ENERGIMA RACING condotta da Erik Johansen Sunblad ed Andre Strand, che hanno fermato il cronometro su 35:31.4. Il podio è stato completato da MARCO, con equipaggio composto da Fabio Magnani e Lorenzo Prosperi, in 35:45.4.
Il pubblico presente ha seguito la gara con attenzione non solo per le prestazioni, ma anche per la novità regolamentare che ha influenzato la partecipazione: una regola transitoria ha concesso alle imbarcazioni equipaggiate con motori 4 tempi da 200 hp Racing di percorrere un tragitto leggermente più corto rispetto alle unità più potenti. La norma ha avuto come effetto immediato l'assenza del campione del mondo 2025, Serafino Barlesi, alla guida della D20 Blu Banca.
La modifica del percorso, motivata dalla necessità di riequilibrare le prestazioni tra propulsioni diverse, ha generato reazioni miste all'interno della flotta. Alcuni team hanno interpretato la decisione come un tentativo di favorire l'omologazione dei motori 4 tempi Racing nella classe 3D; altri hanno segnalato che anche piccoli aggiustamenti di lunghezza o angolazione delle boe possono avere impatti significativi sui riferimenti di assetto e sui consumi durante una prova cronometrata.
La classifica ha registrato al quarto posto il team TESSILMARE con 36:26.1 e al quinto posto JOHNSSON RACING in 37:10.9. Diverse imbarcazioni non hanno completato la prova: GROTH FYRO R e GASBETON si sono ritirate per problemi tecnici o uscite di percorso, mentre HOSES TECHNOLOG e D20 BLU BANCA sono stati classificati come non classificati.
La deroga che favorisce i motori 4 tempi da 200 hp Racing risponde a logiche tecniche precise: motori con diversa curva di coppia e distribuzione di potenza richiedono assetti e percorrenze pensati per sfruttare la gamma utile del motore. Questi apparati non raggiungono la stessa potenza di punta delle unità più spinte, ma offrono una diversa erogazione che può tradursi in vantaggi su tratti brevi e ripetuti.
Il risultato pratico però è controverso. Ridurre la lunghezza del giro cambia i riferimenti consolidati. In un circuito di boe ravvicinate la scelta dell'elica, il passo e la taratura dell'iniezione diventano parametri sensibili: anche un grado di trim in più o un centimetro di spostamento del serbatoio possono rendere la barca più prevedibile all'ingresso delle virate o più nervosa in accelerazione.
Per i tecnici la partita si gioca su interventi rapidi ma mirati. Alcuni gruppi hanno concentrato il lavoro sui rapporti elica e sulla mappatura dell'acceleratore, altri hanno agito sull'assetto idrodinamico: variazioni di trim, spostamento dei pesi a bordo, settaggio delle appendici. Le scelte non sono neutre: una modifica che migliora la stabilità in uscita può compromettere la velocità pura sul dente successivo di mare.
Tra Gara 1 e Gara 2 il tempo a disposizione è breve. Il lavoro in banchina assume i contorni di un intervento chirurgico: misure al millimetro, prove di spin a motore spento, controlli ai supporti e tensione dei giunti cardanici. Le squadre con procedure consolidate e ricambi standardizzati avranno un vantaggio pratico. Ma la capacità di raccogliere e interpretare rapidamente i dati di telemetria sarà altrettanto decisiva.
Il calendario prevede Gara 2 domenica mattina 21 giugno, dalle ore 11:30 alle 13:00. Le premiazioni sono fissate alle 14:00 presso il locale "Movida Mare" in porto. I team dispongono di poche ore per intervenire su assetti, motori ed eliche: chi ha cabine meccaniche ampie e attrezzate potrà compiere interventi più complessi, chi lavora con spazi ridotti dovrà scegliere aggiustamenti rapidi e facilmente reversibili.
In termini di strategia la classifica fra primo e terzo resta compatta. Un errore in manovra, una bozza di onda presa male, un problema di sovraccarico elettronico possono trasformare un podio in una posizione di rincorsa. Le decisioni di gara potrebbero oscillare tra spingere al massimo per conservare vantaggi temporanei o adottare una lettura conservativa per mettere al sicuro punti irrinunciabili.
Gli equipaggi che non hanno completato Gara 1 lavoreranno per rientrare in gara. La natura dei guasti determinerà le possibilità: danni strutturali richiesti a scafo e trasmissione implicano tempi più lunghi, mentre interventi su componenti secondarie possono essere risolti con turni intensivi in banchina. L'organizzazione tecnica delle squadre si vedrà tutta nella giornata di sabato e nelle prime ore di domenica.
La partecipazione internazionale — cinque nazioni in acqua — sottolinea la dimensione iridata della manifestazione e conferisce alla prova un peso specifico nella stagione offshore. Rodi Garganico mette insieme aspetti regolamentari, tecnici e tattici che servono a testare le soluzioni che molti team porteranno avanti per il resto dell'anno.
La giornata conclusiva vedrà una flotta pronta a mettere alla prova non solo motori e scafi, ma anche la rapidità delle scelte tecniche e il nervo competitivo degli equipaggi. E quel numero d'apertura, la media di 130,80 km/h segnata dal vincitore, resta il riferimento tangibile di una Gara 1 corsa a ritmi alti e decisa in dettagli che raramente si vedono in superficie.
La manifestazione prosegue: a Rodi Garganico la vela non c'entra, ma il mare continua a dettare il tempo.
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