Il Mediterraneo un'area a rischio termico - Scienza, Natura e Ambiente - NAUTICA REPORT
Turismo e ormeggi
Ravenna - Capitale del mosaico a vocazione marinara
È la città più grande e storicamente più importante della Romagna; il suo territorio comunale è il secondo in Italia per superficie, superato solo da quello di Roma e comprende nove lidi sul litora
Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 21/11/2018 07:15
Scienza, Natura e Ambiente / Il Mediterraneo un'area a rischio termico
Il Mediterraneo un'area a rischio termico

Il Mediterraneo un'area a rischio termico

di Fabrizio Fattori

Alla luce di quanto recentemente accaduto, sembra che l’ameno clima mediterraneo sia, anch’esso, destinato a rappresentare un costante pericolo per l’ambiente e le popolazioni costiere e non solo.

 

Alcuni studi svolti da scienziati di Università internazionali, provano che l’area mediterranea è stata soggetta ad incrementi di temperature medie superiori a quanto avvenuto in altre aree del mondo.

 

Ciò è dovuto ad una serie di fattori morfologici ( catene montuose, contrasti climatici tra terra e mare, area di transizione tra climi subtropicali e settentrionali) ed antropici ( intensa industrializzazione e presenza umana). Questa realtà sembra destinata ad accentuarsi nei prossimi anni.

 

Ne consegue che il Mediterraneo diverrà in tempi relativamente brevi una delle aree più calde del globo e sarà costretto a fare i conti con perturbazioni sempre più violente e catastrofiche.

 

Le cronache, già oggi, ci pongono di fronte ad immagini cosi potentemente devastanti da lasciarci attoniti. Immagini di distruzione mai viste alle nostre latitudini. Il litorale ligure con alcune perle turistiche ed i loro territori sono state distrutte da onde alte fino a dieci metri.

 

Il porto Carlo Riva di Rapallo, con il suo muraglione sfondato, le decine di imbarcazioni semi affondate, le tonnellate di detriti spiaggiate sul lungo mare, le strade costiere, verso Santa Margherita e Portofino, distrutte, danno testimonianza di eventi apocalittici.

 

Così come gli ettari di bosco abbattuto nelle zone dolomitiche. L’opinione scientifica più qualificata a livello mondiale ( Ipcc dell’ONU) indica, ormai da tempo, nell’effetto serra causato dalle emissioni di anidride carbonica ed al conseguente surriscaldamento, la causa principale di quanto accade alle latitudini più diverse, costituendo per tutti i paesi una grave emergenza.

 

La gravità dei fenomeni non sembra, purtroppo, sensibilizzare parimenti tutti i governi e spesso il potere decisionale si trova concentrato in quelle lobbies che denigrando la ricerca scientifica reputano superfluo intervenire.

 

Mentre la morte, il danno economico, il disagio patito dalle popolazioni reclama a gran voce che si produca un’azione coordinata di contrasto e contenimento garantendo una normalizzazione dei fenomeni, assicurando così, un futuro di stabilità ambientale per le future generazioni.

 

Fabrizio Fattori

 

Fonte: Nautica Report
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