Argentario: una crociera possibile - Report - NAUTICA REPORT
Turismo e ormeggi
Isola di Levanzo - I. Egadi (TP)
Levanzo è un'isola appartenente all'arcipelago delle isole Egadi, in Sicilia.
 
Si tratta della più piccola delle Egadi, con una superfic
Fonte: Wikipedia e Nautica Report
Titolo del: 20/11/2017 06:55
Report / Argentario: una crociera possibile
Argentario: una crociera possibile

Argentario: una crociera possibile

Di Carlo Enrico Bazzani

Un’estate nauticamente eccezionale: mesi di stabilità meteo con sole e mare calmo in generale  un po’ ovunque e, in particolare, in tutto il  medio Tirreno. E’ andata dunque molto bene per i diportisti, specie  quelli  del centro Italia che hanno potuto navigare in tranquillità lungo le classiche rotte delle crociere estive: dall’Elba all’Argentario; da Ponza e Ventotene alle partenopee Ischia e Procida (esclusa Capri per ‘impraticabilità del campo’, occupato ormai cronicamente in ogni ordine di posti dal diporto stanziale).

 

Mete suggestive e alla portata di tutti, ovvero raggiungibili anche con barche medio-piccole navigando piacevolmente a vista, quasi sempre sotto costa, in un arco massimo di  un centinaio di miglia prendendo come centro il popoloso bacino nautico romano. 
 


 

Argentario

 

Un tempo c’era la Sardegna (o meglio la Gallura) meta prediletta di gran parte del turismo nautico italiano e straniero. Oggi, ma  già da un po’ di anni, il diportista volge la prua verso lidi più  vicini e accoglienti: Elba e Corsica per quelli  del nord; Elba/Argentario, Pontine e Partenopee per quelli del centro sud. La ragione non è tanto la distanza della Sardegna e il conseguente ‘caro gasolio’ (che finalmente quest’anno è calato di una quarantina di centesimi/litro, passando da punte di 1,90 a 1,45 euro ) ma  soprattutto i ‘balzelli’ e le restrizioni ambientali, l’attenzione negativa dei media e i vessatori controlli dei Corpi di polizia a mare nonchè il costo della vita e le tariffe d’ormeggio più cari rispetto alla concorrenza. Perché - ci chiediamo a esempio - ormeggiare a un pontile galleggiante davanti alla spiaggia di Golfo Aranci, con servizi limitati e il rischio di beccarsi la tradizionale ponentata sarda, deve costare come in un qualsiasi confortevole porticciolo protetto del “continente” ? e ancora: perché in un ‘porto’ costituito da un pontiletto galleggiante nell’acqua semi stagnante in fondo al Golfo di Cugnana, un 15 metri paga 175 euro al giorno, a fronte dei 110 euro di un qualsiasi porticciolo dell’Elba ( e taciamo per carità di patria la vicina Corsica dove ci sono tariffe ancor più basse). 

 

Certo si tratta solo di qualche esempio e magari in altre località ( vedi Portisco) si cerca di incentivare il diportista con  mille agevolazioni, ma gira e rigira il punto è sempre lo stesso: la Sardegna è bella, ma è troppo cara. I tempi del boom della ‘Costa Smeralda’ sono lontani. C’è da augurarsi che le cose cambino, perché la Sardegna tutta - anche quella del Sud - rimane un grande paradiso terrestre. Per il momento però molti diportisti hanno scoperto altri paradisi, magari più piccoli, ma più vicini e convenienti. L’Argentario con le sue isole Giglio e Giannutri, è uno di questi, giusto per una  comoda crociera di una decina di giorni, godibile sia a vela, sia a motore.
 


 

Fiumicino - Il vecchio faro

 

Partendo da Fiumicino si dirige per 310 verso Capo Linaro costeggiando il litorale di Fregene, Ladispoli e Santa Severa. Dopo una navigazione ‘piatta’ per circa 25 miglia è sicuramente piacevole una sosta nel tranquillo porticciolo di Santa Marinella ai piedi dello storico Castello Odescalchi particolarmente suggestivo la sera quando il complesso è tutto illuminato. Cena a terra d’obbligo, a lume di candela, nella “Taverna del pirata”, gustando il pescato del giorno della locale marineria. La mattina successiva dopo la colazione nell’antico borgo intorno al castello, un bel bagno dalla scogliera o dalla spiaggia  libera adiacente al porto.

 

Una vera comodità che  meriterebbe di essere valorizzata, almeno ad inizio estate ripulendo l’arenile dai detriti che le mareggiate invernali vi depositano. Nonostante la direzione del porto abbia manifestato più volte la propria disponibilità a farsi carico della manutenzione, il Comune ha obiettato la propria competenza in merito senza però darvi seguito concreto fino ad oggi. Ahi! l’italica burocrazia. O che altro? Segnaliamo a Lega Ambiente di Santa Marinella l’opportunità di un’iniziativa ‘sociale’, magari con i ragazzi delle scuole.  
 


 

Santa Marinella - Il porticciolo e il castello Odescalchi

 

Lasciando il ‘porticciolo-castello’ con il desiderio di tornarci al ritorno, passiamo larghi al traverso di Capo Linaro e facendo attenzione all’intenso traffico di navi in entrata e uscita dal porto di Civitavecchia procediamo per rotta 290 puntando decisi verso la seconda tappa della nostra crociera: l’isola di Giannutri, 35 miglia a maestrale, che nelle giornate limpide sembra di toccare con mano come, del resto, anche il Giglio più a nord di 11 miglia. Anche questa  tratta permette una navigazione a vista con chiari riferimenti a terra: le ciminiere del porto di Civitavecchia, quelle di Montalto, il paese di Tarquinia e, poi, lo stesso Giannutri che appare a un passo davanti alla nostra prua. L’isola è parco marino ed è soggetta a molte limitazioni: ha solo due possibili approdi ai quali si accede seguendo stretti corridoi d’accesso: Cala Spalmatoi  per chi  come noi viene da sud e Cala Maestra per chi ‘scende’. I fondali sono alti anche sottocosta. L’ecoscandaglio segna non meno di 40 metri. Diamo fondo in un angolo dell’ampia baia filando tutta la catena che abbiamo. Fortunatamente il mare è un olio e non c’è un alito di vento, condizioni ideali per una serena, magica notte alla ruota. La mattina seguente dopo un bagno nel blu, vorremmo conoscere il resto dell’isola, ma il classico periplo, anche a lento moto, non si  può fare: si disturbano i pesci;  bisogna  tenersi  almeno a  un chilometro  dalla costa. E  guai a sgarrare.

 

Lo abbiamo verificato  personalmente nel viaggio di rientro dalla nostra crociera: era il giorno di Ferragosto,  intorno alle dieci del mattino, e avevamo intenzione di fermarci  per un bagno a Cala Maestra che all’andata avevamo saltato. Il tempo non era un granchè; il cielo era avvolto in una foschia grigiastra e il mare flottava. Nella cala non c’era nessuno e si ‘ballava’; così decidemmo di non fermarci, ma riprendendo la nostra rotta verso  Fiumicino abbiamo ‘tagliato’ il corridoio passando a 500 metri dalla costa. Nello stesso istante si è materializzato dal nulla il gommone della forestale che a lampeggianti accesi ci ha intimato l’alt e contestato l’infrazione. Dalle facce dei tre agenti abbiamo capito subito che non valeva la pena discutere salvo far mettere a verbale la totale assenza di boe di segnalazione (replica: d’inverno il mare se le porta via). Conclusione: 360 euro di multa ricambiati con un nostro corale e sentitissimo ‘augurio’ di Buon Ferragosto ai ‘gommoforestali’. 
 


 

Isola di Giannutri

 

Ma torniamo all’andata. Dunque, non potendo fare alcun giro dell’isola, da Cala Spalmatoi facciamo rotta sul Giglio, 11 miglia a nord ovest. Il profilo dell’isola si staglia alto sull’orizzonte e avvicinandosi  il colpo d’occhio è affascinante: una collina rocciosa con punte di 500 metri slm, e con un versante degradante sul mare, dominata dalla fortezza di epoca medicea a protezione dell’antico borgo di Giglio Castello. Un paesino delizioso,  ben conservato e curato, meritevole di essere dichiarato patrimonio dell’Unesco, al quale si accede con un quarto d’ora di bus-navetta salendo da Giglio porto per una strada panoramica mozzafiato. Tappa d’obbligo la rocca e il ristorante panoramico “Maria”.  Entrando in porto ci si trova di fronte a un un anello naturale protetto da un solo molo di soprafflutto, incorniciato da una banchina sulla quale si affacciano case, negozi bar e ristorantini  tipici. Tutto appare a portata di mano e la passeggiata con shopping  e aperitivo è davvero piacevole, rilassante. L’immagine  sinistra e oppressiva della  “Concordia” appoggiata sugli scogli  all’imbocco del porto è stata cancellata. Rimane un piccolo pontone, un rimorchiatore alla fonda e una lapide sul molo a ricordo del dramma umano e delle 32 vittime.

 

Tutto è tornato alla normalità compresi i problemi di sempre: il porto è  piccolo e affollato dai barconi  turistici, dai barchini dei locali e da un continuo andirivieni dei traghetti  di collegamento con l’Argentario. Abbiamo trovato posto prenotando per tempo e non senza qualche aggancio locale. “Purtroppo - dice AIdo Cavero, responsabile  dei pochi posti barca  disponibili - siamo costretti a rifiutare molte richieste e, soprattutto a tenere libera la banchina dalle 10 alle 18 per far attraccare i barconi delle gite. In pratica dobbiamo cacciar via le barche  da diporto al mattino per riammetterle solo la sera e, specie quando il tempo è bruttino, non è una cosa simpatica convincere i diportisti a lasciare l’ormeggio. Oltretutto siamo anche molto carenti nei servizi: non abbiamo né bagni, né docce, né colonnine per l’erogazione di acqua e luce. Ci arrangiamo con un paio di ‘manichette’ e una selva di cavi volanti e spine multiple collegati a un'unica presa di corrente. Eppure per risolvere il problema basterebbe realizzare  un piccolo molo di sottoflutto  per l’attracco dei  barconi  turistici”. 
 


 

La spiaggia della Feniglia

 

Noi siamo stati fortunati con il tempo;  ci siamo trattenuti 3 giorni e, sia pur costretti, abbiamo goduto come non mai di lunghe giornate di bagni nelle stupende cale  di fronte alle spiagge del Campese, dell’Arenella, delle Cannelle e delle Caldane, nonché di tariffe d’ormeggio davvero molto basse.

 

Dopo il Giglio è impossibile non prevedere una sosta almeno di un paio di  giorni nel vicinissimo Argentario (10 miglia) con uscite giornaliere per i bagni nelle varie cale lungo le coste del promontorio: da Cala Grande a Cala piccola, da Cala del Gesso allo scoglio dell’Argentarola, al Pozzarello e alle lunghe spiagge della Giannella e della Feniglia ( che sfortunatamente abbiamo trovato infestate dalle meduse). Esclusi Porto Ercole per mancanza di posti e Cala Galera per la distanza dal centro abitato, abbiamo puntato su Porto Santo Stefano, dove peraltro pur essendoci attivati  per tempo, abbiamo trovato posto solo al molo della Pilarella ( il porto del Valle, in effetti, ci è apparso congestionato), l’ormeggio più chic, ma esposto ai venti del 1° quadrante (N/ NE/ E). Un ormeggio possibile solo con mare calmo, ma caratteristico, simpatico e vivo. Attraccati in banchina, con i bar, i negozi , il passeggio e  il traffico locale a pochi metri dal pozzetto si ha la sensazione di essere al centro del paese. 

 

Ci tratterremmo volentieri, ma la vacanza volge al termine. A ferragosto un aereo per Londra attende il mio equipaggio: figlia, genero e nipotino di due anni al quale, anche se nato col piede marino, non ho mai fatto mancare secchiello, paletta e le spiagge sabbiose. Rimane giusto il tempo per una puntata  verso nord, a Talamone uno storico borgo con  fortezza medioevale affacciata su un porto naturale, base ideale per raggiungere a poche miglia stupende e solitarie cale  lungo le coste maremmane del Parco dell’Uccellina. Una conclusione di vacanza davvero piacevole  tra ripetuti e lunghi bagni  ristoratori e saporite spaghettate ai ricci, rigorosamente pescati e puliti dall’equipaggio del New Life.

 

Carlo Enrico Bazzani 

Fonte: Carlo Enrico Bazzani per Nautica Report
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Argentario, Porto santo Stefano, Porto Ercole, isola del Giglio, Talamone, Elba,
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